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Abbandono neonati e infanticidio. Fnco: “Più informazione e valorizzare ruolo ostetriche”

di Miriam Guana

Questi eventi drammatici dimostrano che le donne non sono adeguatamente informate sulle possibilità di aiuto e sostegno. Le ostetriche da sempre vicino alle donne. Ma occorre promuovere l'assistenza ostetrica sul territorio e a domicilio per esserlo sempre di più

16 LUG - La Fnco (Federazione Nazionale Collegi Ostetriche) apprezza la sensibilità e l’interesse mostrato dalla Sin (Società italiana di neonatologia) circa il problema dell’abbandono neonatale da parte delle madri, tra l’altro, particolarmente sentito anche dalle ostetriche quali figure che, in prima linea, sia nel passato e sia nel presente, si sono trovate e si trovano al fianco delle donne in uesti momenti di grande fragilità e vulnerabilità. Sono vicine alle donne in tutto il percorso nascita, valorizzando la continuità delle cure, anche e soprattutto nel momento in cui la gravida comunica la scelta di non riconoscere il proprio figlio (quale suo diritto, secondo le leggi dello Stato).

In questo caso l’ostetrica si attiva per garantire alla donna un percorso dedicato sul piano socio-sanitario. E’ accanto alla donna al momento del parto assicurando il suo diritto dell’anonimato nel caso non voglia riconoscere il figlio procreato (questo vale per la donna sia nubile che coniugata o straniera o clandestina); ha pure la responsabilità di assolvere alle procedure relative alla dichiarazione di nascita del neonato nella condizione di abbandono da parte della madre; è vicina alla puerpera alla quale deve fornire non solo assistenza/cura ma anche sostegno e supporto emotivo. Inoltre deve fornire tutte le informazioni relative alla disciplina legislativa ed agli aiuti sociali per poter decidere liberamente e consapevolmente sul riconoscimento o meno.


Le ostetriche hanno costantemente mantenuto un principio/dovere di ordine etico sul diritto di scelta dell’abbandono della madre del proprio figlio alla nascita e prova certa ne è l’art. 3.18 del Codice Deontologico (anno 2010): “L’ostetrica/o assicura il rispetto del diritto della madre a conservare l’anonimato riguardo al concepimento ed al parto, salvo quanto previsto da specifiche direttive”. Con questo dovere morale l’ostetrica/o intende salvaguardare il diritto della partoriente a mantenere l’incognito rispetto alla nascita del proprio figlio. Questo dovere s’integra con altri obblighi deontologici come il mantenimento del segreto professionale, la tutela del diritto della privacy dell’assistita e il diritto all’informazione.

I ripetuti casi di neonati abbandonati o uccisi come indicato dalla Sin stanno a dimostrare che le donne non sono adeguatamente informate. Per evitare questi eventi drammatici è fondamentale che l’ostetrica/o si faccia parte attiva nell’offrire alle donne le opportune informazioni sulle possibilità di aiuto e sostegno.

Queste le premesse per la valorizzazione da parte delle istituzioni e delle associazione scientifiche mediche della figura dell’ostetrica/o sempre a fianco della donna e “per la donna” e per la tutela dei suoi diritti, in particolare per coloro che sono in una situazione di vulnerabilità o di difficoltà.

L’assistenza domiciliare alla puerpera da parte dell’ostetrica è un modello assistenziale che fa parte della sua tradizione; le ostetriche sono nate all’interno del tessuto sociale, nel territorio e solo negli anni settanta del precedente secolo si sono collocate negli ospedali. Oggi in Italia ci sono realtà dove l’assistenza domiciliare ostetrica alle puerpere è consolidata; ma purtroppo in gran parte del nostro paese vi è un carenza ed uno scarso interesse da parte delle istituzioni pubbliche nella presa in carico di madre e bambino a domicilio, dopo il parto.

Pertanto la Fnco condivide la posizione della Sin circa il sostegno del programma “Mamma Segreta” di cui la regione Toscana già nel 2004 è stato soggetto attivo, con la collaborazione dell’istituto degli Innocenti sorto nella metà del ‘400, a cui era annessa la ruota degli esposti; nato come ospizio per trovatelli e per donne andavano a partorire i figli illegittimi; era annessa la scuola di ostetricia dove venivano assistite queste donne dalle ostetriche.

Pregevole anche la valorizzazione del sostegno alle neomamme attraverso un programma di assistenza domiciliare, con l’investimento delle ostetriche, quale figura competente per individuare precocemente i segnali di una eventuale depressione post-partum (che colpisce il 10% delle donne), da non confondere però con il maternity blues ovvero una forma di melanconia fisiologica momentanea che colpisce il 50-75% delle neomamme e che si presenta intorno al 3° giorno dopo la nascita e dura circa 15 giorni. Anche di fronte a tale fragilità le mamme devono essere rassicurate e sostenute per favorire un adeguato adattamento al ruolo di madre e per evitare che tale forma fisiologica si trasformi in una patologia più grave.
 
Miriam Guana
Presidente Fnco

16 luglio 2012
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