Quotidiano on line
di informazione sanitaria
Giovedì 19 SETTEMBRE 2019
Lavoro e Professioni
segui quotidianosanita.it

L'indagine. I timori e le ansie della “generazione 2.0”

27 MAG - L’indagine sulle donne e la contraccezione d’emergenza (CE) è stata realizzata da Boto srl in collaborazione con Frozen Frogs sull’intero universo del web, tra settembre e novembre 2012. Sotto la lente: i forum di discussione online, ambiente idoneo per le conversazioni su questi temi, anche per la possibilità di avere garantita la propria privacy.
Dopo un rapporto a rischio di gravidanza indesiderata sono, infatti, molte le persone che si affidano alla rete per ottenere informazioni, anche perché nella realtà quotidiana il percorso per giungere all’assunzione della CE è piuttosto articolato e non del tutto sovrapponibile nei diversi contesti locali. Le difficoltà di accesso contrastano con le caratteristiche di “emergenza” del trattamento, creando quindi negli utenti un’impellenza nella ricerca di indicazioni e soluzioni.
 
I risultati
Dalle conversazioni emerge immediatamente una condizione di disagio e un senso di panico diffuso che porta a raccontare – spesso nei minimi dettagli – la propria situazione, sia riguardo il rapporto sessuale sia per eventuali contatti con professionisti del settore sanitario. Soprattutto è evidente la necessità di essere aiutati nel trovare una soluzione immediata, ricevere una conferma della decisione appena presa o ottenere rassicurazioni sull’effettiva efficacia del medicinale e sui possibili effetti collaterali.

 
Le fonti di informazioni. L’indagine ha fotografato l’origine delle informazioni provenienti dagli utenti. Il 71,6% proviene da fonti ufficiali, il restante 28,4% sono non ufficiali. Nel primo caso il 35,9% delle informazioni arriva da un ginecologo, il 20,5% dal pronto soccorso o dalla guardia medica, il 15,4% dal farmacista, il 12,9% da un consultorio, il 10,2% da un’ostetrica e appena il 5,1% dal medico di base.
Per quanto riguarda quelle non ufficiali, il 47,4% arriva da fonti on-line, il 21,1% da esperienze raccontate dai propri amici, il 15,8% da esperienze del proprio compagno o della propria compagna, il 10,5% da una lettura di qualche tipo, il 5,3% dall’aver “sentito in giro” questa o quella informazione.
 
Le cause. La storia del rapporto a rischio conferma che la causa principale di richiesta di contraccezione d’emergenza è la rottura del preservativo (76%), seguito dal coito interrotto o dal non aver utilizzato metodi di contraccezione (18%) e dalla scorretta assunzione della pillola anticoncezionale (4,5%). La maggior parte di chi ha avuto un rapporto a rischio (77,4%) dichiara che l’avvenimento è stato casuale, spesso sottolineando – per evitare di incorrere in una sorta di ‘stigma sociale’ della Rete – la casualità dell’evento: “Si è rotto il preservativo, era proprio bucato!”.
 
Le ansie della generazione 2.0. E così il 63,5% delle conversazioni on line evidenzia ansia per la possibilità di una gravidanza associata alla non efficacia della pillola del giorno dopo (PDGD). Nel 24,5% si rileva invece la paura per possibili effetti collaterali – sia futuri, sia già sperimentati – legati all’assunzione del farmaco. In appena il 3% emerge ansia per il rapporto con i genitori, sia per quanto riguarda l’assunzione della PDGD che per dover comunicare la possibilità di una gravidanza futura.
Ma il dato più allarmante è che tra i naviganti il timore di malattie sessualmente trasmissibili è l’ultima delle preoccupazioni: appena lo 0,5% esprime ansia per la possibile trasmissione di malattie sessuali in seguito a rapporti non protetti. Se consideriamo che i rapporti a rischio sono emersi nel 66% delle conversazioni analizzate, emerge come le Malattie sessualmente trasmissibili non siano una preoccupazione all’ordine del giorno tra gli utenti online.
 
Livello di informazione. Nel 66,5% dei casi analizzati emerge sul tema un’informazione basilare, in alcuni casi anche dettagliata, ma nel 33,5% c’è disinformazione, a vari livelli e sugli argomenti più disparati. (“Posso bere un cocktail alcolico se alle ore 16 ho preso la pillola del giorno dopo???” - “Secondo voi la pillola del giorno dopo è sicura? E dopo quanto si può fare un test di gravidanza dopo averla presa?!?”).
 
Percezione della CE. Tra i “naviganti” emerge spesso insicurezza sull’uso della CE. Un’insicurezza legata in particolare alla limitata conoscenza sull’efficacia della PDGD (il 53,5% di chi esprime dubbi) e sugli effetti collaterali. Nel 9% è percepita come una “bomba ormonale”, potenzialmente pericolosa per l’organismo, percezione collegata agli effetti collaterali veri o presunti (7,5% dei casi analizzati). Solo nel 7,5% delle conversazioni la CE è percepita come più "comoda" di altre metodiche: nella maggior parte dei casi (5%) il confronto è con l'interruzione volontaria di gravidanza, e le donne comprendono la sostanziale differenza.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Nota informativa. In Italia, all’interno della legge sulla istituzione dei consultori familiari (legge 405 del 29 luglio 1975) è sottolineata l’importanza della “somministrazione dei mezzi necessari per conseguire le finalità liberamente scelte dalla coppia e dal singolo in ordine alla procreazione responsabile nel rispetto delle convinzioni etiche e dell’integrità fisica degli utenti” e nella legge 194/78 “Norme per la tutela sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza”, è contemplato il diritto della donna a ricevere la prescrizione o somministrazione di un contraccettivo in accordo all’obiettivo primario della legge, che è la tutela sociale della maternità e la prevenzione dell’aborto. Nella realtà quotidiana il percorso per giungere all’assunzione della contraccezione d’emergenza nel territorio italiano è però piuttosto articolato e non del tutto sovrapponibile nei diversi contesti locali. Le difficoltà di accesso contrastano con le caratteristiche di “emergenza” del trattamento, creando quindi negli utenti un’impellenza nella ricerca di indicazioni e soluzioni.

27 maggio 2013
© Riproduzione riservata

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWS LETTER
Ogni giorno sulla tua mail tutte le notizie di Quotidiano Sanità.

gli speciali
Quotidianosanità.it
Quotidiano online
d'informazione sanitaria.
QS Edizioni srl
P.I. 12298601001

Via Boncompagni, 16
00187 - Roma

Via Vittore Carpaccio, 18
00147 Roma (RM)


Direttore responsabile
Cesare Fassari

Direttore editoriale
Francesco Maria Avitto

Direttore generale
Ernesto Rodriquez

Redazione
Tel (+39) 06.59.44.62.23
Tel (+39) 06.59.44.62.26
Fax (+39) 06.59.44.62.28
redazione@qsedizioni.it

Pubblicità
Tel. (+39) 06.89.27.28.41
commerciale@qsedizioni.it

Copyright 2013 © QS Edizioni srl. Tutti i diritti sono riservati
- P.I. 12298601001
- iscrizione al ROC n. 23387
- iscrizione Tribunale di Roma n. 115/3013 del 22/05/2013

Riproduzione riservata.
Policy privacy