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Commissariamento Calabria. D’Incà: “Con nuovo Decreto rilancio Ssr”. Lega e FI: “Da Governo risposta imbarazzante”


Il ministro per i Rapporti con il Parlamento rispondendo a due interrogazione di Lega e FI sul commissariamento in Calabria, dopo la vicenda Cotticelli, spiega come con il nuovo Decreto Calabria Bis si siano poste le basi "per il rilancio della sanità regionale". Ma non risponde alle richieste di rimozione del nuovo commissario Zuccatelli. Per la Lega il Governo "sta sottovalutando la pentola a pressione Calabria". E FI chiede più condivisione per la scelta di un nuovo commissario ad acta.

11 NOV - La Calabria ha già un piano Covid approvato che la porterà ad incrementare di 134 unità la dotazione delle terapie intensive. E, con il nuovo Decreto Calabria Bis, si pongono le basi per un rilancio della sanità territoriale che potrà contare anche su un fondo di solidarità da complessivi 180 mln per ridurre il suo debito.
 
Questo in sintesi, quanto riferito dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà chiamato a rispondere oggi alla Camera a due interrogazioni sul commissariamento della sanità in Calabria presentate da Lega e Forza Italia.
 
Di seguito la risposta del ministro D'Incà:
 
"Signor Presidente, colleghi deputati, rispondo agli onorevoli interroganti sulla base degli elementi forniti dal Ministro della Salute, impossibilitato a partecipare alla seduta odierna. Il quesito posto consente di fare chiarezza sulla gestione dell'emergenza sanitaria in Calabria che ha priorità per l'azione del Governo. Il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera per l'emergenza COVID-19 in Calabria, ai sensi del decreto-legge n. 34 del 2020, è stato adottato dalla struttura commissariale con decreto del commissario ad acta n. 91 del 18 giugno 2020.
 
Il medesimo Piano è stato quindi approvato dal Ministero della Salute il 3 luglio 2020 e trasmesso al commissario straordinario per l'emergenza il successivo 6 luglio. Il piano prevede, rispetto alla dotazione iniziale di posti letto di terapia intensiva, un incremento di 134 posti letto, nel rispetto dello standard previsto dal citato decreto-legge n. 34 del 2020 (0,14 posti letto per mille abitanti).
 
Quanto all'attività della struttura commissariale, ferma restando la situazione di squilibrio economico e finanziario della regione Calabria, si osserva che il monitoraggio effettuato a maggio 2020, del competente tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali (MEF-Salute), con riferimento all'ultimo trimestre del 2019, ha presentato un disavanzo, dopo il conferimento delle coperture, pari a 10 milioni di euro, con un disavanzo, prima del conferimento delle coperture, pari a 116,172 milioni di euro. Solo nel tavolo tecnico di verifica di ottobre 2020 dedicato alla valutazione del bilancio consuntivo dell'anno 2019 sono emerse criticità derivanti dall'inesigibilità di un credito in seguito a una sentenza della Corte di cassazione, la n. 1189 del 2020. L'impossibilità di riprodurre questa posta positiva in bilancio, unitamente ad altre poste di debito, ha determinato un disavanzo di circa 104 milioni di euro.
 
Agli elementi informativi sopra resi si aggiunge una valutazione complessiva riferita all'erogazione dei livelli essenziali di assistenza, i LEA, che numericamente non ha raggiunto la sufficienza. Con riferimento alla conferma del commissario Cotticelli, ricordo che lo stesso è stato nominato nel dicembre 2018 e confermato in occasione della sostituzione del relativo subcommissario nel luglio 2019. Il decreto-legge recante misure urgenti per il rilancio del servizio sanitario della regione Calabria, presentato ieri alla Camera, ha come obiettivo principale rialzare in modo adeguato i livelli essenziali di assistenza. Esso cambia profondamente il vecchio “decreto Calabria” e crea condizioni nuove per un rilancio della sanità calabrese.
 
Di seguito ricordo le principali finalità: stabilire procedure più rapide per scegliere i commissari; definire con chiarezza compiti e funzioni della regione e del commissario per superare i conflitti di competenza che hanno paralizzato le attività; affidare al commissario straordinario per l'emergenza gli interventi di edilizia sanitaria bloccati da anni in Calabria per un valore di circa 800 milioni di euro; prevedere la nomina di un esperto con competenze sanitarie che supporti la commissione prefettizia nelle aziende sciolte per infiltrazioni; prevedere un fondo di solidarietà di 60 milioni di euro per tre anni per ridurre il debito della sanità calabrese".
 
Dura la replica di Lega e Fi. Nel suo intervento Domenico Furgiuele (Lega) ha espresso la sua "disapprovazione", e "insoddisfazione" per le "ragioni di un Governo che, evidentemente, con gli atti e con i fatti, ancora oggi dimostra di essere contro la regione Calabria".
 
"Volete smembrare gli ultimi brandelli che esistono per quanto riguarda il diritto alla salute dei calabresi attraverso la logica del commissariamento. Il “decreto Calabria” e la nomina di ulteriori commissari vanno tutti in quella direzione. Nominare un ulteriore commissario rispetto a quello che è stato nominato nel primo Governo Conte e addirittura paventare la sua rimozione con la paventata nomina di Gino Strada, che poi è suggerito anche dal Movimento delle sardine (bisognerebbe capire che ingerenza ha il Movimento delle sardine sul Governo Conte, poi qualcuno ce lo spiegherà), porta soltanto a problemi di ordine pubblico che potrebbero essere superati soltanto se il Governo si ferma e ritorna sui suoi passi. Signor Presidente, concludo: penso che il Governo stia sottovalutando la pentola a pressione Calabria, la stia portando all'esasperazione, come già è successo nel passato a Reggio Calabria, quando poi scoppiarono i moti. Volete che scoppino i moti? Accomodatevi, ci saranno i moti della Calabria del 2020".
 
Francesco Cannizzaro (FI) ha poi definito "imbarazzante" la risposta del ministro. "La Calabria ha bisogno di una risposta certa e immediata: lo sostituite questo Giuseppe Zuccatelli o no? Lei non ce lo ha detto. La Calabria è in mobilitazione. riferisca al Ministro della Salute e al Presidente Conte che state scherzando veramente col fuoco. In questo momento in atto ci sono delle proteste pacifiche, pacifiche ma che stanno veramente degenerando. Non dite poi che non ve l'avevamo detto: noi ve lo stiamo dicendo in tutte le salse e in tutte le lingue e in qualsiasi sede. Persino oggi qui al Governo rafforziamo la nostra idea: dateci la possibilità di condividere un sostituto degno di nome che possa dare finalmente un diritto negato per dieci anni alla Calabria, il diritto alla salute".

11 novembre 2020
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