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Covid. Ora tutti (o quasi) premono per misure più drastiche e il Dpcm di soli 3 giorni fa sembra già superato. Ecco le possibili nuove misure 

di Luciano Fassari

Il superamento della soglia dei 10 mila casi in un giorno e l'ultimo report di Ministero e Iss che segnala come metà delle Regioni sia sul ciglio del burrone sta spingendo Governo e Regioni a valutare nuove misure più stringenti rispetto a quelle varate martedì scorso. Sul tavolo di un vertice dei ministri (in serata) e poi nel confronto con le Regioni (domani mattina) diverse ipotesi: dal coprifuoco alle 22, alla chiusura di palestre, parrucchieri e centri estetici e forse anche di cinema e teatri. E per la scuola si affaccia l'ipotesi della didattica a distanza per le superiori e l'Università

16 OTT - Sono trascorsi appena tre giorni dall’ultimo Dpcm del Governo che ha dato una stretta, viene da dire tiepida, alle misure anti Covid. Ma ad oggi sembra passata un’eternità. L’esponenziale aumento dei casi che ha portato a superare la soglia psicologica dei 10mila nuovi contagi in 24 ore, il monitoraggio di ieri di Iss e Ministero della Salute che ha messo nero su bianco come metà delle Regioni sia in crisi (tra contact tracing fallito e servizi territoriali e terapie intensive prossime al collasso) e non da ultimo la mossa del governatore campano Vincenzo De Luca che ha deciso di chiudere le scuole, hanno fatto ripiombare il confronto sul "che fare" in un cortocircuito che ci riporta indietro ai momenti più bui della prima ondata della scorsa primavera.
 
Il Pd in mattinata, con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a Bruxelles per il Consiglio Europeo, ha informato le agenzie di stampa di aver chiesto un vertice per stringere ulteriormente le maglie e così anche i governatori, vedi Lombardia, che è tornata ad essere la Regione più colpita con oltre 2mila nuovi casi, si stanno muovendo per valutare di misure più restrittive rispetto al Dpcm di soli tre giorni fa.

 
Ma gli appelli arrivano anche dal mondo medico (l'ultimo quello dei medici di famiglia ai cittadini per adottare spontaneamente una sorta di "autolockdown") e dallo stesso Comitato tecnico scientifico, molto preoccupato della attuale evoluzione dell'epidemia in Italia.
 
Domattina (sabato per chi legge) è previsto un vertice tra i Ministri Boccia e Speranza con le Regioni, ma si attende soprattutto (stasera) il vertice di Governo dove si parlerà proprio dell'opportunità di mettere mano ad un nuovo Dpcm.
 
Nella ridda delle dichiarazioni le ipotesi in campo sono plurime. C’è chi propone un coprifuoco fino alle 22 a livello nazionale (sulla scia di De Luca che lo ha fissato per il giorno di Halloween), chi paventa la possibilità di chiusure di alcune attività commerciali come palestre, parrucchieri, centri estetici ma anche, si dice, cinema e teatri (tutte misure che potrebbero però essere limitate alle Region con indici di contagio più alti). E poi c’è la questione del trasporto pubblico con l’idea di ridurne la capienza rispetto all’80% attuale.
 
Tiene banco anche la scuola. Dopo la decisione drastica di De Luca di chiuderle per due settimane, è tornata in auge la richiesta di reintrodurre la didattica a distanza (la Lombardia pensa ad una Dad parziale sia per scuole che università) così come l’idea degli orari scaglionati per limitare la pressione proprio sul trasporto pubblico.
 
Ma non solo, si pensa anche ad un’ulteriore stretta sulle attività sportive delle categorie dilettanti così come a limiti orari per sale bingo e sale giochi. Sul tema lavoro si pensa nuovamente ad aumentare il ricorso allo smartworking.
 
Su tutte queste misure pende ovviamente la Spada di Damocle di un possibile nuovo lockdown. Ad oggi una chiusura semi totale come a marzo e aprile sembra difficile che il Paese, a livello sociale, economico e politico, possa ancora digerirla.
 
In ogni caso tutte le ipotesi in campo stanno seguendo gli scenari proposti da Iss e Ministero della Salute e avallati dalle Regioni. Essendo ormai mezza Italia nel cosiddetto scenario 3 le azioni di contenimento previste vanno dall’interruzione locale di attività produttive, zone rosse con lockdown locali temporanei (2-3 settimane), possibili restrizioni della mobilità, introduzione della didattica a distanza, chiusura temporanea di scuole e università o lezioni scaglionate.
 
Insomma, una guida sul "che fare" (in teoria condivisa tra tutti gli attori) oggi c’è. Vedremo nelle prossime ore se si deciderà di seguirla o se si continuerà nel duello tra linea morbida e linea dura che, seppur comprensibile dialetticamente, sta creando troppa incertezza e diffidenza nel Paese.
 
Luciano Fassari

16 ottobre 2020
© Riproduzione riservata


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