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Question time/2. Speranza: “Su test salivari per covid abbiamo bisogno che il processo di validazione sia completato”


"Il nostro auspicio è che questo possa avvenire in un tempo breve, ma l'esigenza chiaramente di correre e di avere nel più breve tempo possibile a disposizione questi strumenti va anche tenuta insieme all'esigenza che questi strumenti passino in maniera molto seria e rigorosa tutte le verifiche degli organismi, che naturalmente hanno questa formale competenza". Così il ministro della Salute rispondendo all'interrogazione in Aula alla Camera di Pini (Pd).

23 SET - "Tra le cose che si muovono, ci sono anche i test salivari. Rispetto a questi test salivari, riviste scientifiche importanti segnalano che c'è la potenzialità di riscontrare il virus semplicemente attraverso l'analisi della saliva, quindi in maniera anche meno invasiva, cosa che renderebbe chiaramente questo strumento più idoneo, in modo particolare per i più piccoli. Ma abbiamo bisogno, evidentemente, che il processo di validazione da parte delle autorità competenti possa completarsi. Il nostro auspicio è che questo possa avvenire in un tempo breve".
 
Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo in Aula alla Camera all'interrogazione sul tema presentata da Giuditta Pini (Pd).
 
Di seguito la risposta integrale del ministro Speranza:
 
"Grazie, Presidente. Voglio ringraziare anche in questa occasione gli interroganti, per l'opportunità di ragionare su un tema che è assolutamente strategico per affrontare i prossimi mesi. Infatti, come è noto, noi siamo al lavoro, come comunità mondiale, verso il vaccino e verso le cure, ma è evidente che ancora per alcuni mesi dovremo assolutamente resistere con comportamenti corretti e, nella battaglia per contenere questo virus, l'utilizzo appropriato dei test è chiaramente una delle leve essenziali.

 
Ad oggi, a livello globale, tutte le istituzioni internazionali riconoscono come gold standard, quindi come modello fondamentale essenziale, il tampone molecolare classico. Noi abbiamo, settimana dopo settimana, rafforzato le capacità italiane di testare attraverso questi tamponi e siamo arrivati, ormai da qualche settimana, alla potenzialità di oltre 100 mila tamponi al giorno, che è un numero significativo.
 
Prevediamo ancora di aumentare questo numero nelle prossime settimane. Nel frattempo, evidentemente, le scoperte, l'evoluzione e la scienza - che, così come sui vaccini e sulle cure, si sta impegnando anche sulla capacità di testare - ci stanno offrendo nuovi strumenti. Alcuni di questi strumenti sono già utilizzati.
 
Con l'ordinanza del 13 agosto, per primi in Europa, abbiamo dato il via libera all'utilizzo di test antigenici, che presso gli aeroporti vengono utilizzati per quei cittadini che provengono da alcune aree che noi abbiamo considerato a rischio. Dopo circa un mese di utilizzo di questi test, i risultati sono incoraggianti e la valutazione del Ministero della salute è che si possano iniziare ad utilizzare anche fuori dall'aeroporto.
 
Evidentemente, il tema che lei poneva, relativo a una grande questione nazionale, come quella della riapertura delle scuole avvenuta il 14 settembre, va esattamente in questa direzione. Quindi, avere più test antigenici e più test molecolari a disposizione ci mette chiaramente nelle condizioni di poter affrontare meglio anche questa partita. Evidentemente, non ci accontentiamo neanche di ciò che è stato fatto finora e stiamo continuando a sperimentare tutto ciò che si muove sul piano della ricerca scientifica.
 
Tra le cose che si muovono, ci sono anche i test salivari. Rispetto a questi test salivari, riviste scientifiche importanti segnalano che c'è la potenzialità di riscontrare il virus semplicemente attraverso l'analisi della saliva, quindi in maniera anche meno invasiva, cosa che renderebbe chiaramente questo strumento più idoneo, in modo particolare per i più piccoli. Ma abbiamo bisogno, evidentemente, che il processo di validazione da parte delle autorità competenti possa completarsi. Il nostro auspicio è che questo possa avvenire in un tempo breve, ma l'esigenza chiaramente di correre e di avere nel più breve tempo possibile a disposizione questi strumenti va anche tenuta insieme all'esigenza che questi strumenti passino in maniera molto seria e rigorosa tutte le verifiche degli organismi, che naturalmente hanno questa formale competenza.
 
In conclusione, io penso che dobbiamo avere fiducia nella scienza e continuare a lavorare su questo, che effettivamente è un virus nuovo, ma che settimana dopo settimana è sempre più noto al mondo scientifico, che ci metterà a disposizione maggiori strumenti, per poterlo contenere e per poterlo alla fine, io credo, vincere".

23 settembre 2020
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