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Tamponi rapidi dai medici di famiglia. Speranza: “Accordo vale anche per chi non ha firmato”


Così il Ministro della Salute rispondendo al Question Time del Pd in merito al recente accordo con medici di famiglia e pediatri per l’effettuazione dei tamponi rapidi antigenici. “Questo deve però avvenire in piena sicurezza, e stiamo lavorando, in modo particolare con il commissario Arcuri, perché insieme ai test che arriveranno ai nostri medici di medicina generale possano sempre arrivare tutti quei dispositivi di protezione”.

04 NOV - “L'accordo è stato sottoscritto - mi preme ricordarlo - dal 100 per cento delle sigle delle organizzazioni dei pediatri e dal 70 per cento delle sigle delle organizzazioni dei medici di medicina generale; ma, essendo i numeri tali, la modifica dell'accordo collettivo nazionale ha una validità erga omnes, a prescindere da chi abbia firmato l'accordo e da chi invece non lo abbia firmato”. Così il Ministro della Salute, Roberto Speranza rispondendo al Question Time del Pd in merito al recente accordo con medici di famiglia e pediatri per l’effettuazione dei tamponi rapidi antigenici.
 
La dichiarazione integrale del Ministro della Salute
Presidente, ringrazio anche in questo caso gli onorevoli interroganti, l'onorevole Carnevali. Anche io penso che questo accordo, sottoscritto nei giorni scorsi, sia molto importante e possa aiutarci nella gestione di questa epidemia. Il 27 ottobre è stato firmato a Roma l'accordo collettivo nazionale, e giovedì 29 è stato recepito e approvato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome. Mi sia permesso in questa sede di ringraziare tutti i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, che sono un pezzo essenziale del nostro Servizio sanitario nazionale e che hanno dato un contributo importante a questo obiettivo, che consentirà un loro più pieno impegno per rafforzare la strategia italiana di contrasto al COVID-19.

 
L'accordo è stato sottoscritto - mi preme ricordarlo - dal 100 per cento delle sigle delle organizzazioni dei pediatri e dal 70 per cento delle sigle delle organizzazioni dei medici di medicina generale; ma, essendo i numeri tali, la modifica dell'accordo collettivo nazionale ha una validità erga omnes, a prescindere da chi abbia firmato l'accordo e da chi invece non lo abbia firmato.
 
Certo, l'esecuzione dei testi antigenici diventerà un pezzo fondamentale della nostra strategia affidata ai medici di medicina generale. Questo deve però avvenire in piena sicurezza, e stiamo lavorando, in modo particolare con il commissario Arcuri, perché insieme ai test che arriveranno ai nostri medici di medicina generale possano sempre arrivare tutti quei dispositivi di protezione, che consentiranno appunto l'esecuzione di questo impegno nella massima sicurezza.
 
In conclusione mi preme ricordare che rafforzare le cure primarie deve essere una priorità per tutti noi: vale per oggi nella stagione del COVID-19, in cui i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta sono un punto essenziale della strategia che mettiamo in campo; dovrà esserlo anche domani, quando le parole “prossimità”, “vicinanza” dovranno essere, io penso, le parole chiave per la costruzione di un nuovo Servizio sanitario nazionale.
 
La replica Luca Rizzo Nervo (PD). Presidente, signor Ministro, grazie. Accogliamo con fiducia le sue parole su un aspetto che riteniamo fondamentale. Noi riusciremo a vincere questa durissima battaglia contro il Coronavirus se riusciremo a portare sul territorio, nella domiciliarità, nella prossimità, giustamente diceva lei, la gestione del virus e se riusciremo quindi a deospedalizzare in tutti i casi in cui questo sia possibile.
 
L'ingaggio dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, a cui va anche il nostro ringraziamento, è in questo decisivo, ed è decisivo se lo si farà ora, subito. Noi come PD vogliamo che si raggiunga un risultato chiaro e semplice: che ogni cittadino che chiama il proprio medico sia preso in carico nella gestione del virus, sia monitorato, gli sia data la terapia secondo i protocolli, che il medico valuti quando attivare l'USCA per la visita domiciliare, che si decida se e quando ci sono gli estremi per il ricovero, che si realizzi davvero la sorveglianza sanitaria, che egli possa davvero fare dal proprio medico curante il vaccino antinfluenzale e oggi, appunto, il tampone quando necessario

04 novembre 2020
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