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Covid. “Liberalizzare i brevetti in pandemia”. Alla Camera passano due mozioni bipartisan che impegnano il Governo a una svolta nella gestione dei rapporti con le aziende di vaccini


Una a firma 5 Stelle e l'altra Fratelli d'Italia. Ambedue chiedono di rivedere la materia dei brevetti farmaceutici in condizioni di emergenza sanitaria, anche in sede europea, affinché non rappresentino in pandemia un ostacolo all'accessibilità dei vaccini. E poi di attivare ogni iniziativa necessaria al raggiungimento dell'autonomia domestica in ambito vaccinale e implementare la ricerca e la produzione di vaccini in Italia da parte del settore pubblico e privato.

24 MAR - Il Parlamento italiano manda un segnale al Governo e all'Ue in tema di libero accesso ai vaccini contro il Covid. Due mozioni, una di maggioranza e una dell'opposizione, approvate oggi dall'aula della Camera impegnano il Governo a farsi promotore su alcuni punti in tema di licenza obbligatoria in pandemia.
 
Tra le richieste avanzate, quella di rivedere i diritti di proprietà intellettuale, compresi i brevetti, affinché non rappresentino in pandemia un ostacolo all'accessibilità dei vaccini, quella di disciplinare nell'ordinamento italiano la licenza obbligatoria normata dall'Organizzazione mondiale del commercio in modo di consentire al nostro Paese di superare con celerità la tutela brevettuale di fronte a circostanze eccezionali, ma anche di attivare ogni iniziativa necessaria al raggiungimento dell'autonomia domestica in ambito vaccinale e implementare la ricerca e la produzione di vaccini da parte di idonee realtà pubbliche e private italiane.
 
Queste le richieste contenute nelle due mozioni approvate.
 
La mozione a prima firma Ianaro (M5S) impegna il Governo:
1) ad intraprendere, in seno alle competenti sedi decisionali europee, ogni possibile iniziativa al fine di promuovere e sollecitare la necessità di iscrivere il regime di licenze obbligatorie all'interno di un'azione più ampia dell'Unione europea per affrontare la questione dell'accesso ai medicinali, in conformità all'approccio comune e alla strategia globale dell'Unione europea nella lotta al COVID-19;
 
2) a farsi promotore, in sede europea, di proposte di modifica riguardo ai termini e alle condizioni sulle restrizioni derivanti dai diritti di proprietà intellettuale, compresi i brevetti, affinché non rappresentino, in una situazione di pandemia e di difficoltà economica, un ostacolo all'accessibilità e alla distribuzione diffusa di qualsiasi futuro vaccino o trattamento contro il COVID-19, consentendo così la massima condivisione possibile di conoscenze, proprietà intellettuale e dati relativi alle tecnologie sanitarie, a beneficio di tutti i Paesi e di tutti i cittadini;
 
3) a disciplinare nell'ordinamento italiano, nella prima iniziativa normativa utile e in maniera compiuta, la licenza obbligatoria normata dall'Organizzazione mondiale del commercio, al fine di consentire al nostro Paese di superare con celerità la tutela brevettuale dinanzi a circostanze eccezionali, com’è il caso della pandemia COVID-19, garantendo che siano esplicitati i termini temporali e geografici di suddetta sospensione della licenza brevettuale;
 
4) ad avviare – tramite il Ministero della salute, coadiuvato da Agenzia italiana del farmaco e d'intesa con le regioni – una ricerca di stabilimenti produttivi per la produzione di vaccinicontro il COVID-19 nel territorio italiano;
 
5) a valutare l'opportunità, nella prima iniziativa utile, anche attraverso un investimento pubblico strategico, di rafforzare la capacità produttiva e tecnologica delle aziende presenti sul territorio italiano nell'ottica di garantire, nel più breve tempo possibile, la produzione di mRna per i vaccini nonché dei medicinali e dei dispositivi medici ritenuti essenziali da parte dell'Agenzia italiana del farmaco, anche attraverso un adeguamento degli impianti esistenti. 
 
La mozione a prima firma Lollobrigida (FdI) impegna il Governo:
1) ad attivare con urgenza ogni iniziativa necessaria al raggiungimento dell'autonomia domestica in ambito vaccinale, attraverso interventi a sostegno dell'industria farmaceutica nazionale, l'adozione di politiche strategiche in materia di ricerca e sviluppo e una chiara azione in ambito regolatorio e di policy;
 
2) a implementare la ricerca e la produzione di vaccini da parte di idonee realtà pubbliche e private italiane;
 
3) ad adottare iniziative per potenziare la platea dei soggetti vaccinatori con particolare riferimento a tutti gli operatori sanitari, anche con l'ausilio della sanità militare;
 
4) ad adottare iniziative di competenza per intensificare lo sforzo vaccinale anche attraverso le vaccinazioni a domicilio degli anziani e valutando la possibilità di utilizzo come sedi vaccinali delle farmacie che, con la loro distribuzione capillare sul territorio permettono di evitare, soprattutto ai soggetti fragili, i pericolosi spostamenti per recarsi nella sede vaccinale;
 
5) ad adottare iniziative di competenza per snellire le procedure burocratiche e accelerare i processi autorizzativi da parte dell'AIFA per l'immissione in commercio di tutti i vaccini potenzialmente idonei;
 
6) a promuovere la raccolta e la digitalizzazione di tutti i dati legati alle fasi delle procedure vaccinali, con particolare riferimento al fascicolo sanitario elettronico;
 
7) ad adoperarsi affinché siano garantiti sta un adeguato sostegno logistico per la distribuzione uniforme sul territorio delle dosi di vaccino e l'efficacia delle modalità di prenotazione;
 
8) a valutare l'opportunità di assumere iniziative normative al fine di definire l'ambito della responsabilità dei soggetti vaccinatori.

24 marzo 2021
© Riproduzione riservata

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