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Pnrr. Anelli (Fnomceo): “Non bastano gli investimenti, aggiornare personale su nuove tecnologie e innovazioni”


"La formazione rappresenta per noi lo strumento migliore per dire ai cittadini che siamo persone responsabili, capaci di svolgere la propria attività e che lo facciamo sulla base di quelle che sono le evidenze scientifiche. Abbiamo una norma che dal prossimo triennio condiziona la formazione al raggiungimento di almeno il 70% degli obiettivi per poter continuare ad usufruire della copertura assicurativa. La strada è quella dell’incentivazione". Così il presidente Fnomceo ai nostri microfoni a margine del congresso Fimmg.

07 OTT -

Gli investimenti in sanità non basteranno se non verrà previsto, parallelamente, un percorso formativo volto ad aggiornare il personale del Ssn italiano sul versante delle nuove tecnologie e delle innovazioni che arriveranno anche alla luce delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La formazione continua, dunque, torna ancora una volta sotto i riflettori, anche in virtù dell’imminente scadenza del triennio formativo ECM e della norma che lega aggiornamento e polizze assicurative.

Ne abbiamo parlato con Filippo Anelli, Presidente Fnomceo (Federazione nazionale ordini dei medici, chirurghi e odontoiatri), presente al Congresso della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), in corso a Cagliari.

Presidente, servono investimenti ma servirà anche formazione del personale sanitario perché sarà importante anche padroneggiare le nuove tecnologie…
Non c’è dubbio che serva la formazione. Su questo credo che l’impegno sia continuo, perché la formazione rappresenta per noi lo strumento migliore per dire ai cittadini che siamo persone responsabili, capaci di svolgere la propria attività e che non lo facciamo per caso, ma a ragion veduta, sulla base di quelle che sono le evidenze scientifiche su cui ogni medico ha l’obbligo di formarsi.

Visto che ha parlato di formazione continua, siamo alla scadenza del triennio formativo. Qualche settimana fa avete ricevuto dal Cogeaps la “cartella clinica formativa” di ogni singolo iscritto. Voi, come Federazione, avete trasferito queste informazioni agli Ordini. Cosa succederà?Io penso che l’attività svolta dalle Federazioni in questi nove anni sia stato un impegno molto importante che ha portato risultati ragguardevoli. Diciamo che il numero dei medici che ad oggi sono certificabili è aumentato sensibilmente. Se pensiamo ai risultati di due trienni fa e pensiamo ad oggi, insomma, credo che siano notevolmente migliorati. Che cosa bisognerà fare oggi? Abbiamo una norma che dal prossimo triennio condiziona la formazione al raggiungimento di almeno il 70% degli obiettivi per poter continuare ad usufruire della copertura assicurativa. Sicuramente la strada è quella dell’incentivazione. È un percorso che secondo me sta funzionando. La nuova commissione ECM, appena costituita, dovrà affrontare il tema non tanto delle sanzioni quanto dell'incentivazione alla formazione. E a me sembra che questa strada possa in qualche maniera portare a risultati ottimali.

La norma che lei citava lega appunto la formazione alla copertura assicurativa. Chi non ha raggiunto il 70% di credi rischia di essere scoperto…

Noi pensiamo che oggi la professione si possa esercitare in Italia attraverso due sistemi: una è l'abilitazione all'esercizio professionale, l'altra è la certificazione delle competenze. Ecco, la certificazione delle competenze risulta un requisito essenziale, senza il quale ovviamente si hanno delle penalizzazioni. Una delle penalizzazioni, prevista dalla legge, è proprio questa, cioè la perdita della copertura assicurativa se non si raggiunge il 70% del proprio fabbisogno formativo.  



07 ottobre 2022
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