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Giovani medici. Parte la campagna Anaao Giovani contro lo smantellamento del Ssn

Per sensibilizzazione i colleghi e i cittadini, i giovani medici dell’Anaao organizzeranno assemblee in tutti gli ospedali. “Chiediamo al Governo di mettere in primo piano la questione giovanile, del precariato, della responsabilità in sanità e della progressiva denigrazione della professione medica”.

21 MAR - “La misura è colma. Ci opponiamo al progressivo smantellamento del Ssn”. Così l’Anaao Giovani ha annunciato oggi il lancio di una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei medici e dei cittadini attraverso l’organizzazione, nelle prossime settimane, di assemblee in tutti gli ospedali.

“Nonostante i dati confortanti pubblicati dall’Istat sull’indice di produttività del sistema Sanità Pubblica – spiegano i giovani medici dell’Anaao in una nota -, le forze di chi ci lavora, compresi i dirigenti medici, sono in esaurimento. Vengono chiesti ulteriori sforzi, sia lavorativi che economici, mentre le risorse destinate, anche alla formazione, sono state decurtate in modo selvaggio tagliando i posti disponibili nelle scuole di specialità. In questo modo si impedisce di fatto che i medici in formazione possano garantire un adeguato turn-over per sostenere l’emorragia dei medici in uscita dal mondo lavorativo. E’ dunque in atto una aggressione deliberata alla categoria dei medici, soprattutto giovani, che ogni giorno e notte contribuiscono a mantenere alti i livelli di assistenza sanitaria, nonostante le sempre più esigue risorse, in un Paese che sembra dimenticarsi di loro”.


Per l’Anaao Giovani, “un giovane che decide di iscriversi a medicina, spinto da ottimi propositi, deve sapere che:
•         la formazione professionale sarà tutta caricata sulle sue spalle;
•         non avrà sicuro accesso alle scuole di specialità ed al mondo del lavoro;
•         potrebbe essere giudicato come un criminale, anche quando cercherà di fare con scienza e coscienza il suo lavoro per il bene del paziente ed essere vittima di assurde richieste di risarcimento, con la aggravante di premi assicurativi sempre più esorbitanti;
•         se avrà la fortuna di trovare un lavoro, quasi certamente “atipico”, è destinato ad una vita di precariato, senza diritto a riposi sufficienti, visto che il nostro Paese non si è adeguata alla normativa europea tanto che è stata avviata la procedura di infrazione;
•         quando andrà in pensione vedrà decurtato di almeno il 50% il suo ultimo stipendio.
Insomma deve sapere che non ha diritto ad un futuro. Con l’alibi della crisi, un giovane medico, è spesso costretto ad emigrare per vedere riconosciute le sue legittime aspirazioni”.
 
Per l’Anaao Giovani “le giustificazioni dei governi nazionali e regionali, che pongono come causa di questo dissesto motivi esclusivamente economici, non sono più accettabili. Non si considera che l’Italia spende per la salute dei cittadini molto meno, in rapporto al PIL, di molti altri paesi europei, proponendo tagli sconsiderati solo sulla pelle dei cittadini e degli operatori sanitari compresi i medici”.

Per questo i giovani medici dell’Anaao dicono “basta” e chiedono “al nuovo Governo di mettere in primo piano la questione giovanile, del precariato, della responsabilità in sanità e della progressiva denigrazione della professione medica, argomenti non dissociabili dal costituzionale diritto alla salute”.
 

21 marzo 2014
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