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Inps e visite fiscali. Petrone (Fimmg): "Lo stop rischia di costare molto caro"

La decisione dell’ente previdenziale di stoppare le visite fiscali d’ufficio rischia di trasformarsi in un vero e proprio boomerang.“Siamo di fronte ad un taglio lineare che produce disoccupati, non fa risparmiare e allenta i controlli. Insomma, un errore perfetto”. Senza contare il pericolo di abusi.

04 MAG - La decisione dell’Inps di sospendere le visite fiscali d’ufficio per l’accertamento della malattia rischia di essere un vero e proprio boomerang economico. “È sufficiente l’aumento anche solo di qualche punto decimale delle assenze per creare un danno economico maggiore rispetto al risparmio che si vuole ottenere”. È questo, tra gli altri, uno degli allarmi lanciato da Angelo Petrone coordinatore della Fimmg Inps. Un calcolo facile come spiega lo stesso Petrone. “L’Inps ha speso nel 2012 un totale per le indennità malattia pari a 2 miliardi l’anno. Il costo delle visite fiscali ammonta a 50 milioni (anche meno se si considerano i soldi di cui rientra l’ente se il paziente per cui si predispone la visita è assente). Saranno sufficienti quindi poche assenze in più per creare più danni economici rispetto alle risorse che si intende risparmiare”.
 
Ma i problemi, oltre a quelli economici sono plurimi. A partire dall’occupazione a rischio per i più di 1000 medici che svolgono attività per conto dell’Inps. E poi c’è la questione legale. “È un dovere – specifica Petrone - dell’Inps fare controlli, lo dice anche una sentenza della Corte costituzionale (n.78/1988)”.

 
“Inoltre – sottolinea il sindacalista Fimmg - l’assenza di controlli su categorie a rischio e l’impossibilità di prevenire abusi può creare seri problemi. Penso ai braccianti agricoli e alle piccole aziende”.
 
Per ora, però, da via Ciro il Grande ancora silenzio. “L’Inps ad oggi non ha ancora risposto – chiosa Petrone – ma è certo che siamo di fronte ad un taglio lineare che produce disoccupati, non fa risparmiare e allenta i controlli. Insomma, un errore perfetto”.  
 
Infine, c’è anche un’ultima questione che riguarda il sistema telematico. “L’intero processo ha subito, di recente, una grande trasformazione grazie al lavoro svolto dal Centro Medico Legale Inps che ha introdotto la modalità telematica di ricezione,compilazione e trasmissione del referto delle Visite Mediche di Controllo Domiciliari, supportata dal data mining e dall’applicativo Savio, già attivo in alcune sedi e che dovrebbe entrare a regime nei prossimi mesi. Ma come? Si fa partire il sistema che dovrebbe servire a snellire le procedure e a migliorare l’efficienza e poi si eliminano le visite”.
 
Insomma, dalla stretta che volle dare l’ex Ministro Brunetta, che con la certificazione di malattia online prospettava un sistema ambizioso di controllo totale alla ‘Grande Fratello’, in pochi anni si è passati invece all’eliminazione delle visite fiscali. E di quel progetto (su cui già lo stesso Brunetta aveva dovuto fare passi indietro), per ora, sembra solo restare l’obbligo per i medici di inviare un certificato on line all’Inps.

04 maggio 2013
© Riproduzione riservata


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