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Covid. Guerini: “Forze armate pronte a fornire supporto richiesto per distribuzione e somministrazione del vaccino”


"Il comando operativo interforze ha già avviato il processo di pianificazione, che prevedrà, ad esempio, per quel che riguarda il contributo alla distribuzione del vaccino, l'impiego, se ritenuto necessario, delle infrastrutture logistiche e degli assetti di trasporto delle Forze armate; per quanto riguarda la somministrazione, l'ampliamento e la trasformazione della rete dei drive through presenti in tutto il territorio". Così il ministro della Difesa rispondendo al Senato all'interrogazione di Faraone (IV).

26 NOV - "La Difesa è pronta a rispondere con tutte le sue risorse di personale, mezzi e strutture alle esigenze che saranno rappresentate dalle autorità competenti, per la distribuzione e somministrazione del vaccino alla popolazione italiana".
 
A chiarirlo è oggi il ministro della Difesa Lorenzo Guerini rispondendo in aula al Senato all'interrogazione presentata da Davide Faraone (Iv).
 
Di seguito la risposta integrale del ministro Guerini:
 
"Signor Presidente, onorevoli senatori, ritengo doveroso, prima di entrare nel merito della trattazione della tematica odierna, ribadire che, sin dai primi giorni dell'insorgere dell'emergenza, le Forze armate hanno fornito il loro apporto, esprimendo capacità diversificate che sono state messe - e sono - a disposizione della collettività, e che continueranno a farlo, rispondendo alle necessità e ai bisogni del Paese con una presenza continua e costante al servizio dei cittadini.


Tanto premesso, è appena il caso di evidenziare che, per fronteggiare l'emergenza sanitaria in atto, il personale militare, sanitario e non, sta continuando a profondere, come richiamato dall'interrogante, un grandissimo impegno con dedizione, professionalità e spirito di servizio. Colgo nuovamente l'occasione, pensando di interpretare anche l'onorevole senatori interrogante da questo punto di vista, per ringraziare le nostre donne e i nostri uomini in divisa per il lavoro che, senza sosta, svolgono dall'inizio di questa pandemia.

Attualmente sono impegnati, tra gli altri, 1400 militari per l'operatività di 200 drive through, in grado di eseguire fino a 30.000 tamponi al giorno. A ciò va aggiunto il quotidiano lavoro e impegno del personale impiegato nei laboratori diagnostici a Taranto ed Ancona, negli ospedali da campo e presso gli ospedali militari di Milano e del Celio.

Nell'attuale fase emergenziale, per quel che riguarda il tema posto dell'interrogante, la guida e il coordinamento del processo finalizzato alla distribuzione e alla somministrazione dei vaccini anti Covid-19, è in capo al Ministero della salute, per quel che riguarda la definizione del piano strategico, e del commissario straordinario, dottor Domenico Arcuri, per la definizione degli aspetti logistici organizzativi, in particolare relativi ai processi di distribuzione, conservazione e somministrazione dei vaccini, fondamentali per la realizzazione del piano strategico stesso.

La Difesa partecipa, fin dalla sua costituzione, al gruppo di lavoro intersettoriale del Ministero della salute sui vaccini e vaccinazioni anti Covid-19, istituito con decreto direttoriale del 4 novembre 2020, e lavora stabilmente con il commissario straordinario che, ad esempio, proprio questa mattina sta incontrando il comandante del comando operativo interforze, sotto la cui direzione ricadono a tutte le missioni della Difesa, tra cui anche quelle relative all'emergenza sanitaria in corso.

In tale quadro di coordinamento, la Difesa, come ha sempre fatto dall'inizio della pandemia, fornisce e fornirà tutto il supporto richiesto dalle autorità predisposte in termini di concorso delle Forze armate alla distribuzione e alla somministrazione del vaccino alla popolazione italiana. In tale ottica, il comando operativo interforze ha già avviato il processo di pianificazione, che prevedrà, ad esempio, per quel che riguarda il contributo alla distribuzione del vaccino, l'impiego, se ritenuto necessario dalle suddette autorità, delle infrastrutture logistiche e degli assetti di trasporto delle Forze armate; per quanto riguarda la somministrazione, l'ampliamento e la trasformazione della rete dei drive through presenti in tutto il territorio. Infine, per eventuali esigenze specifiche quali, ad esempio, l'intervento presso i presidi residenziali per anziani, la composizione di team sanitari mobili pronti all'occorrenza.

La Difesa quindi è pronta a rispondere con tutte le sue risorse di personale, mezzi e strutture alle esigenze che saranno rappresentate dalle autorità competenti, come ha fatto con professionalità e dedizione sin dall'inizio dell'emergenza pandemica".
 
In sede di replica Davide Faraone (Iv) si è dichiarato soddisfatto della risposta del Ministro. "Non avevo dubbi sul fatto che vi fossero, da parte delle Forze armate del nostro Paese, una disponibilità e un'organizzazione adatte ad affrontare una sfida che fa tremare i polsi, perché vaccinare milioni di italiani in poche settimane non sarà per nulla semplice. Bisognerà farlo in luoghi non affollati, per evitare ulteriori contagi; ci sarà poi bisogno di un secondo richiamo. Quindi la mobilitazione sarà enorme e il vostro ruolo sarà indispensabile; sono soddisfatto della sua risposta. Naturalmente tutto questo lo dobbiamo a chi non si potrà vaccinare, signor Ministro. Molti di noi possono scegliere se vaccinarsi o meno; ma ci sono tante donne e tanti uomini immunodepressi o che stanno facendo chemioterapia, i quali invece non potranno scegliere e saranno nelle stesse condizioni degli anziani o di chi oggi ha una patologia, rischiando la vita perché c'è un virus che colpisce innanzitutto loro e le loro vite. Noi dobbiamo evitare tutto questo. Secondo noi la diffusione del vaccino dovrà essere totale e gratuita e, secondo la nostra opinione, il vaccino dovrà anche essere obbligatorio, proprio per garantire la possibilità di una diffusione imponente in poco tempo. Grazie ancora per l'impegno e siamo soddisfatti". 

26 novembre 2020
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