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Speciale: la #sanità twitta a @matteorenzi. De Palma (Nursing Up): “Infermieri sono fondamentali per garantire il diritto alla salute”

Per il presidente del sindacato degli infermieri, tuttavia, il sistema oggi è “sterile di provvedimenti normativi e di rinnovi contrattuali favorevoli” e l’unica risposta è quella che arriva dal sindacato. Ecco le iniziative del Nusing Up per “restituire dignità umana" agli infermieri.

29 APR - “Un quotidiano serio come il Vostro interpella le varie associazioni di categoria per conoscere le loro opinioni relativamente alla manovra appena varata dal governo ed i problemi specifici dei gruppi rappresentati (nel nostro caso quello degli infermieri) nonché le istanze e le proposte per risolverli. Bene, questa volta, la nostra risposta sarà diversa, per non cadere nella retorica di temi che comunque ci stanno a cuore e per i quali combatteremo in ogni sede, vogliamo dire cosa un sindacato può fare in prima persona, in piena crisi economica, per i propri associati”. Esordisce così, Antonio De Palma, presidente Nursing Up, in risposta alla nostra richiesta di commentare in che modo l’assenza di tagli nella manovra recentemente approvata dal Governo Renzi sia sufficiente o meno a risolvere i tanti problemi della sanità italiana.

Il primo punto su cui pone l’attenzione De Palma è il contratto. “A dettare legge, da anni, in materia di pubblico impiego sono: la spesa pubblica, le risorse finanziarie insufficienti, i tagli o, come va di moda dire oggi, la spendig review. In sanità l’unica apertura in materia di rinnovo dei contratti sembra essere, oggi, quella di un nuovo contratto a costo zero ma che significa davvero rinnovo a costo zero? Questa espressione non descrive soltanto il fenomeno del mantenere inalterate le retribuzioni bensì, non prevedendo aumenti, porta inevitabilmente a congelare la posizione del dipendente della sanità pubblica che, per anni, non potrà avanzare pretese pur non avendo ottenuto alcun aumento ed inoltre mira a non consentire il turn over tra chi esce dal mondo del lavoro e chi dovrebbe essere assunto portando inesorabilmente, da un lato a chiedere un ulteriore e maggiore sforzo agli infermieri in servizio, e dall’altro a ridurre l’efficacia dell’intero Servizio Sanitario Nazionale e tutto ciò conduce a pagare un prezzo in termini di minor salute per il cittadino”, afferma il presidente del Nursing Up.


“Il lavoro in Sanità – prosegue De Palma - è di per sé estremamente delicato in quanto è parte dell’organizzazione attraverso il quale lo Stato garantisce la salute al cittadino e, per questo, non può rispettare leggi di mercato ma dovrebbe necessariamente rispondere ad un bisogno primario dell’uomo salvaguardato dalla nostra Costituzione; ridurre il numero dei lavoratori in sanità, non adeguare le retribuzioni al costo della vita, non investire nel personale sanitario porta inevitabilmente a non garantire adeguatamente il diritto alla salute di ogni cittadino”.

Per il Nursing Up è allora necessaria una risposta “rivoluzionaria per rispondere ai bisogni degli infermieri italiani, direttamente, sostenendone i costi, quasi a volere supplire alle mancanze del sistema ed al deficit di potere contrattuale a seguito della mancanza di risorse economiche pubbliche”.

In particolare De Palma sottolinea come il sindacato garantisca “gratuitamente Polizza RC Professionale colpa grave; Polizza Tutela legale; una vera e propria Centrale Nazionale di Assistenza "dedicata"  per assistenza alla persona ed alla propria abitazione ed alla propria persona (esempio: consulto medico telefonico, invio e pagamento per emergenze di idraulico, elettricista, fabbro, vetraio, tecnico del gas, sostegni in casa in ipotesi di infortunio o post ricovero); la formazione intesa non solo come aggiornamento ma come crescita culturale; adesione gratuita all'Ente ENAIOS (Ente Nazionale Assistenza Infermieri ed Operatori della Salute) società di mutuo soccorso”.

