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Coronavirus. Cosa succederà dopo il 13 aprile? Ecco le ipotesi sul tavolo del Governo per la Fase 2

di Luciano Fassari

Fino al 13 aprile sono confermate le misure di contenimento ma Governo e scienziati stanno già lavorando per il dopo. Se i dati della curva epidemica dovessero essere buoni non si può escludere possibili prime riaperture di alcune attività commerciali e produttive. Sembra però difficile che prima di maggio si possano allentare le restrizioni alla mobilità.

02 APR - Ieri il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha confermato la proroga delle misure di contenimento del Covid 19 fino al 13 aprile. Ma, pur se lo stesso Conte ha voluto sottolineare che al momento non si possono fare previsioni su cosa accadrà dopo quella data (la Fase 2 come l'ha chiamata il premier), sappiamo che già da giorni Esecutivo e Comitato tecnico scientifico sono al lavoro per elaborare una strategia che possa pian piano far ripartire la vita sociale ed economica del Paese, senza incorrere nel rischio di un immediato ‘tana libera tutti’ che potrebbe avere conseguenze disastrose.

Certamente il trend in calo dei casi che si registra in questi giorni alimenta la tesi di chi chiede di far ripartire il Paese. Ma non solo, i segnali d’insofferenza e difficoltà economiche degli italiani rappresentano certamente un forte elemento di pressione su chi deve decidere. Insomma, scelte non facili su cui ancora non si è trovata la quadra e su cui peserà ovviamente anche l'andamento della curva epidemica nei giorni da qui al 13 aprile.

 
All’interno del Governo il Ministro Speranza è da sempre per la linea del rigore, come ha ricordato anche ieri di fronte al Parlamento e sulla stessa linea è il Comitato tecnico scientifico che preme per mantenere quanto più possibile un alto livello di contenimento per evitare come accaduto in Corea dove, una volta abbassata la guardia, ha visto una ripresa dei contagi.
 
L’obiettivo è quindi quello di trovare soluzioni graduali per far ripartire, per gradi sia ben chiaro, il Paese dopo Pasqua. Anche se il braccio di ferro tra il Comitato scientifico e una parte del Governo andrà avanti per fino all’ultimo.
 
Secondo quanto appreso da fonti del Governo, dopo Pasqua, sempre che i numeri dell’epidemia siano in calo, si potrebbe pensare ad una graduale riapertura in alcune aree meno a rischio. Insomma, un po’ a macchia di leopardo.
 
Il principio cardine in ogni caso sarà quello delle misure di distanziamento sociale e di sicurezza. Potrebbero riaprire i battenti per esempio botteghe artigiane a monoconduzione come falegnami, tappezzieri o quei negozi dove si può andare su appuntamento o si possono ordinare i beni e poi passarli a ritirare in un determinato orario. In ogni caso resteranno ancora chiusi ristoranti, bar, discoteche, stabilimenti balneari, palestre e cinema ma pure negozi di abbigliamento e calzature dove il mantenimento del distanziamento sociale è complicato.
 
Per quanto riguarda gli uffici e le imprese si proverà a riaprire quelle aziende dove sarà possibile rispettare le misure di distanziamento e sicurezza indicate dal Protocollo Governo-Sindacati di qualche settimana fa. Ma è chiaro che laddove possibile lo smart working continuerà ad imperare ancora per un po’.
 
Ancora in piedi, a quanto risulta, anche l’ipotesi di un allentamento delle misure per gli under 50, anche se c’è molto scetticismo da parte degli scienziati. Ma come anticipato dallo stesso Speranza il mese di aprile sarà quello dove si lavorerà per potenziare l’attività di test con l’obiettivo di estendere quelli sierologici per vedere chi ha già avuto il virus e può riprendere lavoro. Ma è chiaro che per fare test di massa il Paese ancora non è attrezzato. Accanto a questo si sta lavorando per potenziare l’assistenza sul territorio, (anche con la possibilità di controllare coloro che sono positivi sia a distanza con le Unità speciali e i medici di famiglia sia in luoghi come le caserme) che fino ad oggi non è però riuscita a decollare rappresentando la vera nota dolente dell’azione del Governo.

In ogni caso, sarà molto difficile che prima del 4 maggio le misure di ‘quarantena’ potranno allentarsi (il ‘pontone’ del 25 aprile e del 1° maggio lo trascorreremo a casa). Insomma, quasi sicuramente, per un altro mese dovremo restare nelle abitazioni e potremo uscire sempre con l’autocertificazione, magari con la possibilità di andare oltre che al supermercato e in farmacia anche in quegli esercizi che nel frattempo (se le misure di cui sopra saranno adottate) avranno riaperto i battenti.
 
Ma sia chiaro anche se a maggio dovesse allentarsi la ‘quarantena’ si dovrà in ogni caso continuare ad adottare misure di distanziamento sociale e vi sarà l’obbligo di mascherina (per chi riuscirà a procurarsela...).
 
Quindi, forse tra un mese potremmo parzialmente tornare a respirare un po’ d’aria fresca ma sia chiaro che lo Stato sarà di nuovo pronto a chiudere tutto se la riapertura generasse assembramenti pericolosi o se la curva epidemica dovesse risalire.

Luciano Fassari

02 aprile 2020
© Riproduzione riservata


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