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Conferenza nazionale Anaao Giovani: "Basta precari. Serve nuova organizzazione del lavoro"

Circa 26 mila medici italiani hanno meno di 40 anni. E per loro il futuro è incerto. Per la prima volta un grande sindacato dà voce e supporto a questa "categoria". Nasce Anaao Giovani e a Bari si svolge la sua Prima conferenza nazionale. Precariato, formazione pre e post laurea, organizzazione del lavoro. Ecco tutte le proposte e gli interventi per cambiare le cose. 

19 GIU - Non ci stanno i giovani medici dell’Anaao. Non solo devono fare i conti con le disfunzioni croniche del Ssn, ma sono costretti anche a misurarsi con altre insidie quotidiane fatte di contratti atipici, turni massacranti, ferie non godute, anzianità negata, maternità a rischio, una limitata possibilità di fare carriera. Un precariato che corre il rischio di diventare eterno. Una giungla nella quale è sempre più difficile districarsi. Per questo hanno deciso di prendere in mano le redini della situazione per mettere un freno ad una deriva pericolosa e diventare protagonisti e artefici dei propri problemi.
 
Ecco quindi che in occasione della Prima conferenza nazionale Anaao Giovani "Insieme per cambiare la sanità", in corso oggi a Bari, hanno passato in rassegna non solo criticità e difficoltà con le quali si confrontano, ma hanno proposto le loro soluzioni a Governo e Parlamento. Perché “vivere il sindacato significa non rimanere estranei agli aspetti politico-gestionali del proprio lavoro, ma confrontarsi e conoscere altre realtà, pensare un cambiamento, faticare per realizzarlo e alla fine poterlo vivere”.

 
Non solo, per indagare il mondo dei camici bianchi under 40 hanno presentato i dati di una survey realizzata con l’obiettivo di comprendere se il modo di vivere e lavorare nel pianeta sanità è lontano o vicino al modo di operare che appartiene ad un sindacato di categoria, e quali suggerimenti cogliere per trasformare l’età anagrafica in consapevole volontà di cambiamento.
Dall’indagine emerge che il contratto atipico è quasi consuetudine nelle fasce di età tra i 25 e 33 anni e come il dato in termini percentuale si pareggi tra il tempo indeterminato e quello determinato con uno scarto di poche unità per tutte queste fasce di età. La distribuzione dei contratti atipici al Nord è del 26.68%, al Centro del 12,43 %, al Sud dell’8,36%, nelle isole 2,25% con una prevalenza del sesso femminile verso il maschile per i contratti atipici (percentuali rispettivamente del 25,37% e del 24,40%).
 
Gli scenari. Sono molteplici le difficoltà dei medici under 40, oltre 26mila professionisti (11.988 uomini e 14.772 donne, secondo i dati 2011 del Conto annuale della Ragioneria dello Stato) con un numero è destinato però a diminuire visto che il trend del quinquennio 2006-2011 ha registrato una flessione significativa (-8,1%). Difficoltà che iniziano sui banchi di una università che non assicura nel una sufficiente ed adeguata formazione pre e post laurea, e proseguono in un mondo del lavoro le cui porte sono spesso chiuse e, quando si aprono, offrono per lo più soluzioni provvisorie fatte di una pletora di contratti atipici (il Conto annuale per il 2011 attesta ad oltre 7.000 i professionisti con contratti di lavoro part time - formazione lavoro - apprendistato - lavoro temporaneo - lavoro a progetto - collaborazione occasionale - collaborazione coordinata e continuativa), di breve durata e di lungo corso.
 
Sono principalmente quattro le questioni per le quali Anaao Giovani chiede un intervento urgente:
 
1. SOLUZIONI POLITICHE E LEGISLATIVE PER COMBATTERE PRECARIATO E CONTRATTI ATIPICI
 
Precariato medico significa futuro incerto, discriminazione civile, diritti sospesi.
Precariato medico significa “mancata formazione ospedaliera”, ossia l’esatto opposto di quell’ospedale di insegnamento ipotizzato dalla riforma della sanità del 1992.
Precariato medico significa assenza di continuità assistenziale omogenea, nelle diverse unità operative.
Precariato medico significa impossibilità di trasmissione del know how professionale da una generazione all’altra.
E’ urgente rispondere alla forte aspettativa di stabilizzazione del posto di lavoro in modo uniforme ed omogeneo senza differenze regionali, con il riconoscimento delle esperienze acquisite per superare qualsiasi forma di contratto atipico.
Chiediamo di regolamentare le forme di lavoro precario fornendo le tutele basilari al lavoro e garantendo gli stessi istituti contrattuali del tempo indeterminato.
Ma soprattutto prevedendo l’esistenza di una sola tipologia di contratto a tempo, che possa rappresentare l’apripista ad un’assunzione stabile, in dipendenza della produttività e del merito.
 
