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Telemedicina. Ministero:  “Piattaforma accessibile sia ai pazienti che alle Aziende Sanitarie”


"Nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono stati previsti interventi finalizzati a sviluppare la telemedicina e a superare la frammentazione e la mancanza di omogeneità dei servizi sanitari offerti nel territorio nazionale a sostegno dell’assistenza domiciliare". Così il sottosegretario alla Salute Sileri rispondendo all'interrogazione di Rizzotti (FI).
 

29 LUG - "Posso dunque rassicurare che il Ministero della salute è fortemente impegnato nella promozione della erogazione dei servizi di telemedicina anche all’interno dei livelli essenziali di assistenza e che tale obiettivo resta centrale nelle linee di azione dei prossimi mesi".
 
Così il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri rispondendo in Commissione Sanità al Senato all'interrogazione di Maria Rizzotti (FI).
 
Di seguito la risposta integrale del sottosegretario Sileri.
 
"In merito all’inserimento della “erogazione dei servizi di telemedicina all’interno dei livelli essenziali di assistenza”, segnalo che il Gruppo di lavoro sulla telemedicina della Cabina di Regia del Nuovo Sistema Informativo Sanitario-NSIS, ha predisposto il documento "Indicazioni nazionali per l'erogazione di prestazioni di telemedicina", che intende fornire le indicazioni, da adottare a livello nazionale, per l’erogazione di alcune prestazioni di telemedicina, quali la televisita, il teleconsulto medico, la teleconsulenza medico-sanitaria, la teleassistenza da parte di professioni sanitarie, la telerefertazione, così che la possibilità di utilizzare le prestazioni di telemedicina (ad esempio la televisita per le visite di controllo), rappresenti un elemento concreto di innovazione organizzativa nel processo assistenziale.


Nello specifico, in particolare, sono erogabili in televisita le prestazioni ambulatoriali per i pazienti inseriti in un percorso di “follow up” da patologia nota e per questo la telemedicina si è dimostrata una alternativa efficace per i pazienti oncologici durante la pandemia.
Vengono specificate quali siano ad oggi le attività di telemedicina da ricomprendere nei LEA e l’ambito di erogazione.
Per tutte le prestazioni sanitarie erogate a distanza si applicherà il quadro normativo nazionale/regionale che regolamenta l’accesso ai diversi LEA, ed il sistema di remunerazione/tariffazione vigente per l’erogazione delle medesime prestazioni in modalità “tradizionale”, ivi incluse le norme per l’eventuale compartecipazione degli utenti alla spesa.

Detto documento, approvato dalla Cabina di Regia del NSIS nella seduta del 28 ottobre 2020, è stato adottato con Accordo sancito in Conferenza Permanente Stato Regioni in data 17 dicembre 2020.
Inoltre, il citato Gruppo di lavoro ha prodotto il Documento “Indicazioni per l’erogazione di prestazioni e servizi di teleriabilitazione da parte delle professioni sanitarie”, che è stato approvato dalla Cabina di Regia nella seduta del 9 aprile 2021, e sarà trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni per essere adottato anch’esso con un Accordo.

A tali documenti di indicazioni nazionali ne seguiranno altri simili, relativi ad ulteriori prestazioni di telemedicina, tra cui telemonitoraggio, teleassistenza, telecertificazione ed anche teleradiologia, al fine garantire una progressiva estensione e applicazione della telemedicina in tutti gli ambiti assistenziali in cui essa può contribuire a migliorare la qualità dell’assistenza.
Segnalo inoltre che, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – “Missione 6: Salute”, sia nella Componente 1 che nella Componente 2 sono stati previsti interventi finalizzati a sviluppare la telemedicina e a superare la frammentazione e la mancanza di omogeneità dei servizi sanitari offerti nel territorio nazionale a sostegno dell’assistenza domiciliare.

Nella Componente 1, Riforma 1, l’Investimento 1.2: “Casa come primo luogo di cura e telemedicina” si rivolge, in particolare, ai pazienti di età superiore ai 65 anni, con una o più patologie croniche e/o non autosufficienti, e mira a:
• identificare un modello condiviso per l'erogazione delle cure domiciliari, che sfrutti al meglio le possibilità offerte dalle nuove tecnologie (come la telemedicina, la domotica, la digitalizzazione);
• realizzare presso ogni Azienda Sanitaria Locale un sistema informativo in grado di rilevare dati clinici in tempo reale;
• attivare 602 Centrali Operative Territoriali (COT), una in ogni distretto, con la funzione di coordinare i servizi domiciliari con gli altri servizi sanitari, assicurando l'interfaccia con gli ospedali e la rete di emergenza-urgenza;
• utilizzare la telemedicina per supportare al meglio i pazienti con malattie croniche.

All'interno di questo intervento, si inserisce anche l'Investimento rivolto alla telemedicina che si traduce nel finanziamento di progetti, proposti dalle Regioni sulla base delle priorità e delle linee guida definite dal Ministero della salute, che potranno riguardare ogni ambito clinico e promuovere un'ampia gamma di funzionalità lungo l'intero percorso di prevenzione e cura: teleassistenza, teleconsulto, telemonitoraggio e telerefertazione.
Per ottenere i finanziamenti, tuttavia, i progetti dovranno potersi integrare con il Fascicolo Sanitario Elettronico, raggiungere target quantitativi di performance legati ai principali obiettivi della telemedicina e del Sistema Sanitario Nazionale, nonché garantire che il loro sviluppo si traduca in una effettiva armonizzazione dei servizi sanitari.

Saranno infatti privilegiati i progetti che insistono su più Regioni, fanno leva su esperienze di successo esistenti, e ambiscono a costruire vere e proprio "piattaforme di telemedicina" facilmente scalabili.
Tale investimento è in linea con quanto previsto nell’Investimento 1.3 della Componente 2, Riforma 1, della Missione 6, che prevede la creazione di una piattaforma nazionale di telemedicina, con regole comuni, che rappresenta un “repository” dei sistemi regionali di telemedicina, dove la domanda e l'offerta di servizi di telemedicina dei fornitori accreditati possono incontrarsi.

Questa piattaforma deve essere accessibile sia ai pazienti che alle Aziende Sanitarie, e dovrebbe essere collegata alle piattaforme regionali esistenti, ed offrire anche soluzioni in sussidiarietà, per migliorare la competenza clinica nei territori caratterizzati da una minore assistenza.
Posso dunque rassicurare che il Ministero della salute è fortemente impegnato nella promozione della erogazione dei servizi di telemedicina anche all’interno dei livelli essenziali di assistenza e che tale obiettivo resta centrale nelle linee di azione dei prossimi mesi".  

29 luglio 2021
© Riproduzione riservata


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