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Vaccini Covid. Necessario graduale passaggio verso un sistema di vaccinazioni delocalizzate con coinvolgimento medici di famiglia


"Ogni sforzo viene profuso al fine di assicurare la progressiva osmosi tra hub vaccinali e medici di medicina generale, attraverso la logistica sanitaria regionale, secondo la dotazione di dosi vaccinali disponibili che continueranno ad essere fornite prontamente dalla Struttura Commissariale". Così il sottosegretario Costa rispondendo all'interrogazione di Baldini (FI).

29 LUG - "Si auspica il necessario graduale passaggio verso un sistema di «vaccinazioni delocalizzate», da mettere in atto anche attraverso i medici di medicina generale, al fine di incrementare la capacità di inoculazione giornaliera. Inoltre, il Commissario Straordinario ha richiamato più volte l'importanza dei medici di medicina generale anche per quanto concerne l'individuazione e la tutela vaccinale dei soggetti fragili, come evidenziato nell'incontro del 27 maggio 2021 con il Ministro della salute ed il Segretario Generale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale. Assicuro, in definitiva, che ogni sforzo viene profuso al fine di assicurare la progressiva osmosi tra hub vaccinali e medici di medicina generale".
 
Così il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, rispondendo ieri in Commissione Affari Sociali alla Camera all'interrogazione sul tema di Maria Teresa Baldini (FI).
 
Di seguito la risposta integrale del sottosegretario Costa.
 
"Al fine di assicurare la realizzazione di una strategia vaccinale efficace ed omogenea nel territorio nazionale, la legge di bilancio 30 dicembre 2020, n. 178, ha dettato specifiche disposizioni volte, da un lato, all'adozione di un Piano strategico nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da virus SARS-CoV-2, dall'altro al reclutamento di professionisti da dedicare specificamente all'attività vaccinale.

 
In particolare, con l'obiettivo di garantire il massimo livello di copertura vaccinale nel territorio nazionale, e di assicurare un servizio rapido e capillare per la somministrazione dei vaccini contro il SARS-CoV-2, l'articolo 1, comma 462, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, legge di bilancio per l'anno 2021, ha previsto il reclutamento di 3.000 medici e 12.000 infermieri e assistenti sanitari da parte del Commissario Straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e il contrasto dell'emergenza epidemiologica, con contratti di lavoro a tempo determinato della durata di nove mesi, a partire dal 1° gennaio 2021, da stipulare con apposite agenzie di somministrazione.
 
Il Piano vaccinale adottato con decreto ministeriale 2 gennaio 2021 rappresenta lo strumento principale con cui contrastare il diffondersi del contagio da COVID-19.
Successivamente, anche in considerazione del fatto che con il bando della struttura commissariale non è stato possibile reclutare tutte le figure professionali attese, si è ritenuto opportuno ampliare il più possibile la platea dei professionisti da coinvolgere nella campagna vaccinale, al fine di mantenere sotto controllo il virus.
 
In particolare, sono stati stipulati dieci Protocolli d'intesa con le diverse categorie professionali interessate (medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali convenzionati interni, odontoiatri, pediatri di libera scelta, medici in formazione specialistica, biologi, ostetriche, farmacisti, infermieri pediatrici, tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione) e sono state adottate apposite disposizioni normative, stanziando le necessarie risorse finanziarie.
In tal senso, l'articolo 20, comma 2, lettera c), del decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41, recante misure urgenti connesse all'emergenza da COVID-19, come convertito nella legge 21 maggio 2021, n. 69, ha introdotto un nuovo comma 463-bis all'articolo 1 della legge 30 dicembre 2020, n. 178, il quale, tra l'altro, prevede il coinvolgimento delle suddette figure e individua il relativo finanziamento.
 
Per effetto delle predette misure, è stato consentito di concorrere alla campagna vaccinale a: 42.009 Medici di assistenza primaria, 17.751 Medici di continuità assistenziale, 2.994 Medici dell'emergenza territoriale, 1.462 Medici dei servizi territoriali, circa 40.000 Medici in formazione specialistica, circa 63.000 Odontoiatri, 7.373 Pediatri di Libera Scelta, 14.817 Medici specialisti ambulatoriali (nell'ambito dei quali sono compresi ulteriori 1.300 Odontoiatri circa), oltre 19.000 Farmacie distribuite su tutto il territorio nazionale, 20.775 Ostetriche, 52.200 Biologi, circa 10.000 infermieri pediatrici e più di 200.000 Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e Professionisti Sanitari Tecnici, della Riabilitazione e della Prevenzione.
Occorre altresì considerare che tali professionisti sanitari si aggiungono al personale già in forza nelle strutture del Servizio Sanitario Nazionale, per il quale sono state stanziate specifiche risorse da destinare a prestazioni aggiuntive per l'attività vaccinale.
La disciplina del coinvolgimento dei predetti professionisti nell'ambito della campagna vaccinale regionale è declinata a livello regionale, nell'ambito del Piano vaccinale adottato da ciascuna regione.
 
In particolare, per quanto riguarda la specifica richiesta dell'interrogazione in esame, relativa al ruolo che deve assumere la Medicina Generale nella campagna di vaccinazione, proprio sul presupposto che la figura del medico di medicina generale appare indispensabile per l'ampliamento della copertura vaccinale della popolazione, anche in considerazione della diretta vicinanza con i pazienti e del rapporto di fiducia che lo lega agli stessi, si segnala che, con il Protocollo d'intesa sottoscritto in data 21 febbraio 2021 tra il Governo, le regioni/Pubblica amministrazione e le Organizzazioni Sindacali della medicina generale, sono state definite la cornice nazionale e le modalità di coinvolgimento diretto dei medici di medicina generale stessi nella campagna vaccinale nazionale anti-COVID-19.
In tale ambito è stata demandata agli Accordi siglati a livello regionale l'individuazione, sulla base delle indicazioni e delle priorità definite a livello nazionale, anche nel Piano nazionale vaccinale, della platea dei soggetti da sottoporre a vaccinazione da parte dei medici di medicina generale, in relazione alla fascia di età, alle patologie e alle situazioni di cronicità.
 
