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Rinnovo contrattuale. Carbone (Fials): "La parte normativa non basta, serve anche quella economica"

Il sindacalista ha quindi espresso "la massima disponibilità" a un confronto "serrato" per "dare ai dipendenti motivazioni con un contratto normativo ed economico che sia strumento di innovazione nella pubblica amministrazione. Anche per fare girare l’economia nel nostro Paese”.

10 GEN - “Un soddisfacente incontro per la ripresa del confronto per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro per il comparto unico Regioni-Sanità”. Questo il commento del Segretario Generale della Fials, Giuseppe Carbone, dopo l’incontro, presso la Conferenza delle Regioni e delle province autonome a Roma, voluto dal Presidente del Comitato di Settore per il Comparto Regioni-Sanità, Claudio Montaldo e tutte le organizzazioni sindacali rappresentative sia del personale che della dirigenza delle regioni e del servizio sanitario nazionale.

Nell’aprire il confronto sindacale sulle posizioni espresse dal Presidente del Comitato di Settore, la Fials, “pur apprezzando positivamente il momento significativo promosso dal Presidente Montaldo che vede, per la prima volta, insieme tutti i sindacati di categoria della sanità e delle regioni come le confederazioni di riferimento”, chiarisce preliminarmente “il diritto” al rinnovo contrattuale per i dipendenti “che non può essere solo per la parte normativa ma, così come definito dall’art. 40 del d.l.vo 165/2001, la vigenza normativa deve essere coincidente con quella economica”.


Rimane questa “una forte pregiudiziale politica” della Fials per l’avvio del confronto. “Il contratto – spiega Carbone - deve rimanere triennale (2013-2015) per la parte normativa e quella economica pur con una eventuale possibilità di un distinguo temporale per quella economica dal 2005, fermo restando il recupero economico, a partire dal 2014, incidendo fortemente sul taglio degli sprechi per liberare risorse economiche per migliorare il sistema sanitario pubblico e le motivazioni del personale del Servizio Sanitario Nazionale. La necessità nel contratto di introdurre meccanismi che vadano a recuperare risorse economiche nell’ambito di una gestione più corretta, ma soprattutto, introdurre la - questione etica e morale - nel Servizio Sanitario come nelle Regioni. Un nuovo sistema di relazioni sindacali che preveda confronti mirati all’eliminazione degli sprechi, alla rimodulazione dei servizi e delle prestazioni, mantenendo i livelli essenziali di assistenza in un’ottica di discontinuità rispetto all’attuale”.

“A livello di contratto nazionale necessita - a parere della Fials - stabilire la obbligatorietà a livello di singola azienda ed ente di confronti vincolanti con le OO.SS. con un ruolo, per quest’ultimi, anche, di ‘misurare’ e non ‘controllare’ come si spende per definire assetti organizzativi diretti all’ottimizzazione delle risorse finanziarie, strumentali ed umane e definire ed individuare, in concertazione, quanto si intende recuperare economicamente ogni anno, a partire dal 2014, e poi fissare dei precisi obiettivi di risparmio, proporzionali all’entità degli sprechi registrati ed individuati in ogni singola azienda o ente e stabilire la parte delle economie, conseguite con risparmi sui costi di funzionamento, da destinare ai fondi contrattuali del personale dipendente del Servizio Sanitario Nazionale e come investimento nella sanità. Come nel privato, dunque, definire piani industriali aziendali, da costruire insieme alle rappresentanze sindacali, per garantire il miglioramento dei servizi e il recupero di risorse economiche nei contratti aziendali e definire assetti organizzativi diretti all’ottimizzazione delle risorse finanziarie, strumentali ed umane e per quest’ultime, infine, definire gli standard minimali, specie per le professioni sanitarie, in rapporto ai carichi di lavoro (posti letto, ecc.). Sono questi elementi imprescindibili per dare una motivazione ai dipendenti e per introdurre nel contratto concetti di produttività, efficienza ed efficacia”, prosegue Carbone.

Rimane “prioritario”, infine, per la Fials, “non rimettere in discussione accordi già definiti come quello dell’aprile 2011 sulla necessità di un accordo quadro presso l’ARAN per definire un sistema di relazioni sindacali con un deciso distinguo da quello introdotto dalle norme Brunetta specie sull’organizzazione del lavoro, sugli atti unilaterali delle Amministrazioni in materia di accordi integrativi non definiti e prerogative dirigenziali, e ridare al sindacato il ruolo che gli appartiene di soggetto negoziale e non di sola informativa”.

“Su questi aspetti – conclude Carbone - vi è la massima disponibilità della Fials ad un confronto serrato negoziale per dare ai dipendenti motivazioni dopo la riduzione di personale, mancanza di turn-over e blocco contrattuale, con un contratto normativo ed anche economico quale strumento di innovazione nella pubblica amministrazione per fare girare, anche, l’economia nel nostro Paese”.

10 gennaio 2014
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