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Cancro e farmaci innovativi. Al Senato approvata mozione "anti-ritardi"


La mozione, approvata dalla commissione Igiene e Sanità, impegna il Governo a cancellare il terzo livello di valutazione, quello regionale. Basterà il via libera dell'Ema e dell'Aifa per recepire nelle Regioni le terapie innovative. De Lorenzo (Favo) e Cascinu (Aiom): “Apprezziamo l’attenzione delle Istitizioni”.

09 LUG - Buone notizie per l’accesso alle terapie innovative legate alla cura per il cancro. La Commissione Igiene e Sanità del Senato ha impegnato il Governo “ad intervenire affinché l’effettiva disponibilità dei nuovi farmaci antitumorali sia garantita in tutte le Regioni immediatamente dopo la loro registrazione da parte dell'Aifa, dato che si tratta di presidi farmaceutici che hanno già ricevuto una valutazione positiva, a livello sia europeo sia nazionale”.

La Commissione, presieduta Antonio Tomassini (Pdl), ha così accolto il grido d’allarme sulle gravi diversità di accesso ai “nuovi” farmaci antitumorali tra le Regioni lanciato dalla Favo (Federazione italiana delle associazioni di volontariato in oncologia) nella VII Giornata nazionale del malato oncologico. Una situazione dovuta a differenti meccanismi di valutazione per l’inserimento dei nuovi medicinali nei Prontuari terapeutici regionali (Ptr).

In una lettera inviata al Ministero della Salute, Renato Balduzzi, la Favo, insieme all’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e alla Società italiana di ematologia (Sie), ha denunciato questa situazione preoccupante. “Apprezziamo la capacità delle Istituzioni – hanno affermato Francesco De Lorenzo, presidente Favo, e Stefano Cascinu, presidente Aiom – di ascoltare la voce dei pazienti, che non possono essere lasciati soli”.

Oggi solo in poche Regioni e nella Provincia autonoma di Bolzano i farmaci innovativi oncologici sono messi a disposizione dei malati di cancro immediatamente dopo l'approvazione dell'Aifa (Agenzia italiana del farmaco), mentre nelle altre Regioni ciò avviene con ritardi anche fino a 50 mesi. “Tali difformità - si legge nella mozione approvata dalla Commissione Igiene e Sanità del Senato - dipendono dall’inessenziale ripetizione costituita da un terzo livello di valutazione nelle Regioni dotate di un proprio prontuario terapeutico farmaceutico, ad opera di commissioni localmente costituite, la cui competenza scientifica e completezza di documentazione non possono certo essere superiori a quelle della Commissione europea Ema e dell’Agenzia nazionale Aifa (dove pure le Regioni sono presenti con propri esponenti scientifici e istituzionali)”.
“Tale inessenziale valutazione di terzo livello determina, nelle Regioni dove è vigente, ritardi pregiudizievoli per la salute dei malati di tumore ed è in palese contrasto con l’atto d’intesa, con il quale le Regioni si sono impegnate a ridurre le diseguaglianze”, è evidenziato nella mozione.

“La difformità di trattamento – ha concluso De Lorenzo - rappresenta una violazione del principio contenuto nell'articolo 32, della Costituzione, che garantisce la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, in forza del quale i malati di tumore hanno diritto, data la gravità della patologia, a ricevere sempre, ed ovunque residenti, la migliore assistenza possibile, in condizioni di uniformità nazionale”.
 

09 luglio 2012
© Riproduzione riservata

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