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Recovery Plan. Associazioni e sindacati chiedono investimento di almeno 30 miliardi per la sanità


I 9 miliardi proposti nella bozza "hanno dell'incredibile". "Ci troviamo di fronte a una scelta politica precisa, uno schiaffo alla sanità pubblica nazionale e ai servizi sociali: la rinuncia a rinnovare e potenziare il nostro SSN, per metterlo in grado di tutelare per davvero la salute della popolazione e ridurre le sempre più profonde diseguaglianze sociali. Una scelta destinata a trasformare un invidiato sistema di sanità pubblica in uno che sempre più favorirà la medicina privata". L'APPELLO

14 DIC - “La proposta di PNRR presentata dal Governo riserva agli investimenti per la Salute 9 miliardi: appena il 4,6 % delle enormi risorse messe a disposizione con Next Generation UE (quasi 200 miliardi). E’ una scelta che ha dell’incredibile. La pandemia ha mostrato quanto fragile, indebolito dai tagli e impreparato fosse il Servizio sanitario italiano e ancor più i servizi sociali. In questi mesi grazie al sacrificio e al senso etico e professionale di chi lavora nel sistema socio sanitario si è potuto rispondere a quello che sta succedendo. Lo abbiamo visto nel corso della prima micidiale ondata e ancor più ora con la marea della seconda fase”.
 
Così in una nota diverse associazioni del comparto sanità e i sindacati Cgil, Cisl e Uil.
 
“Avevano detto che la pandemia sarebbe stata l’occasione per ripensare a fondo, e rinnovare, la struttura e l’organizzazione del nostro SSN e avevano detto: "mai più tagli". Avevano detto che andava rafforzata la prima linea, quella della prevenzione, delle cure primarie, dell’integrazione tra sociale e sanitario: quella linea che si era subito sfaldata nella prima ondata e che non è stata rafforzata in vista della seconda. Avevano detto che era prioritaria la ricerca finalizzata indipendente, e che la priorità era la risorsa umana, la formazione di una nuova generazione di personale infermieristico e di medici specialisti. Avevano dichiarato che per fare tutto ciò ci sarebbero stati anche i 37 miliardi del MES. Poi hanno detto che i soldi del MES non servivano, perché c’erano quelli del Recovery Fund. E invece ai progetti per la Salute sono state riservate le briciole”, prosegue la nota.

 
Associazioni e sindacati sottolineano poi che "ci troviamo di fronte a una scelta politica precisa, uno schiaffo alla sanità pubblica nazionale e ai servizi sociali: la rinuncia a rinnovare e potenziare il nostro SSN, per metterlo in grado di tutelare per davvero la salute della popolazione e ridurre le sempre più profonde diseguaglianze sociali. Una scelta destinata a trasformare un invidiato sistema di sanità pubblica in uno che sempre più favorirà la medicina privata".
 
"La cifra non è definitiva, dicono. E allora - proseguono associazioni e sindacati - ci aspettiamo che il Governo ascolti le richieste del Ministro della Salute al quale chiediamo di fare battaglia per un vero rilancio delle politiche e dei servizi socio sanitari".
Da queste premesse parte l'appello lanciato dalla coalizione delle associazioni e da Cgil, Cisl e Uil dove si rivendicano "almeno 30 miliardi per finanziare un Piano nazionale dedicato al potenziamento dell’assistenza sociale e sanitaria territoriale", formulando anche specifiche proposte in diversi ambti di intervento.
 
"Ci ribelliamo di fronte a questo schiaffo al welfare pubblico e chiamiamo alla mobilitazione (primo appuntamento il 19 dicembre) tutti coloro che hanno a cuore il destino, il rilancio e l’innovazione del nostro sistema sociale e sanitario pilastro fondamentale per la tutela della Salute", conclude la nota.
 
