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Dirindin (PD): “Fondamentale mettere al centro il recupero del rapporto di fiducia medico-paziente”


22 MAG - “Ho apprezzato il tono e l’uso sobrio delle parole, non è di questi tempi ed è invece estremamente importante. E poi ho apprezzato molto la capacità di cercare di vedere luci ed ombre”. Così la senatrice del PD Nerina Dirindin durante la tavola rotonda finale della III Conferenza nazionale Fnomceo di Rimini.
 
“Il tema ‘Guardiamo al futuro’ – ha rilevato -  è di grande rilevanza perché sullo sfondo c’è una preoccupazione che ci angoscia spesso: i troppi segnali che abbiamo della graduale e lenta perdita di prestigio della medicina e legato a questo si lega l’incrinarsi continuo del rapporto fiduciario tra pazienti e professionisti della salute”.
 
E il rischio è che “se non mettiamo al centro della nostra preoccupazione come obiettivo quello di ristabilire tra la persona e il mondo della medicina e dei professionisti un rapporto vero di fiducia crescente, e non a rischio di incrinature, credo che abbiamo davanti un futuro non così favorevole”.
 
In questo scenario la senatrice ha fatto alcuni esempi. “Penso al caso dei vaccini – ha detto -  dove spesso ci si domanda cosa induce molte persone a non far vaccinare i figli. Penso al tema del low cost a come dimostrare che non c’è qualità. C’è poi il tema fine vita (ma cosa facciamo nell’ambito delle cure palliative e degli hospice per fare in modo che veramente scelta sia libera e non semplicemente legata alle grandi difficoltà che hanno le persone nella fase terminale della vita?) e il tema dell’ambiente e salute”.

 
“Questi – ha specificato -  sono temi da affrontare per non incrinare la fiducia tra i medici e i pazienti. C’è discussione ma penso che bisogna fare di più. Il medico è ancora quello che all’interno della Pa ha la maggiore fiducia del cittadino, ma ci sono segnali indiretti e c’è qualcuno che non gioca a favore. A partire da chi ha interesse ad aprire le cause contro i medici e finisce col sottolineare alcune esageratamente alcune debolezze del medico”.
 
“Altri due aspetti – ha evidenziato infine Dirindin - che penso sarebbe utile approfondire sono i temi della ricerca e della sperimentazione attraverso la riqualificazione del mondo dei ricercatori. E altro aspetto vorrei proporre riflessione è che causa delle grandi ristrettezze economiche che vive il servizio pubblico, molto spesso le politiche sanitarie non sono prioritarie nell’agenda dei governi nazionali e regionali anche perché c’è il rifiuto a riconoscere la complessità della sanità. Parlare di sanità è più difficile che parlare del sociale. Ma ciò mi preoccupa e bisogna fare attenzione”.

22 maggio 2016
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