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Patto per la Salute. Sileri: “Ha poco senso commissariare l’intero settore mettendo in ginocchio tutti i servizi, modalità vanno riviste”

Il viceministro alla Salute interviene su uno dei temi caldi del Patto per la Salute e ribadisce come “andrebbero piuttosto effettuati commissariamenti mirati per risolvere le singole criticità”. E poi torna sui medici in pensione più tardi: “Purché rinuncino all’eventuale posizione apicale che rivestono assicurando il ricambio generazionale”.

15 NOV - “L’uscita di una Regione dal commissariamento nella sanità va sempre vista favorevolmente - ha dichiarato oggi il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri al convegno della Cisl medici Campania dedicato al futuro della professione medica -. Sono dell’idea che le modalità di affiancamento alle Regioni in piano di rientro vadano riviste. Ha poco senso commissariare l’intero settore della sanità, mettendo in ginocchio tutti i servizi, anche quelli che funzionano bene, con il blocco generale delle assunzioni di personale. Andrebbero piuttosto effettuati commissariamenti mirati per risolvere le singole criticità”. Il tema, ricordiamo, è uno dei nodi ancora non sciolti del Patto per la Salute dove il Mef non vede di buon occhio il nuovo meccanismo proposto da Salute e Regioni.
 
Sul tavolo del ministero della Salute, conferma Sileri, "c’è anche il rinnovo dei contratti della sanità privata".
 
“Auspico - ha continuato - che in futuro vengano offerti salari migliori. Se la professione del medico ha perso attrattività è anche per colpa di stipendi poco competitivi con il resto d’Europa e per ritmi di lavoro spesso estenuanti dovuti alle carenze di personale. Per colmare le lacune e garantire il buon funzionamento dei servizi sanitari regionali è già stato fatto qualcosa. Il Governo precedente ha aumentato di 1800 unità le borse di specializzazione e grazie al decreto Calabria oggi è possibile assumere gli specializzandi al quarto e quinto anno. Confido che nella manovra per il 2020 possano esserci duemila posti in più per la formazione specialistica”.

 
Laddove l’emergenza è più grave e come misura transitoria il viceministro ha valutato la possibilità di ritardare il pensionamento dei medici per coprire gli organici e dare una giusta assistenza ai pazienti, “purché - ha sottolineato - rinuncino all’eventuale posizione apicale che rivestono assicurando il ricambio generazionale”.
 
Un altro tema affrontato è stato quello delle aggressioni nei confronti del personale sanitario. “Un fenomeno che va contrastato ristabilendo un rapporto di fiducia medico-paziente e migliorando i percorsi di assistenza tra il territorio e l’ospedale. Se si danno risposte adeguate non si alimenta ansia e si creano meno facilmente tensioni”. 
 

15 novembre 2019
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