Queste le associazioni e i sindacati che hanno aderito alla coalizione:
Salute Diritto Fondamentale; SOS Sanità; saluteinternazionale.info; CoPerSaMM (Conferenza permanente per la salute mentale nel mondo F. Basaglia); Lisbon Institute of Global Mental Health con l’adesione (al 13.12.2020) di: CGIL, CISL, UIL, “Salute. Prima la comunità”, Libera, CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza), Gruppo Abele, Fondazione Franca e Franco Basaglia, Siep Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica, Unasam, La Società della Ragione, Grusol, A Buon Diritto, Federconsumatori, Osservatorio molisano per il diritto alla salute, Casa della Carità Milano, Omceo Torino, Movimento pugliese per la salute mentale Rompiamo il silenzio, Cipes Piemonte, coop. Ortolani Coraggiosi Fucecchio (FI), Confederazione Associazioni Regionali di Distretto Card Lazio, club SPDC No Restraint, Campagna PHC Primary Health Care now or never, ass. Antigone, ass. Infermieri di famiglia e di Comunita, ass. A porte aperte per la salute mentale Romagna (RA), Conoscere per Migliorare Torino, ass. 180Amici Puglia, ass. Idea Comune Figline Valdarno (FI), Gruppo AMA Ascolto.

 
E queste le personalità che hanno sottoscritto l'appello:
Silvio Garattini, Rosy Bindi, don Luigi Ciotti, Luigi Manconi, Livia Turco, Giovanni Bissoni, Rossana Dettori, Domenico Proietti, Margherita Miotto, Emmanuele Pavolini, don Virginio Colmegna, Franco Rotelli, Benedetto Saraceno, Fabrizio Starace, Gianni Tognoni, Grazia Zuffa, Nerina Dirindin, Riccardo De Facci, Stefano Cecconi, Francesca Moccia, Gavino Maciocco, Marco Geddes, Giovanna Del Giudice, Francesco Maisto, Maria Grazia Giannichedda, Franco Corleone, Gisella Trincas, Patrizio Gonnella, Tiziano Carradori, Enrico Desideri, Guido Giustetto, Claudio Maffei, Nicoletta Dentico, Francesco Magni, Anna Banchero, Gianni Giorgi, Maura Cossutta, Giusy Gabriele, Laura Seidita, Alessandro Beux, Paolo Pagani, Lucia Centillo, Paola Trivella, Barbara Usai, Claudio Lucii, Fabio Ragaini, Carlo Minervini, Emilia De Biasi, Giovanna Vicarelli, Valentina Calderone, Eluisa Lo Presti, Franco Merletti, Fabrizio Faggiano, Paolo Vineis, Paolo Barcucci, Franco Prandi, Bruno Palmas, Antonio Brambilla, Ferdinando Laghi, Giulia Rodano, Giorgio Simon, Ginetto Menarello, Rosario Mete, Giovanni Rossi, Carlo Saitto, Giovanni Capuzzi, Tonino D’Angelo, Mafalda Esposito, Franco Pesaresi, Pietro Pellegrini, Giorgio Cerquetani, Elena Rubatto, Antonello Murgia, Enzo Morgagni, Giuseppe Notaro, Elena De Rocco, Cosimo Venerito, Palma Sergio, Patrizia Millazzotto, Mariuccia Bordonali, Giorgio Forti, Pier Claudio Brasesco, Giuseppe Pontrelli, Piera Pizzocaro, Francesco Anselmi, Rosa Vitale, Carlo Panzera, Marino Manzi, Giuseppe Gatti, Danila Monteverdi, Giulia Marini, Luisa Castellazzo, Rosaria La Rosa, Bruno Ferrari, Maria Obesalini, Gabriele Milzani, Maurizio Galli, Giuseppe Olivari, Piera Bonetti, Nino Bertelè, Davide Sigurtà, Serenella Papa, Maria Luisa Terzariol, Leonardo Fiorentini, Maurizio Di Cosmo, Luca Finazzi.


14 dicembre 2020
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