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Covid. Zampa: “Dati del bollettino quotidiano possono essere sfalsati da ritardi nella comunicazione su diagnosi, ricoverati e decessi. Ma restano sostanzialmente affidabili”


"L'Iss ha precisato che i dati risentono di possibili ritardi nella comunicazione a cura di Asl, laboratori o comuni stessi, per i casi di decesso, in particolare quelli che avvengono a domicilio. Tali evenienze possono comportare oscillazioni giornaliere. Ma i dati riportati al flusso aggregato sono nel complesso sostanzialmente affidabili, specialmente quando valutati a livello nazionale e regionale, per il monitoraggio quotidiano dell'andamento, anche tenuto conto dei limiti". Così la sottosegretaria Zampa rispondendo all'interrogazione di Marattin (IV).

15 GEN - "L'Iss ha inteso precisare, riguardo al flusso giornaliero dei dati provenienti dalle Regioni, che i numeri riportati non necessariamente riflettono perfettamente le diagnosi, i ricoverati e i morti del giorno stesso, in quanto i dati risentono di possibili ritardi nella comunicazione a cura di Asl, laboratori o comuni stessi, per i casi di decesso, in particolare quelli che avvengono a domicilio. Tali evenienze possono comportare oscillazioni giornaliere".
 
"Il flusso di dati che fa capo all'Istituto raccoglie, relativamente alle stesse diagnosi, le informazioni individuali, quali l'età del soggetto, il sesso (il genere), comune di domicilio o residenza, date relative all'inizio dei sintomi, alla diagnosi, al ricovero, all'eventuale terapia intensiva e al decesso. Detto flusso permette di identificare con esattezza le date degli eventi principali in relazione al monitoraggio dell'epidemia da Covid-19 nel nostro Paese e, in particolare, l'evoluzione spazio-temporale nonché le principali caratteristiche riguardanti gli individui affetti. L'Istituto superiore di sanità ha sempre evidenziato che i dati riportati al flusso aggregato coordinati dal Ministero della Salute sono nel complesso sostanzialmente affidabili, specialmente quando valutati a livello nazionale e regionale, per il monitoraggio quotidiano dell'andamento, anche tenuto conto dei limiti già citati".

 
Così la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa rispondendo questa mattina in aula alla Camera all'interrogazione di Luigi Marattin (IV) con la quale si chiedevano chiarimenti in ordine alla trasmissione delle informazioni sui decessi da Covid-19.
 
Di seguito la risposta integrale della sottosegretaria Zampa:
 
"Onorevole Marattin, il sistema di sorveglianza nazionale per il contrasto all'emergenza pandemica ha origine da un complesso flusso di dati, che, come lei sa, inizia a livello locale. I casi sospetti di aver contratto il virus COVID-19, siano essi a casa in isolamento domiciliare o ricoverati in ospedale, vengono sottoposti al test diagnostico molecolare per SARS-CoV-2. I campioni vengono inviati e analizzati nei laboratori regionali di riferimento. I laboratori regionali, a loro volta, informano del risultato le aziende sanitarie locali, che coordinano il flusso di dati tra i casi, gli ospedali, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, al fine di raccogliere informazioni dettagliate su ogni individuo che risulti positivo al test. I referenti regionali per la sorveglianza epidemiologica raccolgono le informazioni dei casi di tutte le aziende sanitarie locali. In Italia attualmente vi sono due principali fonti di informazione sull'epidemia: il bollettino informativo del Ministero della Salute/Dipartimento Protezione civile (dati aggregati); la piattaforma nazionale di sorveglianza COVID-19 dell'Istituto superiore di sanità, dove invece si trovano i dati individuali. La fonte Ministero della Salute/Dipartimento Protezione civile raccoglie quotidianamente informazioni sul numero totale di test positivi, decessi, ricoveri in ospedale e ricoveri in terapia intensiva in ogni provincia d'Italia. La fonte Istituto superiore di sanità prevede che le Regioni forniscano dettagli individuali su tutti i casi, compresi i casi demografici, lo stato clinico, quindi l'indicatore sintetico di gravità della sintomatologia, la presenza di alcuni fattori di rischio, in particolare le patologie croniche di base, e l'esito, guarigione o, purtroppo, decesso.
 
La sorveglianza integrata ha avuto inizio con la circolare del Ministero della Salute del 22 gennaio - l'ho ricordata nella precedente risposta - che ha delineato i primi criteri e le modalità di segnalazione dei casi di quello che all'epoca veniva definito “nuovo Coronavirus”, condivisi con il Dipartimento di malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità. In seguito, con l'evolversi della situazione epidemiologica, sono state emanate ulteriori circolari ministeriali contenenti le necessarie integrazioni e gli aggiornamenti in tempo reale. Il Dipartimento della Protezione civile, tramite l'ordinanza del 27 febbraio 2020, la n. 640, ha affidato la sorveglianza epidemiologica e microbiologica per il COVID-19 all'Istituto superiore di sanità, che ha creato una piattaforma informatica dedicata per consentire la raccolta giornaliera dei dati, sia attraverso un'interfaccia web in collegamento alla piattaforma stessa, sia attraverso l'invio di un dataset. I dati raccolti da entrambe le fonti sono consultabili quotidianamente sul sito istituzionale del Ministero della Salute e dell'Istituto superiore.
 