Restano però, tra gli altri, “due problemi fondamentali del modo infermieristico. Il primo – spiega De Palma – riguarda un tema molto dibattuto negli ultimi anni ed anche negli ultimi giorni ossia la polizza colpa grave dell’infermiere. Ci riferiamo in particolare alla concreta possibilità che il professionista commetta  errori o finisca, suo malgrado, in qualche indagine in conseguenza del fatto di far parte di una equipe dove un medico o un altro infermiere hanno commesso o si sospetta abbiano commesso qualche errore. Da anni il Nursing up raccoglie, sia attraverso le testimonianze dirette degli infermieri su questo tema e sia attraverso i mezzi di informazione di massa, tutte le notizie sull’argomento ed ha costruito una banca dati in modo da poter studiare il fenomeno con un approccio scientifico. I casi concreti per i quali  alcuni componenti del personale medico e sanitario , in Italia, sono finiti sotto indagine anche penale sono moltissimi e molto variegati, in estrema sintesi i casi più gravi si registrano quando vi e’ sospetto di omicidio colposo ma anche quando un paziente incolpa il personale sanitario per lesioni, prescrizioni o cure sbagliate, leggerezze durante un ricovero, sviste che possono portare a conseguenze gravissime per il paziente. Negli ultimi anni poiché si è incrementata la percezione da parte di tutte le categorie sociali della cosi - detta ‘medical malpractice’ è di conseguenza proporzionalmente aumentata la propensione all’avvio di cause che mirano a confermare una sempre maggiore responsabilità civile e penale dell’operatore sanitario; quest’ultimo nell’immaginario collettivo ed, a volte a torto altre volte a ragione, è sempre più responsabile di episodi di malasanità e per questo sempre più spesso oggetto di azioni legali. Ciò che è realmente cambiato – prosegue De Palma - è che i pazienti non subiscono più passivamente le decisioni e le azioni di medici e del personale sanitario ma anzi se vi è qualche sospetto che essi abbiano commesso errori, avviano con molta più frequenza e facilità che nel passato una causa giudiziale. Il fenomeno in Italia, negli ultimi anni, ha preso dimensioni impressionanti e senza entrare nel merito delle conseguenze sistemiche che hanno portato addirittura a  quella che viene definita “medicina difensiva”, per quel che qui più interessa, rischia di minare la serenità degli infermieri durante la propria attività lavorativa e per certi versi la loro tranquillità nella vita perché si rischia di affrontare una realtà dove ogni giorno può arrivare un avviso di garanzia o un invito a comparire come persona informata dei fatti ecc.”.

“Oggi l’infermiere – spiega ancora De Palma -, pubblico dipendente, grazie a quanto previsto dal contratto collettivo e’ tutelato dall’Azienda sanitaria per quanto riguarda la colpa lieve ma non lo e’ in caso di colpa grave ed anzi in questo, proprio a norma di legge, non può essere assicurato per il tramite dell’ Asl di competenza (ciò è vietato nel nostro attuale Ordinamento) quello che dovrebbe fare per avere una copertura, sarebbe di provvedere con le proprie risorse ed autonomamente. La colpa grave e’  una grave negligenza, imprudenza, imperizia o anche una grave inosservanza di leggi o dei regolamenti che il dipendente pubblico può porre in essere; se ci si viene a trovare in queste circostanze  e viene realizzato un danno erariale (quindi un danno economico dell’Asl per la quale si lavora), la Corte dei Conti apre un procedimento che mira ad accertare la responsabilità a carico dell’infermiere coinvolto, e contestualmente la sussistenza o meno della colpa  grave nell’operato del dipendente stesso.  Se dovesse essere individuata la presenza di colpa grave, il dipendente pubblico è personalmente responsabile del danno economico causato all’Ente e quest’ultimo si rivarrà sul collega".
 
