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Stipendi medici. Intervista a Troise (Anaao): “Apprezziamo parole Lorenzin, ma vogliamo i fatti”

Il leader dell'Anaao chiede certezze sull'esclusione dei medici dal taglio degli stipendi dei manager. Preoccupazione anche per il un blocco dei contratti paventato col Def. Confermato lo stato di agitazione e lo sciopero di 72 ore entro maggio. “Difenderemo la sanità pubblica e i professionisti che di giorno e di notte operano per garantire un diritto”.

11 APR - “Apprezzo e rispetto il parere e le parole del ministro della Salute, ma credo che non sia sufficiente per far stare i medici tranquilli e sereni. Le voci sui tagli agli stipendi dei medici si rincorrono e i confini dell’intervento del Governo sono vaghi. Non si conosce la platea a cui è rivolto, né il quantum né il tempo. Né si riesce a capire se riguardano i dirigenti pubblici o i dipendenti pubblici, e dunque in che modo possano coinvolgere anche i medici. In assenza di ulteriori voci di Governo che in maniera ufficiale sostengano la tesi di Lorenzin, noi non possiamo fidarci”.

È questa la posizione di Costantino Troise, segretario nazionale dell’Anaao Assomed, in risposta alle rassicurazioni espresse dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che in una intervista al nostro giornale aveva escluso i medici dal taglio degli stipendi previsti per i manager.

Troise si dice dunque preoccupato di eventuali e ulteriori penalizzazioni che potrebbero colpire i professioni che, evidenzia, “oggi mantengono in piedi il Ssn in crisi profonda, garantendo, in una situazione di profonde difficoltà economiche e sociali, l’accesso alle cure dei cittadini e già dal 2009 hanno contribuito in molte forme al risanamento dei conti dello Stato”. Professionisti che, aggiunge Troise, “sono sottoposti a vincoli contrattuali, quindi decisi dal Governo”.


Tra i medici, ha spiegato il segretario dell’Anaao Assomed, permane dunque un “senso di insicurezza diffuso, perché già altre volte abbiamo avuto brutte sorprese”. Neanche il pugno duro dimostrato da Lorenzin contro i tagli del Fondo sanitario nazionale confortano Troise: “Ma ha portato dei risultati? Anche sul Fondo sanitario nazionale mi sembra ci sia ancora tanta incertezza”.

“Io – ha ribadito Troise – sono molto grato a Lorenzin per alcune sue posizioni a tutela del Ssn e dei professionisti. Avere un ministro che porta avanti alcune delle nostre istanze non è cosa da poco conto. Ma purtroppo questo non è sufficiente a vedere realizzate tale istanze”.

Insoddisfazione, da parte di Troise, anche sul Def. “Eravamo stati profetici a dire che la proroga del blocco dei contratti del pubblico impiego per il 2014 si trattasse di una proroga sine die. Un blocco che non ha alibi, sia perché il pubblico impiego ha perso in questi anni 400 mila posti di lavoro e relativa spesa per il personale, sia perché la forbice tra pubblico e privato, con il vantaggi del primo rispetto al secondo, si è annullato”.

Troise sottolinea come, peraltro, i contratti “non sono solo una fonte di spesa ma anche uno strumento di Governo. E si tenga presente che nel pubblico impiego ci sono settori delicati, come la sanità, l’istruzione, la sicurezza. Se il Governo rinuncia ai contratti – sostiene dunque Troise - vuol dire che rinuncia a innovare attraverso forme di partecipazione, pensando di poter decidere dall’alto come la macchina amministrativa vada meglio finalizzata. Ma al momento a noi non è chiaro in base a quale idea e modello di sanità si stiano facendo i conti. Non siamo neanche sicuri che il Governo sia consapevole dello stato di criticità in cui versa il sistema sanitario nazionale, tanto meno riusciamo a comprende in che modo voglia intervenire”.

I medici, dunque, confermano lo stato di agitazione e si preparano allo sciopero di 72 ore annunciato entro il mese di maggio. “Ribadiamo l’intenzione di aprire una battaglia per la difesa della sanità pubblica insieme a quella dei professionisti che di giorno e di notte operano per garantire un diritto”.

11 aprile 2014
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