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Sip: "Negare assistenza a figli immigrati irregolari incide su efficienza sistema"

In merito alla decisione della Lombardia, la Società italiana di pediatria sottolinea che "garantire il diritto alle cure primarie ai gruppi più vulnerabili non significa solo ridurre le diseguaglianze sociali, ma anche migliorare l’efficienza sanitaria". 

11 LUG - "Una decisione in contrasto con le principali norme nazionali e internazionali a tutela della salute del bambino e che rischia di avere anche ricadute negative in termini di efficienza sanitaria". Questo il commento della Società Italiana di Pediatria (Sip), in merito alla scelta del consiglio regionale della Lombardia sull'assistenza pediatrica per i figli di immigrati irregolari.

“Garantire il diritto alle cure primarie ai gruppi più vulnerabili non significa solo ridurre le diseguaglianze sociali, ma anche migliorare l’efficienza sanitaria - afferma il residente della Società Italiana di Pediatria, Giovanni Corsello - L’accesso  del minore non regolare all’assistenza del pediatra di libera scelta permetterebbe infatti una più efficace attività di prevenzione e di diagnosi precoce, riducendo significativamente l’utilizzo improprio  dei  Pronto Soccorso, i ricoveri ospedalieri  e le complicanze croniche, con conseguente minor onere a carico della  spesa sanitaria pubblica”.

Molte regioni italiane (Lazio, PA Trento, Puglia, Liguria, Campania, Friuli Venezia Giulia)  hanno recepito con atto formale l'Accordo Stato-Regioni e P.A. siglato nel dicembre 2012 che sancisce il diritto al pediatra di libera scelta anche per i minori figli di extracomunitari non in regola con il permesso di soggiorno. “Ci auguriamo – afferma il Presidente della Sip, sezione regionale Lombardia Gianvincenzo Zuccotti -  che anche la Lombardia recepisca l’Accordo, superando le difficoltà burocratico-amministrative e garantendo così ai minori irregolari che vivono nel nostro territorio quanto già avviene in altre regioni”.

11 luglio 2013
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