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Blocco contratti. Fp Cida e Cimo: "No a proroga, dipendenti pubblici hanno già pagato"


Per i sindacati, che chiedono al Governo di sospendere la proroga, è del tutto “inaccettabile questo reiterato blocco. I dirigenti, professionisti, quadri delle Pubbliche Amministrazioni hanno già pagato un conto salato sul versante retributivo e su quello di una consistente riduzione delle dotazioni organiche”.

16 MAG - In una nota congiunta Giorgio Rembado, Presidente FP-CIDA e Riccardo Cassi - Presidente CIMO-ASMD si schierano contro il prolungamento del blocco della contrattazione.
 
“Il 3 maggio scorso – si legge nella nota Fp Cida e Cimo Asmd - è stato trasmesso alla Presidenza del Senato e a quella della Camera lo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante “Regolamento in materia di proroga del blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti”. Con tale atto, il Governo Letta, recependo quanto lasciato in eredità dal Governo Monti che aveva predisposto lo schema lasciando al successivo esecutivo di decidere in merito, intende bloccare fino a tutto il 2014 ogni meccanismo di adeguamento degli stipendi, ivi compresa l’erogazione dei previsti incrementi dell’indennità di vacanza contrattuale per il biennio 2013-2014, ed estendere all’anno 2013, per il personale della Scuola, la sospensione della maturazione delle posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici. Vengono altresì bloccate, senza possibilità di recupero, le procedure contrattuali e negoziali ed i conseguenti incrementi economici ricadenti negli anni 2013-2014”.
 
 
 
Ribadendo quanto già espresso nel Comunicato del 1° marzo u.s., la FP-CIDA e la CIMO dichiarano del “tutto inaccettabile questo reiterato blocco: dirigenti, professionisti, quadri delle Pubbliche Amministrazioni hanno già pagato un conto salato sul versante retributivo e su quello di una consistente riduzione delle dotazioni organiche: hanno con ciò già dato il loro contributo per il risanamento economico del Paese”.
 
“Per le categorie – specificano Cassi e Rembado - dei dirigenti, professionisti e quadri, rappresentate dalla FP-CIDA e dalla CIMO, i tagli degli organici a parità di volume di attività complessiva si sono tradotti in una crescita esponenziale delle responsabilità individuali, senza corrispondenti riconoscimenti economici. Tale situazione non potrà mancare di produrre in prospettiva effetti negativi sul buon andamento delle amministrazioni e degli enti pubblici. Il blocco quadriennale della contrattazione, ancor più se ulteriormente protratto, impedirebbe inoltre al confronto negoziale di intervenire con le necessarie manovre perequative a favore di categorie fino ad ora ingiustamente penalizzate”.
 
 
La FP-CIDA e la CIMO chiedono pertanto al Governo e al Parlamento, che ha avviato nei giorni scorsi l'esame del provvedimento, “la sospensione del decreto e l'avvio urgente di un confronto per una revisione delle politiche nei confronti dei pubblici dipendenti, in particolare dei dirigenti e delle alte professionalità, che ristabilisca un clima di serenità nelle pubbliche amministrazioni, a vantaggio di tutta la collettività, con il ripristino di una regolare attività contrattuale, il superamento dei gravi problemi del precariato, la riapertura di itinerari di reclutamento certi nei tempi e nelle modalità”.

16 maggio 2013
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