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Speranza: “Coperture per abolire superticket con fondi extra Fsn”. E su carenza medici: “Borse specializzazione non bastano”

In un’intervista a Repubblica il Ministro della Salute parla anche della riforma dei ticket: “L'obiettivo è che nessuno rinunci alle cure per motivi economici”. Bocciate le assicurazioni: “No a battaglie ideologiche ma il modello che difendo è l'universalismo”. E sulla carenza medici: “Al lavoro con le Regioni ma posso dire che le borse di specializzazione ancora non bastano”.

06 OTT - Impegno per abolire il superticket “nel tempo più breve possibile” e trovando le coperture “con stanziamenti extra fuori dal Fondo sanitario”. Lo ribadisce il Ministro della Salute, Roberto Speranza in un’intervista a Repubblica dove parla anche della riforma dei ticket: “Il principio che mi ispira è la progressività. Penso, ad esempio, che chi come me fa il parlamentare può pagare per una visita specialistica qualcosa in più rispetto a un lavoratore dipendente. L'obiettivo è che nessuno rinunci alle cure per motivi economici”.
 
Speranza parla poi anche delle assicurazioni sanitarie facendo intuire che non è il modello cui s’ispira: “Non mi interessano le battaglie ideologiche, ma il modello che difendo è l'universalismo. Non è così in tutto il mondo, visto che ci sono Paesi dove ci si cura solo se assicurati o con la carta di credito. Vorrei che gli italiani percepissero fino in fondo la differenza tra i due modelli e quanto è forte e bello il nostro. Credo in un servizio pubblico moderno e di qualità in cui tutti si possano riconoscere e a cui tutti possano affidarsi, chi sta meglio economicamente come chi è rimasto indietro”.

 
Un riferimento anche sulla carenza dei medici: “Stiamo studiando le soluzioni, anche confrontandoci con i governatori e le parti sociali, che devono arrivare in tempi brevi. Intanto possiamo dire che le borse di specializzazione ancora non bastano. Sono state giustamente aumentate l'anno scorso e noi dobbiamo darci l'obiettivo di proseguire su questa strada”.
 
Sul ritardo sulla Banca dati delle Dat invece evidenzia: “Faremo subito tutto quello che è nelle nostre possibilità per dare esecuzione alla norma approvata dal Parlamento. È una legge dello Stato, l'ho votata a suo tempo, ma anche se non l'avessi fatto mi comporterei allo stesso modo. Per quanto di nostra competenza faremo immediatamente tutto ciò che è necessario. Nessun atteggiamento diverso sarebbe ammissibile”.
E infine sul Ddl Antiviolenza: “La norma è già passata all'unanimità in Senato e spero che in tempi brevi si esprima la Camera. Lo Stato deve farsi carico di chi si occupa dei nostri malati, deve stare accanto alle migliaia di operatori del mondo della sanità che con passione e competenza ogni giorno tutelano la nostra salute”.

06 ottobre 2019
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