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Sviluppo sostenibile, una sfida per l’Agenda 2030. Parte la Cabina di regia “Benessere Italia”

di Filomena Maggino

L’occasione di questo evento è per noi importante perché ci consente di discutere e studiare il coordinamento verticale, ovvero il coordinamento tra una struttura più centrale e le altre che si occupano dei singoli territori. La struttura cui stiamo lavorando si configura come una Cabina di regia che ha il compito di coordinare e promuovere le azioni rivolte al benessere e alla qualità della vita del Paese nel rispetto della sostenibilità e dell’equità, promuovere e coordinare l’adozione di programmi e strategie nazionali

09 DIC - Possiamo dire in modo molto generico che la governance si fonda su due pilastri fondamentali: conoscenza e azione. L’azione implica la conoscenza. Osservare e monitorare la realtà consente di verificare l’impatto dell’azione realizzata (valutazione ex-post) o programmata (valutazione ex-ante). L’azione a sua volta richiede coordinamento che può essere orizzontale e/o verticale.
 
La governance infatti richiede un coordinamento che può essere orizzontale e verticale. Presso la Presidenza del Consiglio in questo momento si sta ponendo l’attenzione alla definizione e costruzione del coordinamento orizzontale, ovvero a come si possa far dialogare tra loro i ministeri e le altre strutture della Presidenza, proprio in vista dello sviluppo delle azioni mirate all’Agenda 2030 e non solo.
 
L’occasione di questo evento è per noi importante perché ci consente di discutere e studiare il coordinamento verticale, ovvero il coordinamento tra una struttura più centrale e le altre che si occupano dei singoli territori. La struttura cui stiamo lavorando si configura come una Cabina di regia che ha il compito di coordinare e promuovere le azioni rivolte al benessere e alla qualità della vita del Paese nel rispetto della sostenibilità e dell’equità, promuovere e coordinare l’adozione di programmi e strategie nazionali.

 
Tra gli obiettivi che la Cabina ha, sicuramente quello di fare analisi ex ante ed ex post, analisi che rispettino la complessità e le eventuali incomparabilità. La statistica dispone di strumenti che consentono di gestire le incomparabilità. A breve infatti presenteremo un esercizio di applicazione di tali strumenti al monitoraggio del benessere in Italia attraverso gli indicatori BES che tiene conto delle incomparabilità e faremo parallelamente anche un esercizio sugli SDGs.
 
Quando si parla di sostenibilità si parla essenzialmente di limiti all’interno di un sistema. Questo ci richiede un superamento dell’approccio classico della sostenibilità che identifica tre pilastri, quello ambientale, quello economico e quello sociale. Riflettendo, infatti, sul concetto di limite è inevitabile concludere come il primo limite che ci si pone davanti è proprio quello ambientale. La grande comunità umana insiste su un territorio limitato che, se mantiene certe condizioni, ci consente di vivere. All’interno della comunità umana è possibile identificare vari livelli e tipi di relazioni, tra i quali possiamo comprendere anche quello economico.
 
Una tale visione ci rende maggiormente consapevoli del fatto che il primo limite è quello ambientale, inteso in senso ampio, comprendendo la natura nel suo complesso, cui anche noi apparteniamo. Se tale limite non viene rispettato, se il limite della nostra natura non è rispettato, il resto delle attività umane non esiste.
 
L’altra sollecitazione è quella della formazione. A questo proposito le questioni che si pongono sono due. Tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile vi è quello della istruzione, che dovrebbe raggiungere tutta la popolazione. Altra questione, non posta all’interno degli Obbiettivi di Sviluppo Sostenibile, è quella della formazione alla sostenibilità, come cittadini ma anche come classe dirigente, come stakeholders, ecc. Questo però vuol dire essenzialmente formare ed educare alla complessità. Governare la transizione culturale richiede anche questo passaggio. Questo ci porta a riflettere, per esempio, su come l’Università italiana sia stata recentemente riformata, organizzandola per rigidi settori disciplinari non comunicanti tra loro.
 
In conclusione, è necessario rendersi consapevoli che in Italia, abbiamo esperienze e strumenti (si pensi a tale proposito all’importante esperienza del BES che molti Paesi ci invidiano). Esperienze e strumenti che devono essere recuperati e devono confluire nel contesto dell’Agenda 2030, mettendo al centro delle decisioni politiche a tutti i livelli il benessere dei cittadini e del Paese.
 
Filomena Maggino
Rappresentante del Presidente del Consiglio a presiedere la Cabina di Regia "Benessere Italia"

09 dicembre 2019
© Riproduzione riservata


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