"Si badi bene - sottolinea il presidente del Nusing Up - che qui non si sta esagerando. Avendo raccolto testimonianze dirette o giornalistiche,  emerge, nella stragrande maggioranza dei casi, che nelle indagini finiscono inevitabilmente, a vario titolo, tutti gli attori che erano presenti in quel momento, in quel reparto o in quella sala operatoria o in quel pronto soccorso e che a vario titolo si sono interfacciati con un paziente che poi ha , per le più svariate ragioni, avanzato direttamente o nel peggiore dei casi tramite i propri cari, pretese giudiziarie per ottenere giustizia a fronte di sospetti errori umani dei professionisti che l’hanno o che l’avrebbero dovuto curare. Poco importa, al paziente, che si tratti di incapacità del personale sanitario medico e non o di carenza strutturale dei servizi negli ospedali, perché spesso questi casi diventano cause giudiziarie e tutti gli operatori coinvolti sono chiamati a chiarire la loro posizione.  Dunque, il rischio di commettere errori o anche solo di dover sostenere un processo anche penale e nel peggiore dei casi di essere condannati a spese di risarcimento che arrivano a cifre altissime, spesso proibitive per la quasi totalità degli infermieri, è concreto ma nello stesso tempo, il SSN non può stipulare polizze perché sarebbero nulle.  Un profano della materia risolverebbe presto il problema suggerendo semplicemente di stipulare una polizza individuale, ma anche questa soluzione non e’ così agevole. Non basta che l’infermiere si rechi dal proprio assicuratore o in una qualsiasi agenzia o che faccia una ricerca in internet, per trovare coperture standard dal rischio Colpa grave durante la propria attività lavorativa e questo perché: - la materia è estremamente complessa e le clausole da analizzare innumerevoli, - poche  compagnie accettano di assicurare questo rischio, - per coperture congrue occorre pagare premi elevatissimi”.

“Il primo punto – prosegue De Palma - riguarda la complessità della materia e le clausole tipiche di queste polizze ed in questo il Nursing Up ha una esperienza che difficilmente trova dei pari in Italia e questo perché da anni stipula polizze Responsabilità civile Colpa grave per i propri associati e da anni si migliora da una scadenza all’altra grazie alla sperimentazione, alle conoscenze che acquisisce nella materia, al sempre maggiore potere contrattuale nei confronti delle Compagnie. Sfidiamo qualunque profano a scegliere una polizza senza conoscere termini tipici di questa tipologia di coperture come ‘claims made’ o senza identificare bene cosa si intenda per apertura sinistro, quando l’apertura del sinistro sia possibile  o senza verificare che il massimale individuale non nasconda anche massimali collettivi, e poi c’è il diritto di recesso, adeguamento del premio, spese legali correlate, pregressa, postuma, diritto di rivalsa,  carenza, franchigia relativa o assoluta e tanti, tanti altri aspetti giuridico - contrattuali che meriterebbero l’attenzione di uno specialista prima di sottoscrivere una polizza. Per quanto detto sopra, una polizza sottoscritta  senza la giusta attenzione e la giusta preparazione  potrebbe rivelarsi inutile in caso di bisogno”.

Il secondo punto “riguarda il fatto che poche compagnie accettano questo rischio e ciò  , in relazione al decuplicarsi dei rischi, ovviamente di fronte allo scenario di crescita delle cause e delle richieste di indennizzo, il mercato assicurativo, specialmente per quanto riguarda le Compagnie italiane, ha preferito orientarsi su altri business ed allontanarsi il più possibile  dal rischio Sanità. Restano alcune grandi Compagnie straniere e pochissime del nostro Paese ma va considerato che, sempre in virtù della esperienza, il Sindacato Nursing up ha notato  che le Compagnie straniere, pur essendo colossi di primo piano nel panorama mondiale e pur essendo assolutamente serie ed affidabili, spesso contengono clausole di diritto straniero che mal si adeguano alle esigenze degli infermieri ed in generale del personale sanitario del nostro Paese. Il terzo punto è ovvio, se un singolo infermiere, con le premesse di cui sopra, magari consigliato da chi è più esperto in campo assicurativo, trova la polizza adatta e degna di soddisfare il proprio  bisogno, dovrà pagare, inevitabilmente, un premio molto elevato e di questi tempi ogni risparmio è prezioso”.

