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Question Time/4. Speranza: “I numeri delle dosi di vaccino in arrivo dovrebbero metterci nelle condizioni di promuovere una vera accelerazione”


Così il Ministro della Salute rispondendo ad un’interrogazione del Pd sullo status della campagna vaccinale: “Voglio ricordare a quest'Aula che solo da qui alla fine di marzo, quindi nei pochissimi giorni che ci separano dalla fine del mese, ci aspettiamo oltre 4 milioni di dosi, più o meno 4 milioni e mezzo. E poi ancora, nel Q2, quindi nel secondo trimestre, ci aspettiamo oltre 50 milioni di dosi in arrivo; e ancora oltre 80 milioni di dosi in arrivo in Q3”.

24 MAR - “Le prossime settimane saranno quelle decisive, ce lo dicono i numeri; i numeri delle dosi in arrivo, che finalmente dovrebbero vedere soddisfatte le nostre esigenze e metterci nelle condizioni di promuovere una vera accelerazione”. È quanto ha affermato il Ministro della Salute, Roberto Speranza rispondendo oggi ad un’interrogazione del Pd per garantire un adeguato livello di approvvigionamento dei vaccini ed un sistema certo ed efficace di somministrazione delle dosi sull'intero territorio nazionale.
 
L’intervento del Ministro della Salute. Grazie, Presidente. Ringrazio gli onorevoli interroganti, che toccano un tema che credo sia fondamentale nelle prossime settimane. Ho già detto che consideriamo, infatti, la campagna di vaccinazione l'arma fondamentale con cui provare a chiudere questa stagione così difficile. Non vi è alcun dubbio che dobbiamo mettere su questa campagna di vaccinazione tutta l'attenzione e tutte le energie possibili, in un massimo spirito di condivisione e di coordinamento.
 
Le prossime settimane saranno quelle decisive, ce lo dicono i numeri; i numeri delle dosi in arrivo, che finalmente dovrebbero vedere soddisfatte le nostre esigenze e metterci nelle condizioni di promuovere una vera accelerazione. Voglio ricordare a quest'Aula che solo da qui alla fine di marzo, quindi nei pochissimi giorni che ci separano dalla fine del mese, ci aspettiamo oltre 4 milioni di dosi, più o meno 4 milioni e mezzo. E poi ancora, nel Q2, quindi nel secondo trimestre, ci aspettiamo oltre 50 milioni di dosi in arrivo; e ancora oltre 80 milioni di dosi in arrivo in Q3. Tra queste dosi ci sarà anche un vaccino, che oggi non è ancora disponibile anche se approvato, che è quello di Johnson & Johnson, che ha una caratteristica molto importante, cioè che può far giungere all'immunità con una sola somministrazione. Ed è del tutto evidente che, sul piano logistico, sul piano organizzativo, poter immunizzare con una sola dose è senz'altro un passo avanti molto, molto significativo.
 
Ancora, lavoriamo ogni giorno in raccordo con gli altri Paesi europei perché le case farmaceutiche rispettino pienamente gli impegni assunti. Le mancate consegne che ci sono state, purtroppo, nei primi mesi della campagna di vaccinazione, hanno provocato spiazzamenti molto difficili da gestire. Il Piano vaccino è stato approvato da tutte le regioni. Tutte le regioni sono tenute, quindi, a rispettarlo e il Governo nazionale, attraverso il commissario, segue con la massima attenzione tutto ciò che avviene sul piano regionale ed è pronto, in ogni occasione, ad offrire il massimo di supporto a tutte le regioni che, lo ribadisco, sono tenute ad attenersi al Piano che abbiamo insieme condiviso.
 
La replica della deputata Elena Carnevali. Grazie, Presidente Mandelli. Noi abbiamo bisogno di passare dalla previsione alle certezze, e quindi 52 milioni di vaccini sono per noi assolutamente importanti, così come garantire i quantitativi settimanali con certezza alle regioni perché facciano programmazione. Vado sulla questione della programmazione delle dosi somministrate: differenze regionali che non sono più accettabili. Sono cinque le regioni in ritardo: Calabria, Sardegna, Liguria, Veneto e Lombardia. Faccio riferimento anche alla notizia, che sappiamo, che il generale Figliuolo manderà un esperto per pianificazione in tutte le regioni. Bene, anche nella regione Lombardia ne abbiamo assolutamente la necessità, e con urgenza.
 
Dopo le candide ammissioni di Gallera al fallimento di Aria, oggi abbiamo anche sentito le scuse di Bertolaso e anche le scuse dell'assessora Moratti, sacrosante, assolutamente il minimo sindacale da chi, in particolare dai banchi della Lega, chiedeva che il Piano nazionale lombardo diventasse un Piano nazionale. Abbiamo una media di 158 mila vaccini/die, con punte di 280 mila. Ecco, se vogliamo arrivare a 500, bene, più punti di somministrazione, bene gli accordi con le organizzazioni professionali e con le farmacie, capita, però, tanto per fare sempre qualche esempio, che a Olgiate Molgora, Calolziocorte, Oggiono e Lissone i punti vaccinali li chiudiamo, invece di aprirli (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
 
Ecco, allora, il punto vero è: ma qui, il controllo chi è che lo fa, come possiamo fare in modo che si rispetti innanzitutto la volontà di proseguire, come garantiamo il rispetto delle priorità, come facciamo in modo che quei dati siano pubblici, non solo i dati relativi alle dosi consegnate e a quelle somministrate, ma anche per le classi di età, ma anche rispetto alla popolazione da vaccinare e, soprattutto, rispetto alle priorità? Perché di furbetti e di scaltri non abbiamo più bisogno, per il rispetto di coloro che lo stanno aspettando e che soprattutto ne hanno più bisogno.

24 marzo 2021
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