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Decreto Rilancio. Anelli (Fnomceo): “Grandissima occasione, pensare anche ai liberi professionisti, ora penalizzati”


“Risulta per noi incomprensibile l’esclusione dei professionisti iscritti alle casse di previdenza dai contributi a fondo perduto a favore dei lavoratori autonomi che nel mese di aprile abbiano avuto un calo del fatturato rispetto al corrispondente periodo del 2019. Questo comporta l’esclusione dal bonus di tutti i medici e odontoiatri liberi professionisti, che sono stati messi a dura prova dall’emergenza Covid-19". Così il presidente della Federazione dopo la pubbicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. 

20 MAG - La Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo) torna a chiedere aggiustamenti al Decreto Rilancio. Lo fa, dopo un primo commento a caldo una settimana fa, anche oggi, dopo aver avuto modo di leggere il testo definitivo, pubblicato nella notte in Gazzetta Ufficiale.
 
“Il Decreto Rilancio, nella sua stesura definitiva, sarà portato all’attenzione del Comitato Centrale, già nella seduta di venerdì e poi in quella della prossima settimana – spiega il presidente della Fnomceo Filippo Anelli –. Ma, sin da ora, ci sentiamo di fare alcune considerazioni”.

“Gli stanziamenti per il Servizio Sanitario Nazionale, che restano confermati, costituiscono una grande occasione, della quale rendiamo merito al Ministro della Salute Roberto Speranza che è riuscito laddove nessun Ministro della Salute era riuscito – afferma Anelli -. Ora dobbiamo pensare a investire le risorse nella maniera migliore”.

“Ci trovano sostanzialmente concordi i piani di potenziamento e riorganizzazione della rete assistenziale territoriale, che vanno nella direzione proposta dal Comitato Centrale Fnomceo – prosegue -. I piani di assistenza territoriale contengono infatti, come da noi auspicato, “specifiche misure di identificazione e gestione dei contatti”, dove la realizzazione dell’attività di sorveglianza deve essere effettuata a cura dei dipartimenti di prevenzione in collaborazione con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta e i medici di continuità assistenziale, nonché con le Usca, le Unità speciali di continuità assistenziale. L’obiettivo è un monitoraggio costante e un tracciamento precoce dei casi e dei contatti, al fine della relativa identificazione, dell’isolamento del trattamento. Bene anche l’implementazione delle attività di assistenza domiciliare integrata e delle azioni terapeutiche e assistenziali a livello domiciliare. Serve ora investire di più sulla specialistica ambulatoriale interna ed esterna, per rispondere meglio ai bisogni di salute soprattutto dei malati cronici”.


“Ottima notizia anche l’incremento del fondo per la disciplina dei rapporti con i medici di medicina generale, per l’indennità di personale infermieristico, e lo stanziamento di risorse per retribuire tale personale – aggiunge -. La previsione di utilizzare 9000 infermieri anche per le USCA e per il supporto ai servizi di assistenza primaria potrebbe diventare il punto di partenza di una svolta nei modelli assistenziali se gli infermieri e i medici riusciranno a svolgere le loro attività professionali in team, nello stesso luogo di lavoro. Questo permetterà di introdurre, anche sul territorio, le equipe medico di medicina generale – infermiere di famiglia, proprio nell’ottica di potenziare l’assistenza territoriale, in termini di accertamenti diagnostici di primo livello, di strategie vaccinali (somministrazione dell’antiinfluenzale e, quando disponibile, del vaccino anti Covid), di medicazioni. Un’assistenza completa ed efficace dei pazienti più fragili, non solo affetti da Covid-19, ma anche da patologie croniche, senza spostarli dal loro domicilio”.

“Bene il potenziamento e il riordino della rete ospedaliera – prosegue Anelli -. Non ci vedono invece d’accordo i meccanismi previsti per la premialità Covid-19 per il personale dipendente dal Servizio sanitario nazionale. Meccanismi che possono innescare, come in alcune Regioni sta già accadendo, una distribuzione ‘a pioggia’ delle risorse, in egual misura al personale sanitario e a quello amministrativo, senza gradualità legate alla diversa esposizione al rischio e alla natura del lavoro prestato”.

“Siamo soddisfatti del notevole incremento delle borse di specializzazione, che permetterà di assorbire in gran parte l’imbuto formativo – afferma ancora -. Chiediamo ora al Ministro e al Governo un ulteriore impegno, per aumentare anche il numero delle borse per la Medicina Generale, con il doppio obiettivo di azzerare l’imbuto formativo, permettendo a tutti i laureati di completare il loro percorso di studi, e di rispondere alle aumentate esigenze di assistenza sul territorio”.

“Risulta invece per noi incomprensibile l’esclusione dei professionisti iscritti alle casse di previdenza dai contributi a fondo perduto a favore dei lavoratori autonomi che nel mese di aprile abbiano avuto un calo del fatturato rispetto al corrispondente periodo del 2019– conclude Anelli -. Questo comporta l’esclusione dal bonus di tutti i medici e odontoiatri liberi professionisti, che sono stati messi a dura prova dall’emergenza Covid-19. Per favorire il distanziamento sociale, molti di loro hanno, per scelta, limitato l’attività alle sole urgenze. Questa scelta, non in tutte le Regioni libera e autoimposta, non ha messo i professionisti al riparo dal rischio di infezioni, visto che i pazienti sono stati ricevuti in base al solo criterio dell’urgenza, senza distinzioni di altro genere, tanto che molti professionisti sono rimasti contagiati e dodici odontoiatri hanno perso la vita".
 
"Tale scelta, compiuta, lo ripeto, nel solo interesse dei cittadini, per limitare gli spostamenti e quindi le occasioni di contagio, ha tuttavia avuto un costo elevatissimo a livello economico. I liberi professionisti si sono trovati, da un giorno all’altro, privi della loro principale fonte di reddito, restando invariate le spese fisse, in particolare quelle per il personale di studio, al quale solo in parte sono applicabili gli ammortizzatori sociali. Chiediamo quindi al Governo che per i medici e gli odontoiatri liberi professionisti sia previsto un accesso ai bonus, magari con fondi dedicati, in modo di non doversi trovare di fronte a scelte di tagli di risorse e, soprattutto di personale, con notevoli ricadute sia sui livelli di assistenza sia in termini di diritto al lavoro dei dipendenti”.

20 maggio 2020
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