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Milleproroghe. La soddisfazione Anaao: “Una boccata d’ossigeno per il Ssn”

Il sindacato della dirigenza medica e sanitaria plaude all’approvazione definitiva del decreto che contiene anche le norme per la permanenza nel Ssn dei medici fino a 70 anni e la possibilità di assumere gli specializzandi fino dal 3° anno, nonché lo sblocco della Ria da sempre richiesta dai medici.  

28 FEB - “La conversione in legge del decreto “Milleproroghe” – commenta il Segretario Nazionale Anaao Assomed, Carlo Palermo - porta una boccata di ossigeno al SSN, tanto necessaria quanto urgente nel frangente che stiamo attraversando”.
 
“Non solo – prosegue - perché, consentendo di anticipare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro fin dal terzo anno del corso di formazione post lauream, contribuisce a tamponare la carenza di medici specialisti, specie in settori di front line, come Pronto Soccorso e Terapie Intensive. Ma anche perché apporta ristoro al salario accessorio della dirigenza medica e sanitaria attraverso la restituzione della RIA (la Retribuzione Individuale di Anzianità), patrimonio storico delle sue risorse contrattuali, raggiungendo un traguardo tenacemente voluto e perseguito dall’Anaao Assomed e da altre organizzazioni sindacali per circa 10 anni. Un traguardo che non merita di finire in sordina a favore di rumorose quanto pretestuose polemiche seguite alla firma del CCNL 2016/2018 da parte di chi non ha saputo guardare alle prospettive aperte dalla conclusione del contratto. Migliorare i livelli retributivi garantisce la contrattazione futura delle giovani generazioni e contribuisce a frenare la fuga dagli ospedali, evitati dai giovani e abbandonati dai meno giovani, attratti i primi dalle sirene estere, i secondi da quelle del privato”.

 
“Ci sarà tempo – sottolinea - per commentare, e modificare in un prossimo veicolo legislativo, elementi negativi, come l’incredibile “svista” che ha discriminato i dirigenti sanitari nei percorsi di stabilizzazione del precariato o le mancate modifiche all’inquadramento giuridico ed economico dei ricercatori, ancora ingabbiati nella famosa “Piramide”. O gli elementi discutibili, aggiunti in un tardivo assalto alla diligenza nel percorso di conversione legislativa, come i finanziamenti per le aziende Ospedaliere Universitarie, messi a carico del FSN al di fuori di una revisione complessiva dei loro rapporti con il SSN, che troppo spesso subisce passivamente le scelte autoreferenziali e deleterie del Miur e dell’Accademia”.
 
“Ora – rimarca Palermo - , anche per segnare il ritorno all’ordinario, è bene sottolineare la soddisfazione per i passi in avanti compiuti che rinforzano le dotazioni organiche e la dote economica a disposizione del prossimo rinnovo contrattuale, che auspichiamo possa iniziare in tempi stretti. L’esperienza di questi giorni dimostra la necessità e la funzione di un Servizio Sanitario Pubblico e Nazionale, ma occorre rendere attrattivo il lavoro ospedaliero, riducendo, e ristorando dal punto di vista economico, un disagio lavorativo non più strisciante”.
 
“Una valorizzazione – conclude - di quel capitale umano, costituito da medici, biologi, chimici, farmacisti e infermieri che in questi giorni difficili ha dato prova di responsabilità professionale, senso del dovere e abnegazione, elementi fondanti del lavoro in sanità. Ad essi, prima o poi, Regioni e Governo dovranno rendere il giusto merito”.

28 febbraio 2020
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