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Da Grillo a Speranza: il 2019 della sanità 

di Luciano Fassari

Dal cambio di Governo all’abolizione del superticket, passando per il Patto per la Salute, il Piano Liste d’attesa, il Dl Calabria, la Manovra e molto altro ancora. Tra fatti e incompiute ecco una disamina dei principali eventi che hanno caratterizzato l’anno che si sta per concludere.

29 DIC - Il 2019 si era aperto con Giulia Grillo alla guida della Salute e si è chiuso invece, dopo la crisi del Governo "giallo-verde" in agosto, con Roberto Speranza ministro della Salute del neo Governo "giallo-rosso", affiancato dal vice ministro, è la prima volta che alla Salute arriva un "vice", Pier Paolo Sileri (5 Stelle) e dalla sottosegretaria Sandra Zampa (PD).
 
In mezzo molte le misure per la sanità che hanno caratterizzato l’ultimo anno: dal Piano delle Liste d’attesa, al Dl Calabria, passando per il contratto dei medici, il Patto per la Salute fino alle misure contenute nella nuova legge di Bilancio.
 
Tra fatti e incompiute ecco una disamina dei principali eventi che hanno caratterizzato l’anno che si sta per concludere.
 
Piano liste d’attesa. Certamente uno dei provvedimenti su cui più ha puntato l’ex Ministro Grillo approvato in febbraio Stato-Regioni. In realtà il Piano non ha portato in sé parecchie novità. Ha fissato alcuni principi come la possibilità di effettuare una visita in intramoenia pagando solo il ticket se i tempi d’attesa non sono rispettati. Previsto anche il blocco dell’intramoenia in caso di sforamento dei tempi. Il Piano è stato recepito da buona parte delle Regioni ma di risultati, sulla sua efficacia (i tempi d’attesa si sono accorciati?) non ce n’è traccia.
 
Dl Calabria. Altro caposaldo della Grillo il decreto che oltre a prevedere il super commissariamento della Regione con la novità delle nomine dei manager di Asp e Aziende ospedaliere affidate al Governo ha previsto tra l’altro la misura per l’assunzione degli specializzandi all’ultimo anno, il blocco dell’export per i farmaci carenti, lo sblocco del turnover e un nuovo tetto di spesa per il personale (che sarà poi ulteriormente ritoccato nel Dl Fiscale). Ora per quanto riguarda le misure per la Calabria molto è andato a rilento, solo pochi giorni fa sono state ultimate le nomine dei manager. Inoltre, Thomas Schael in luglio si è dimesso da sub commissario. Per vedere i frutti del provvedimento si dovrà attendere ancora almeno un anno. Intanto però è probabile che i commissari cambino di nuovo dopo che la Consulta ha dichiarato illegittima la norma reintrodotta nel 2018 sull’incompatibilità tra presidente e commissario della Regione. Per quanto riguarda le altre misure si è ancora in attesa della definizione degli accordi tra Regioni e Università sui percorsi di formazione-lavoro.
 
Altra misura che ha visto protagonista la Grillo sono poi le nuove linee guida per il Pronto soccorso, con il cambio dei codici di priorità (che da quattro sono diventati 5 e che saranno contrassegnati non più solo dai colori ma anche dai numeri). Anche qui non si sa ancora se le linee guida porteranno a dei miglioramenti. Probabilmente lo scopriremo presto quando in inverno l’influenza raggiungerà il picco e le strutture di emergenza, come ogni anno, saranno messe sotto pressione.
 
Farmaci ed Aifa. Il 2019 doveva essere l’anno dell’applicazione delle linee guida sulla governance. Ma, a parte i nuovi criteri per la negoziazione dei prezzi dei farmaci, la nuova governance è rimasta in soffitta. Inoltre, per la prima parte dell’anno sull’Agenzia del farmaco si è scatenato un durissimo braccio di ferro tra Grillo e le Regioni sulla presidenza. In estate si è trovato un compromesso con il presidente delle Regioni Stefano Bonaccini che ha assunto l’interim. La situazione si è poi sbloccata in autunno (col nuovo Governo) con la presidenza che è andata a Domenico Mantoan. Con l’avvento di Speranza al Ministero è saltata, in applicazione dello spoils system, anche la poltrona del Dg Luca Li Bassi. Ad oggi Renato Massimi sta ricoprendo l’incarico ad interim in attesa della nomina del nuovo Dg.
 
Sempre rimanendo nel campo dei farmaci lo scorso anno si poi raggiunto l’accordo tra Regioni e Farmindustria per lo sblocco di 2,3 mld del payback 2013-2017. Inoltre, a livello internazionale, l’Italia in sede Oms si è fatta promotrice di una risoluzione per la maggiore trasparenza dei prezzi dei farmaci.
 