In merito al quesito relativo all'imputazione dei decessi comunicati giornalmente, ovviamente con riferimento a un giorno determinato, faccio presente che il bollettino informativo del Ministero della Salute/Protezione civile, cioè il bollettino che raccoglie i dati aggregati, riporta i dati forniti quotidianamente dalle Regioni e che l'assegnazione del singolo decesso a un determinato giorno deriva dal flusso dei dati regionali. I dati individuali relativi ai singoli decessi sono presenti nel database nazionale di sorveglianza integrata dell'ISS, il quale, in base all'ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione civile del 4 agosto 2020, n. 691, può essere consultato in formato open data, in forma aggregata con modalità di pseudonimizzazione con doppio codice random, da centri di competenza nell'ambito scientifico e di ricerca, dagli enti di particolare rilevanza scientifica, nazionali e internazionali, e da pubbliche amministrazioni.
 
In merito alla questione in esame, l'Istituto superiore di sanità ha inteso precisare, riguardo al flusso giornaliero dei dati provenienti dalle Regioni, che i numeri riportati non necessariamente riflettono perfettamente le diagnosi, i ricoverati e i morti del giorno stesso, in quanto i dati risentono di possibili ritardi nella comunicazione a cura di ASL, laboratori o comuni stessi, per i casi di decesso, in particolare quelli che avvengono a domicilio. Tali evenienze possono comportare oscillazioni giornaliere. Il flusso di dati che fa capo all'Istituto raccoglie, relativamente alle stesse diagnosi, le informazioni individuali, quali l'età del soggetto, il sesso (il genere), comune di domicilio o residenza, date relative all'inizio dei sintomi, alla diagnosi, al ricovero, all'eventuale terapia intensiva e al decesso. Detto flusso permette di identificare con esattezza le date degli eventi principali in relazione al monitoraggio dell'epidemia da COVID-19 nel nostro Paese e, in particolare, l'evoluzione spazio-temporale nonché le principali caratteristiche riguardanti gli individui affetti. L'Istituto superiore di sanità ha sempre evidenziato che i dati riportati al flusso aggregato coordinati dal Ministero della Salute sono nel complesso sostanzialmente affidabili, specialmente quando valutati a livello nazionale e regionale, per il monitoraggio quotidiano dell'andamento, anche tenuto conto dei limiti già citati".
 
In fase di replica Marattin (IV) ha spiegato: "Ringrazio la sottosegretaria che ha chiarito. Ha ricordato quanto sostenuto dall'Istituto superiore di sanità, vale a dire che i dati, sostanzialmente, sono comunicati dalle Regioni e che, dalla risposta che ho ascoltato, non vi è garanzia che i decessi comunicati come avvenuti nelle ultime 24 ore siano effettivamente avvenuti nelle ultime 24 ore. Meno chiara mi è la discrezionalità in capo, a questo punto, alle singole Regioni nel, diciamo, imputare o meno i decessi - sono termini orribili; purtroppo, dobbiamo usare questi - al giorno effettivo e non a un giorno qualsiasi, perché - ripeto - dietro a questa scelta si cela la possibilità di scatenare reazioni, emozioni e sensazioni nei nostri concittadini sulla cosa più terribile in assoluto. Quindi, se mi soddisfa la chiarezza su questo punto, che non so quanto sia, come dire, conosciuto ai nostri concittadini, mi soddisfa un po' di meno non essere in grado di comprendere che cosa impedisce esattamente alle amministrazioni locali di imputare i decessi al giorno effettivo e/o cosa spinge a concentrare o a non concentrare le informazioni che giungono in ritardo in un particolare giorno, perché il riflesso aggregato di questa scelta porta a titoli sui notiziari della sera o sui siti Internet che generano forte impatto sui nostri concittadini. Ripeto: niente di tutto ciò ha a che fare con la somma, col complesso dei deceduti di questa terribile pandemia".
 
"Niente di tutto ciò ha a che fare con questo, ma l'andamento giornaliero e i morti giornalieri, lo sappiamo tutti, hanno scosso le coscienze e lo continuano a fare perché i morti, purtroppo, continuano a essere in diverse centinaia. Questa vicenda, quindi, è particolarmente importante e io sono sicuro che nelle prossime settimane e nei prossimi giorni noi non abbandoneremo questa vicenda, anche indagando presso le amministrazioni locali per riuscire ad assicurarci che il flusso informativo sia il più possibile accurato, perché, lo ripeto, è in gioco non solo la chiarezza dei dati, ma lo sono anche le sensazioni, le emozioni, i contraccolpi e l'impatto che, la cosa più terribile di tutte, la morte per COVID-19, può provocare fra i nostri concittadini in un momento così complicato; ciò ci mette nelle condizioni di combattere realmente, assieme, lo ripeto, soprattutto alla campagna vaccinale, finalmente, il virus Covid-19".

15 gennaio 2021
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