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Convenzioni. FpCgil Medici: “Con Atto d’indirizzo nodi Dl Balduzzi vengono al pettine” 

Secondo il coordinatore della medicina convenzionata della Fp Cgil Medici Nicola Preiti la bozza “è in linea con il Dl Balduzzi. I problemi che avevamo evidenziato sul Decreto li troviamo oggi tradotti nell’atto di indirizzo. E abbiamo la stessa opinione. Era logico aspettarsi che le Regioni volessero scaricare sui medici il peso del Decreto”.

06 DIC - La Fp Cgil Medici si scaglia contra la bozza d'atto d'indirizzo per il rinnovo delle convenzioni. "Non mancano le forzature – afferma in una nota Nicola Preiti, Coord. Naz. Fp-Cgil Medici Medicina Convenzionata -ad esempio con la previsione del rapporto esclusivo. Era fra le righe del decreto ed è un'esigenza implicita del tipo di riorganizzazione, ma si deve discutere, non si può dare per scontata (anzi gratis) prima di iniziare la partita. O con la previsione della sospensione e successiva riconversione delle indennità: se si sospendono chi paga i servizi erogati con esse? La scelta dei due tempi nasconde la volontà delle Regioni di fare cassa”.

“Non si capisce – prosegue Preiti - poi cosa c’entri l’emergenza territoriale con il ruolo unico della medicina generale. Per noi il ruolo unico è sacrosanto e dovrebbe riguardare tutti i medici convenzionati, pediatri e specialisti ambulatoriali. Ma i medici che fanno l’emergenza territoriale sono oggi al 70%-80% dipendenti. Insomma il ruolo unico c’è l’hanno già, è quello della dirigenza”.


Secondo il sindacalista della Fp Cgil Medici “le Regioni purtroppo non sono riuscite a contrastare il Decreto quando era il momento, indebolite politicamente dalle note vicissitudini e dalla incapacità di una visione organica e nazionale della riorganizzazione dell’assistenza territoriale. Ora è bene che facciano chiarezza senza accarezzare l’idea di trasferite tutto il carico sui medici”.

“Avevamo chiesto investimenti – incalza Preiti - , risorse, modifiche normative e dei profili professionali effettivi. Avevamo dettagliato una visione di assistenza territoriale che andasse incontro alle esigenze di sostenibilità del sistema e anche alle moderne necessità assistenziali dei cittadini, richiesto di correlare gli obiettivi di salute, i servizi, con le strutture e le risorse  strumentali, professionali e finanziarie necessarie”.

“Continueremo – conclude - nelle nostre richieste in modo da rendere realizzabile l’h 24 per sette giorni a settimana, valorizzando e non penalizzando i medici”.

06 dicembre 2012
© Riproduzione riservata


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