 
2. CAMBIARE LA FORMAZIONE PRE LAUREA
È necessario rinnovare ed adeguare il percorso formativo degli studenti in medicina italiani agli standard europei, sin dalla formazione pre laurea e dall’esame di abilitazione.
Anaao Giovani propone:
- un tirocinio professionalizzante strutturato durante il corso di laurea, il cui obiettivo sia quello di acquisire specifiche professionalità anche pratiche nel campo della medicina interna, chirurgia generale, pediatria, ostetricia e ginecologia, nonché di specialità medico-chirurgiche
- la riforma dell’Esame di abilitazione alla Professione Medicada svolgersi all’interno del percorso di studio dei sei anni di medicina.
 
In questo modo parte dei tirocini (almeno 6 mesi) svolti in maniera uniforme e verificabile in tutti gli atenei, verrebbero a costituire la parte pratica dell’esame, acquisendo un valore aggiunto e, prima della discussione di laurea, come già accade per le professioni sanitarie (D.M. 14.09.1994), lo studente/futuro medico-chirurgo dovrebbe sostenere con successo la prova pratica di inquadramento diagnostico-terapeutico del caso clinico.
 
3. CAMBIARE LA FORMAZIONE POST LAUREA
 
E’ urgente che Ministero della Salute, Ministero dell’Università e Regioni stendano un piano operativo che partendo dai fabbisogni specialistici attuali e dalle previsioni specialistiche del 2020, tenendo conto della riduzione del numero di posti letto, della riorganizzazione dei servizi territoriali, delle curve pensionistiche e delle modifiche socio demografiche della popolazione:
 
a)   definisca il numero degli specialisti necessari per singola Regione, con cadenza biennale, rimodulandolo prima (e non dopo) della comparsa di criticità;
 
b)   ridetermini gli accessi a Medicina in percentuale non più annuale, ma triennale o quinquennale, evitando che le Università compensino la riduzione Fondo di Finanziamento Ordinario, utilizzando la programmazione come strumento;
 
c)   riveda il Dlgs 368/99, trasformando il contratto di formazione specialistica per i medici in formazione in contratto di formazione/lavoro;
 
d)   inserisca gli specializzandi (a partire dal 3° anno di specialità) negli ospedali;
 
e)   provveda alla tutela dei lavoratori atipici e precari ridefinendo le forme contrattuali in termini di tutela dei lavoratori.
 
I cambiamenti richiesti avrebbero un impatto positivo su molteplici aspetti professionali:
1) ridurrebbero il precariato medico, eliminando specialisti non richiesti dal moderno mercato sanitario;
2) impedirebbero alle leggi finanziarie di aggiungere ogni anno caos a caos: carenze di personale a carenze di personale;
3) aumenterebbero il periodo di contribuzione pensionistica consentendo ai medici dipendenti di raggiungere il massimo della anzianità contributiva;
4) consentirebbero di razionalizzare, a livello nazionale, ma soprattutto regionale, le strutture specialistiche ospedaliere, contenendo le liste di attesa;
 
4. PENSARE E REALIZZARE UNA NUOVA ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
È urgente una nuova organizzazione del lavoro in sanità che garantisca:
- maggiore attenzione alle esigenze di genere: prevedere un periodo di tutoring al rientro dopo la maternità o una lunga assenza e la possibilità di accorpare l’orario di lavoro concentrandolo in un numero di giorni inferiore;
- maggiore attenzione alla conciliazione dei tempi casa lavoro: prevedere particolari forme di flessibilità degli orari e dell’organizzazione;
- maggiore applicazione dei CUG nelle aziende sanitarie, importante strumento di consultazione e verifica dell’organizzazione del lavoro non ancora applicato nella maggior parte della Aziende.
- Comitati Unici di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni rappresentano, soprattutto per i giovani, uno strumento importante da utilizzare in caso di inadeguati carichi di lavoro, di impedimento nello svolgimento della propria attività professionale, di uso improprio del suo contratto (ad esempio co.co.co. che vengono inseriti nei turni di guardia);
- adeguamento di standard ospedalieri e formazione dei medici ai livelli europei per continuare a mantenere un sistema sanitario pubblico nazionale competitivo.
 
Ecco gli interventi integrali dei medici dell'Anaao Giovani alla Conferenza:

Giovani Medici e il Sindacato: i risultati della survey 
 
L’accesso al mondo del lavoro in Italia e in Europa - Eleonora Albanese
Contratti atipici: analisi e proposte - Pierino Di Silverio
Verso una nuova organizzazione del lavoro - Alessandra Spedicato
Formazione pre laurea: cosa deve cambiare? - Pierino Di Silverio
Formazione post-laurea - Domenico Montemurro
Carichi di lavoro: qualcosa che tutti devono conoscere - Dario Amati
L’assicurazione RCP: cosa fare quando accade un sinistro? - Angelica Parodi
Una esperienza sul campo. Riflessioni di un giovane Anaao - Chiara Rivetti

19 giugno 2013
© Riproduzione riservata


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