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Question time/2. Il ministro chiarisce: “Estensione green pass a 12 mesi è stata decisione parlamentare in linea con Cts”


"I soggetti completamente vaccinati mantengono elevata protezione rispetto al rischio di essere contagiati, e ancor più rispetto al rischio di sviluppare malattia grave grazie alla generazione e persistenza di linfociti B e T di memoria. Per questi virus la risposta anticorpale è importante ma lo è ancora la risposta cellulare". Così il ministro Speranza rispondendo in aula alla Camera a Colletti (Misto).

10 NOV - "Le evidenze ad oggi disponibili indicano che i soggetti compiutamente vaccinati mantengono, rispetto ai soggetti non vaccinati, elevata protezione rispetto al rischio di essere contagiati e, ancora più marcatamente, rispetto al rischio di sviluppare patologia grave, grazie alla generazione e persistenza nel tempo di linfociti B e T di memoria, che in caso di contatto con esposizione a Sars-CoV-2 sono in grado di attivare una risposta immunologica adattiva protettiva rispetto allo sviluppo e progressione di forme gravi di patologia Covid-19. Il Cts ha rappresentato che la valutazione in merito all'estensione della certificazione verde sino a 12 mesi potrà poi naturalmente essere rivista in futuro, qualora emergano nuovi dati o siano pubblicati studi scientifici che orientino verso diversa conclusione".
 
Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, rispondendo in aula alla Camera all'interrogazione sul tema presentata da Andrea Colletti (Misto), e sottolineando inoltre il fatto che questa estensione sia stata anche "il frutto di una chiare ed univoca volontà parlamentare".
 
La risposta di Speranza. Risponderò al testo dell'interrogazione, chiaramente, più che alle valutazioni politiche, che sono smentite anche dai dati epidemiologici di questi giorni, del nostro e degli altri Paesi.
 
Il Ministero, in data 24 agosto, ha chiesto al Comitato tecnico-scientifico di esprimere, in considerazione della situazione epidemiologica, un parere tecnico-scientifico in merito alla possibilità di rivedere la durata delle certificazioni COVID per i soggetti vaccinati. Come risulta dal verbale, il 27 agosto il CTS, all'esito del confronto, all'unanimità ha affermato la sussistenza delle condizioni per estendere la durata della certificazione del completamento del percorso di immunizzazione, sia nei soggetti mai infettati e sottoposti a ciclo vaccinale completo sia nei soggetti infettati e successivamente sottoposti a una dose booster di vaccino. Ciò sulla base dell'osservazione che, sebbene alcuni studi scientifici mostrino, nel tempo, un calo del titolo anticorpale nei soggetti vaccinati e una riduzione di immunità sterilizzante offerta dai vaccini, le evidenze ad oggi disponibili indicano che i soggetti compiutamente vaccinati mantengono, rispetto ai soggetti non vaccinati, elevata protezione rispetto al rischio di essere contagiati e, ancora più marcatamente, rispetto al rischio di sviluppare patologia grave, grazie alla generazione e persistenza nel tempo di linfociti B e T di memoria, che in caso di contatto con esposizione a SARS-CoV-2 sono in grado di attivare una risposta immunologica adattiva protettiva rispetto allo sviluppo e progressione di forme gravi di patologia COVID-19. Il CTS ha rappresentato che la valutazione in merito all'estensione della certificazione verde sino a 12 mesi potrà poi naturalmente essere rivista in futuro, qualora emergano nuovi dati o siano pubblicati studi scientifici che orientino verso diversa conclusione.
 
Il monitoraggio dei dati è continuo; ogni settimana l'Istituto superiore di sanità presenta dati aggiornati sull'efficacia, mentre ogni mese viene pubblicato un report scientifico, sulla base dei dati “real world”. L'Istituto superiore di sanità si è focalizzato sull'efficacia della campagna vaccinale sul campo e i dati raccolti consentono di aggiornare le indicazioni e capire quando intervenire per mantenere l'immunità. Già da settembre sono stati osservati i primi segnali di perdita di efficacia per alcune categorie, a partire da immunodepressi, anziani e ospiti delle RSA, per cui è stata raccomandata una dose aggiuntiva.
 
Il tema anticorpale rimane importante, ma è molto dibattuto: non c'è un valore fisso che possa dire che, al di sotto di un certo livello, la persona non è immune, perché per questi virus la risposta anticorpale è importante, ma lo è anche la risposta cellulare.
 
Per completezza, si precisa che la norma che ha consentito l'estensione della validità della certificazione verde da 9 a 12 mesi per i soggetti vaccinati, in conformità al citato parere del CTS, è stata, in ogni caso, il frutto di una precisa e univoca volontà parlamentare. Infatti, rammento che sono stati presentati, in sede di conversione del decreto n. 105 del 2021, due emendamenti parlamentari di identico tenore, in ordine ai quali il Governo, alla luce del parere del CTS, ha espresso parere favorevole.
 
È chiaro che il Governo continuerà a lavorare convintamente, mettendo la campagna vaccinale al centro della propria strategia di contrasto al COVID.
 
La replica di Pino Cabras (Misto). La risposta del Ministro dimostra che lui e tutto il Governo vivono in una bolla autoreferenziale, che prescinde dai dati scientifici che si accumulano nel mondo intero. Questa è una pandemia, cioè un fenomeno mondiale e non si può leggere un fenomeno di questa complessità con i dati, manipolati e limitati, di un Comitato tecnico-scientifico che agisce con criteri burocratici. L'estensione da 9 a 12 mesi non ha nulla di scientifico, se lo confrontiamo con tutta la letteratura mondiale su questo argomento. È stata una misura burocratica, come tante, quelle che stanno disegnando una sorta di gestione autoritaria, sempre più stringente, della vita del nostro Paese. Basta diffondere dati di questo tipo: non sono credibili. Basta con quelli che fanno eco alla pandemia dei non vaccinati e che, in nome di questo, limitano, ad esempio, la funzionalità della democrazia e la possibilità di andare nelle piazze. Siamo in emergenza o non siamo in emergenza? Perché voi, da un lato, dite che stanno diminuendo tutti i contagi e, allora, perché sostenete misure che devono proseguire, a differenza che in tutto il mondo?
 
Recentemente, ha fatto molto rumore l'analisi del British Medical Journal, una delle quattro riviste mediche più importanti del mondo, con Peter Doshi che ha abbastanza efficacemente dimostrato che non ci sono dati sufficienti per dare questa credibilità ai trial clinici che sono stati alla base di decisioni come quelle della terza dose. Insomma, tutto questo è alla base di decisioni che portano a una stretta autoritaria. Noi, ovviamente, ci dissociamo da quelli che vogliono assimilare questo al nazismo, non pensiamo che voi siete il partito del Terzo Reich, siete il partito della terza dose

10 novembre 2021
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