Il predetto Protocollo prevede, altresì, che: «L'approvvigionamento delle dosi di vaccino per ciascun medico di medicina generale dovrà avvenire in tempi certi ed in quantità tali da consentire ad ogni medico la possibilità di garantire ai propri assistiti le somministrazioni del vaccino, coerentemente alle diverse fasi della campagna vaccinale ed ai relativi target di riferimento», e che: «La struttura del Commissario straordinario Covid-19 assicura la fornitura dei vaccini e dei materiali ausiliari e di consumo che saranno individuate a livello regionale tenendo conto delle caratteristiche di conservazione dei singoli vaccini e della disponibilità di strumenti di conservazione, trasporto e sicurezza tenuto conto anche degli ordinari canali di gestione vaccinale nonché della popolazione che i MMG dovranno vaccinare secondo quanto previsto dai piani regionali di vaccinazione.
Laddove a livello regionale dovessero insorgere difficoltà logistiche per la distribuzione dei vaccini ai MMG il Commissario, su richiesta delle regioni e di concerto con il Ministero della salute, potrà valutare le concrete modalità ulteriori di intervento sussidiario per affrontare le eventuali criticità al fine di assicurare una puntuale fornitura dei vaccini ai MMG».
 
Pertanto, la gestione della campagna vaccinale e l'organizzazione dei relativi servizi è demandata regioni.
Per completezza, ricordo che il Piano Strategico Nazionale elaborato dal Ministero della salute, dal Commissario Straordinario per l'Emergenza, Istituto Superiore di Sanità, Agenas ed AIFA, è stato adottato con il decreto del Ministero della salute del 12 marzo 2021.
Sin dall'inizio, tale Piano ha previsto che, con l'incremento della disponibilità dei vaccini, a livello territoriale il modello organizzativo avrebbe contemplato, in particolare, il coinvolgimento degli ambulatori vaccinali territoriali, dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, della sanità militare.
Le linee guida sulla prosecuzione della campagna vaccinale nazionale diramate il 21 maggio 2021 dal Commissario Straordinario, riportano una elevata adesione dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, dei farmacisti e di altri operatori del Servizio Sanitario Nazionale, ed invitano le regioni e Province Autonome ad aumentare, in maniera graduale, il contributo assicurato da tali professionisti alle vaccinazioni giornaliere, mantenendo completamente operativi gli hub vaccinali.
Le stesse linee guida ipotizzano il coinvolgimento della totalità dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta, dei farmacisti e di altri operatori, qualora dovessero essere necessari ulteriori richiami vaccinali.
 
Inoltre, segnalo che l'Ordinanza del Ministero della salute del 20 maggio 2021: «Tracciabilità di contenitori di flaconi di vaccini», ha contribuito a superare le difficoltà logistiche connesse con la distribuzione e la conservazione dei vaccini da parte di tutte queste categorie di personale sanitario.
Infatti, tale Ordinanza, all'articolo 1, prevede la possibilità per le regioni e province autonome di: «avvalersi di grossisti farmaceutici per la consegna alle farmacie territoriali di contenitori di flaconi di vaccini sconfezionati dalle farmacie ospedaliere», anche per il ritiro da parte del medico somministratore.
Nel merito della questione, il Commissario Straordinario ha inteso precisare quanto segue.
 
In data 14 maggio 2021, la Struttura di Supporto Commissariale per l'Emergenza COVID-19 ha provveduto ad inviare, tra gli altri, ai Presidenti delle regioni e province autonome, una nota concernente l'adesione dei Medici di Medicina Generale alla campagna di vaccinazione nazionale anti COVID-19.
Detta nota evidenzia l'importanza del ruolo di tali professionisti sanitari, supportati dalle farmacie, quali risorse preziose e indispensabili per assicurare un cambio di passo verso una progressione quali-quantitativa della campagna vaccinale che tenga in considerazione, al contempo, una catena logistica di distribuzione efficace e capillare; con la stessa è stato chiesto di conoscere, per ciascuna regione/provincia autonoma, il numero dei Medici di Medicina Generale disponibili ad aderire alla campagna vaccinale anti COVID-19.
 
Il Commissario Straordinario ha sottolineato che la questione è stata «oggetto di specifico intervento» nelle sopra citate Linee guida sulla prosecuzione della campagna vaccinale nazionale, emanate il 21 maggio 2021.
In tale Documento, infatti, si auspica il necessario graduale passaggio verso un sistema di «vaccinazioni delocalizzate», da mettere in atto anche attraverso i medici di medicina generale, al fine di incrementare la capacità di inoculazione giornaliera.
Inoltre, il Commissario Straordinario ha richiamato più volte l'importanza dei medici di medicina generale anche per quanto concerne l'individuazione e la tutela vaccinale dei soggetti fragili, come evidenziato nell'incontro del 27 maggio 2021 con il Ministro della salute ed il Segretario Generale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale.
 
Assicuro, in definitiva, che ogni sforzo viene profuso al fine di assicurare la progressiva osmosi tra hub vaccinali e medici di medicina generale, attraverso la logistica sanitaria regionale, «secondo la dotazione di dosi vaccinali disponibili che continueranno ad essere fornite prontamente dalla Struttura Commissariale.».

29 luglio 2021
© Riproduzione riservata


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