“In questo scenario – prosegue De Palma -, il Nursing Up, da anni, e con sempre maggiore competenza ed efficacia garantisce la polizza rc professionale colpa grave ai propri iscritti gratuitamente e  per l’anno  2014 , ad esempio, la Compagnia scelta è mReale Mutua Assicurazioni e ciò dopo essersi confrontato con i più grandi broker e Compagnie a livello mondiale. La scelta è stata dettata dalla capacità delle mutue assicuratrici di comprendere molto meglio delle altre Compagnie le esigenze che il nostro sindacato avanzava per i propri iscritti e per la flessibilità di approvare condizioni per noi inderogabili nell’ottica di dare una “coperture vera” in caso di bisogni agli infermieri. Torniamo al tema della presente trattazione, un sindacato che non avrebbe potuto ottenere un contratto collettivo nazionale che concedesse agli infermieri del SSN un’indennità che consentisse loro di dotarsi di una polizza assicurativa, ha risparmiato risorse dell’associazione da altre attività per indirizzarle verso questo bisogno. L’infermiere in questo modo non ha solo un’ottima polizza ma non ha dovuto sceglierla, non ha dovuto scontrarsi con un sistema estremamente complesso, non ha dovuto pagare nulla, non ha solo ottenuto da un sindacato una indennità , che il contratto gli avrebbe dovuto garantire, ma anche un servizio di consulenza nella scelta più opportuna. Ciò è stato possibile per la strategia propria di questo Sindacato, per la grande attenzione ai bisogni reali degli infermieri più che alle chiacchiere di Palazzo ed alle lamentele sterili ; le risorse si usano la dove sono utili e si usano con efficienza, efficacia e produttività e solo dopo che ci si è creati una cultura sulla materia, in modo da far proprie le conoscenze necessarie alle scelte più opportune. A quanto sopra si somma ovviamente il potere contrattuale (inteso come forza nel mercato privato) che ha un’associazione che si presenta agli stakeholders per chiudere accordi non per una sola persona ma per qualche migliaia di individui e che paga in proprio il prezzo, ovviamente questo consente di ottenere premi di gran lunga inferiori a quelli che un singolo infermiere otterrebbe da una Compagnia assicurativa”.
 
Dunque, secondo il presidente del Nusing Up, “in assenza di miglioramenti contrattuali e nel totale deserto sotto il profilo di nuovi e innovativi interventi in termini di Welfare, il Nursing up ha cercato di dedicare, agli infermieri, servizi che consentissero di intervenire direttamente su bisogni altrimenti lasciati a spese degli stessi o peggio ancora lasciati senza soddisfacimento. Quando alle difficoltà economiche si sommano gravi problemi di salute derivanti da infortunio o malattia o nei casi ancor più gravi di  decesso del membro famigliare dal quale deriva parte o spesso l’unica fonte di sostentamento è chiaro che la situazione precipita in condizioni di disagio tali da condurre, a volte, anche a scelte inenarrabili pur di sottrarsi a tale realtà. Ma come può un sindacato intervenire direttamente anche in queste situazioni, sostituendosi o implementando ancora una volta il welfare senza pesare sulle finanze pubbliche? Bene un modo si è trovato ed è una scelta che segna l’inizio di un percorso senza pari nel mondo sindacale. Il Nursing up si è fatto promotore in tutto e per tutto della costituzione di una Società di Mutuo soccorso: l’Ente Nazionale Assistenza Infermieri ed Operatori della Salute, questo ente è nato nel Novembre del 2013 ed è regolarmente iscritto in camera di commercio”.

“Le società di mutuo soccorso – sottolinea De Palma - sono enti con personalità giuridica, non hanno scopo di lucro e perseguono invece finalità d interesse generale sulla base del principio costituzionale di sussidiarietà, attraverso l’esclusivo svolgimento, in favore dei soci, di una o più delle seguenti attività: 1)  erogazione di trattamenti e prestazioni socio-sanitarie nei casi di infortunio, malattia ed invalidità al lavoro, nonche’ in presenza di inabilità temporanea o permanente; 2) erogazione di sussidi in caso di spese sanitarie sostenute dai soci per la diagnosi e la cura delle malattie e degli infortuni. 3) erogazione di servizi di assistenza familiare o di contributi economici ai familiari dei soci deceduti. 4) erogazione di contributi economici ee di servizi di assistenza ai soci che si trovino in condizione di gravissimo disagio economico a seguito dell’improvvisa perdita di fonti reddituali personali e familiari e in assenza di provvidenze pubbliche. 5) promozione di attività di carattere educativo e culturale dirette a realizzare finalità di prevenzione sanitaria e di diffusione dei valori mutualistici”.

