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Covid e vaccini antinfluenzali. “Molte criticità organizzative oltre al rischio di ingenerare aspettative eccessivamente ottimistiche”

di L.F.

Lo sottolinea il gruppo indipendente di esperti sui vaccini del Ministero della Salute che ha prodotto una raccomandazione in merito alle misure della circolare ministeriale sulla prossima campagna di vaccinazione antinfluenzale. “Aver indicato tra le finalità della vaccinazione antinfluenzale la facilitazione della diagnostica differenziale con COVID-19 e il non aver evidenziato i limiti di efficacia che caratterizzano questa vaccinazione rischiano di ingenerare aspettative eccessivamente ottimistiche”. IL DOCUMENTO

21 LUG - L’estensione d’offerta di vaccinazione antinfluenzale suggerita dalla circolare del Ministero della Salute, se adottata in tutto il nostro Paese, potrebbe “comportare una serie di criticità che si ritiene opportuno tempestivamente evidenziare, al fine di avviare una appropriata mitigazione dei rischi. L’offerta della vaccinazione a tutte le fasce d’età indicate nella circolare necessiterebbe infatti l’organizzazione di alcuni milioni di sedute vaccinali aggiuntive rispetto a quelle ordinarie”. È questo l’avvertimento del Nitag, il gruppo indipendente di esperti sui vaccini del Ministero della Salute, in merito al potenziamento dell’offerta di vaccino contro l’influenza.
 
Per gli esperti, che hanno inviato una raccomandazione a Speranza infatti “l’incremento risulta difficilmente ottenibile alla luce di alcune evidenti limitazioni:
- Lo scarso intervallo temporale concesso per potenziare l’organizzazione;
L’elevato impegno cui sono attualmente sottoposti i servizi vaccinali per il recupero vaccinale;

L’impossibilità di affidare tali compiti aggiuntivi, in breve tempo e in tutto il Paese, ad altre articolazioni o altri professionisti del SSN per la presenza di numerosi impedimenti”.
 
Tra queste criticità il Nitag evidenzia “l’elevato impegno di assistenza cui è già attualmente chiamato il sistema delle cure primarie, l’inadeguatezza delle regole e dei vincoli presenti nelle norme contrattuali che disciplinano l’attività dei professionisti convenzionati (attività vaccinale non obbligatoria per i PLS), l’insufficienza dei sistemi informativi regionali che sarebbero necessari per sostenere il decentramento delle attività vaccinali (a fronte di un sistema anagrafico nazionale non ancora entrato a pieno regime) e  l’incompleta dotazione strumentale di molte strutture e molti studi medici, che non forniscono garanzie per il mantenimento della catena dal freddo e le eventuali manovre rianimatorie”.
 
Ma non solo gli esperti sottolineano “la prevedibile insufficiente disponibilità di prodotti vaccinali sul mercato per via di limiti produttivi ormai insuperabili (il mercato internazionale ha da tempo definito i quantitativi e le quote nazionali per la prossima stagione influenzale) e di procedure di approvvigionamento regionali non ancora concluse o tardive per una buona programmazione”.
 
E ancora si rimarca “il probabile incremento spontaneo di adesione da parte dei soggetti tradizionalmente presenti tra i target vaccinali, per via dell’accresciuta attenzione e della pressione mediatica in materia”.
 
Per questo, secondo il Nitag “le indicazioni della circolare ministeriale stanno sollecitando una domanda cui non sarà possibile dare adeguata risposta, col rischio di escludere dalla protezione proprio i soggetti che possono maggiormente beneficiarne, ma che sono più difficili da raggiungere”.
 
Ma le problematicità non finiscono qui. “Anche l’indicazione generalizzata di anticipare l’inizio della campagna di vaccinazione – si legge nella raccomandazione - potrebbe comportare conseguenze sul piano organizzativo ed epidemiologico che occorre attentamente valutare. Infine, sul piano della comunicazione, l’aver indicato tra le finalità della vaccinazione antinfluenzale la facilitazione della diagnostica differenziale con COVID-19 e il non aver evidenziato i limiti di efficacia che caratterizzano questa vaccinazione rischiano di ingenerare aspettative eccessivamente ottimistiche, alla luce delle conoscenze ancora insufficienti sul comportamento del nuovo virus SARS-CoV-2 e della varietà e numerosità degli agenti microbici normalmente circolanti nella stagione invernale. Tutto questo potrebbe tradursi in un ulteriore deterioramento della credibilità e dell’autorevolezza del sistema della prevenzione, già messo duramente alla prova nei primi mesi della pandemia”.
 
Per tutte queste ragioni gli esperti raccomandano che “ogni Regione e PA valuti attentamente le criticità qui sopra evidenziate prima di considerare eventuali estensioni d’offerta della vaccinazione antiinfluenzale, a partire dalle disponibilità certe di prodotti vaccinali acquistati per la prossima stagione e delle proprie risorse organizzative conseguenti, elabori uno specifico piano delle priorità d’offerta, che garantisca la protezione dei gruppi di persone a più elevato rischio e a maggior beneficio potenziale”.
 
 
Il Nitag sollecita anche il Ministero a preparare una nuova “circolare per ribadire i punti critici qui sollevati e supportare le regioni e PP.AA. a gestire queste criticità” e allo stesso tempo ad assumere “una funzione di coordinamento e di supporto all’attività delle Regioni e PA svolgendo un’azione di vigilanza e monitoraggio e collaborando affinché i piani regionali adottino criteri il più possibile omogenei anche per quanto riguarda l’inizio della campagna di vaccinazione per le diverse categorie di soggetti”.
 
Infine, un’ultima stoccata affinché “per il futuro, le circolari ministeriali contenenti indicazioni di politica vaccinale vengano elaborate in largo anticipo rispetto alla tempistica necessaria per un corretto approvvigionamento, previo confronto con le autorità sanitarie regionali (cui consegue l’onere della realizzazione), e siano formulate in modo più diretto in modo da rendere inequivocabile la comprensione di quali siano gli obiettivi delle campagne e le categorie di soggetti cui sono rivolte”.
 
 
L.F.

21 luglio 2020
© Riproduzione riservata

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