Il Patto per la Salute. È stata la questione che ha tenuto banco per tutto l’anno. Fino alla caduta dei "giallo-verdi" i lavori sono andati a singhiozzo, tra fughe in avanti e bruschi stop. Casus belli la clausola di salvaguardia sugli aumenti al Fsn voluta dal Mef. Con Speranza l’iter ha subito una brusca accelerazione e alla fine si è giunti al 18 dicembre alla chiusura del Patto. All’interno dell’accordo tante novità per il comparto, ora la sfida sarà rendere le intenzioni in legge e poi le leggi in risultati, forse un’operazione più difficile che chiudere lo stesso Patto.
 
Regioni. Dopo la sconfitta del centrosinistra in Piemonte da registrare il cambio della guida per la commissione Salute delle Regioni con Luigi Icardi che ha preso il posto di Antonio Saitta.
 
Agenas. Come Aifa, anche l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ha visto cambiare la governance nel 2019. In agosto, l’assessore alla sanità del Veneto Manuela Lanzarin, è stata nominata alla presidenza. Il Dg Francesco Bevere, dopo esser stato rinnovato nel suo incarico dalla Grillo, è stato fatto decadere da Speranza, sempre in applicazione dello spoils system. Ora si è in attesa anche in questo caso di capire chi gli succederà (in pole ci sarebbe l’attuale Dg della sanità dell’Emilia Romagna, Kyriakoula Petropulacos).
 
Iss. Anche l'Istituto nel 2019 al visto un cambio dei vertici: alla presidenza è andato Silvio Brusaferro mentre come Dg è stato nominato Andrea Piccioli.
 
Css. In febbraio la nomina del nuovo Consiglio superiore di sanità alla cui guida è andato il professore Franco Locatelli.
 
Il contratto dei medici ospedalieri e le convenzioni di mmg, pediatri, specialisti ambulatoriali e farmacie. Dopo 10 anni il 2019 sarà ricordato per il rinnovo del contratto dei dirigenti medici e sanitari del Ssn con aumenti medi nell’ordine di 190 euro. Per quanto riguarda le convenzioni di medici di famiglia, pediatri, specialisti ambulatoriali e farmacie è proseguito il confronto con la Sisac ma gli accordi probabilmente si chiuderanno il prossimo anno.
 
Il caso Venturi e lo scontro tra medici e infermieri. Sullo sfondo dei temi politici è proseguita anche nel 2019 la ‘Guerra Fredda’ tra le professioni. Emblema ne è per certi versi il Caso Venturi, l’assessore alla sanità dell’Emilia Romagna radiato dall’Ordine dei medici di Bologna per una delibera per l’impiego degli infermieri nel 118. In novembre la Consulta ha poi bocciato il provvedimento dell’Ordine. Inoltre, i membri della commissione ordinistica che ha radiato Venturi sono finiti sotto indagine per abuso d’ufficio. Altro fronte di polemica la delibera del Veneto sulla valorizzazione delle professioni sanitarie che ha scatenato anche un duro botta e risposta tra gli Ordini di Medici, Infermieri e Tsrm-Pstrp.
 
Farmacie. Certamente la più grande novità è arrivata con la Manovra che ha esteso la sperimentazione della farmacia dei servizi a tutte le Regioni italiane. Da ricordare anche il via libera alle linee d’indirizzo per la sperimentazione approvata dalla Stato Regioni.
 
Manovra. Confermati nella Legge di Bilancio i 2 mld di aumento al Fondo sanitario 2020, stanziati ulteriori 2 mld al Fondo dell’edilizia sanitaria e abolito da settembre 2020 il superticket. Altra novità lo stanziamento di 235 mln per la diagnostica di primo livello dei medici di famiglia e pediatri e l’aumento delle borse di specializzazione.
 
Le incompiute del 2019.
Con l’avvento del nuovo Governo è andato in soffitta il Ddl di riforma dell’obbligo vaccinale. Rimasti bloccati anche il Ddl sulle nuove regole per la nomina dei manager di Asl e ospedali, il Ddl Antiviolenza, il Sunshine Act, il tema delle autonomie, gli elenchi speciali per le nuove professioni sanitarie (attesa una nuova proroga dei termini), la riforma delle parafarmacie e la più volte annunciata revisione dei ticket, così come gli interventi sulla cannabis light dopo la non ammissibilità decretata dalla presidente del Senato Casellati all'emendamento 5 Stelle alla legge di Bilancio, precedentemente approvato in Commissione, che avrebbe di fatto consentito la libera vendita dei prodotti contenenti cannabis con contenuto di thc sotto lo 0,5%. Insomma, tanti i dossier che saranno protagonisti anche nel 2020, ma questa è un’altra storia.
 
Luciano Fassari

29 dicembre 2019
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