“Anche solo leggendo le attività potenzialmente erogabili dalle società di mutuo soccorso derivanti dai provvedimenti normativi della Legge 15 Aprile 1886 n. 3818 poi modificata dall’articolo 23 del D.L.18 Ottobre 2012 n. 179 – secondo De Palma - appare immediatamente chiaro quale fosse la ragione per il quale il Nursing up ha fortemente voluto e di fatto ha consentito la costituzione dell’Enaios. La novità sta, ancora una volta, nell’essersi costruito in casa e su misura , un modello senza pesare sulla collettività, nell’essersi dedicato anima e corpo alla ricerca della soluzione migliore, nell’aver risparmiato risorse la dove sarebbero state sprecate per veicolarle verso un progetto ambizioso, innovativo, pieno di sfide ma anche di soddisfazione per chi rappresenta il sindacato e per tutta la base associativa. Nel concreto e già da quest’anno i servizi garantiti dall’Enaios sono fondamentali per consentire agli infermieri di affrontare questa crisi senza precedenti la dove risulti aggravata da vicende infauste della vita, si tratta delle coperture che seguono e che possono essere ottenute , nel rispetto dei regolamenti: Pagamento in caso di morte da infortunio di un infermiere di un capitale agli eredi; Pagamento in caso di invalidità permanente da infortunio di un capitale in percentuale all’invalidità stessa; Pagamento di un capitale per aiutare in caso di  contagio da HIV, Epatite b ed Epatite C; Pagamento di un capitale in caso di invalidità permanente da malattia superiore al 60%; Diaria giornaliera per ricoveri superiori ai 5 giorni e fino ad un massimo di 180 giorni sia per infortunio e sia per malattia; Erogazione di un capitale  in caso di inabilità permanente e totale al lavoro; Invio di un pediatra in Italia, Assistenza fisioterapica post-ricovero, Noleggio presidi ortopedici, collaboratrice familiare in caso di infortunio e malattia, consegna farmaci presso l’abitazione, ecc.”.

“Se si è seguito attentamente il filo conduttore di tutti i servizi – sottolinea De Palma - si può notare la coerenza strategica, con la quale il sindacato si occupa dei lavoratori e si può percepire il grado di innovazione rispetto al passato. L’ente nazionale assistenza infermieri ed operatori della salute e’ nato anche per proseguire implementandolo un tema che sta fortemente a cuore al Nursing up: quello della prevenzione e sostegno psicologico degli infermieri. Da quest’anno l’Enaios curerà per il Nursing up questo servizio, in modo pragmatico ed efficace, in modo da fare sistema attraverso una serie di attività tra loro correlate che creano una sinergia tra prevenzione, analisi, soluzione e raccolta dati al fine di intervenire presso le Istituzioni”.

Nella fattispecie le attività poste in essere sono:
1) Consulto telefonico con psicologo del lavoro. Presso gli uffici dell’Enaios e’ gia’ al lavoro una psicologa selezionata per le sue competenze specialistiche nella materia e che seguirà lo sportello telefonico di stress lavoro correlato, burn out, mobbing, assistenza psicologica e nei casi dalla stessa individuati come i piu’ gravi, anche di consulti di persona.
2) Sezione di quesiti alla psicologa: servizio interattivo con il quale si possono porre questi in materia di stress lavoro correlato, burn out e mobbing da mettere a disposizione dei soci.
3) Individuazione a livello locale di “ambasciatori” in materia di prevenzione ed informazione su stress lavoro correlato, burn out e mobbing che, formati da esperti del settore attraverso giornate dedicate di formazione, diventino a livello di singole aziende sanitarie un riferimento importante ed un sostegno per gli infermieri in difficoltà.
4) Servizio integrativo di medicina del lavoro. Per i casi giudicati piu’ gravi dallo psicologo del lavoro, l’Ente enaios, fornirà, gratuitamente, a quanti segnalati dopo il consulto, un servizio integrativo di medicina del lavoro che emetterà una perizia a seguito di consulto.
Ciò si renderà necessario in qui casi in cui si intravveda la necessità di un’attribuzione lavorativa a condizioni di minor aggravio oppure per quei casi caratterizzati da condizioni di stress psicofisico, burn out o mobbing per i quali il socio richieda le tutele previste dall’ordinamento.
5) Tutte queste attività, nel totale anonimato degli interessati, chiaramente, verranno raccolte in uno studio che sarà portato all’attenzione delle Istituzioni italiane e se necessario europee al fine di sensibilizzare su un tema fondamentale per il benessere degli infermieri.

“Dal semplice elenco delle attività – secondo De Palma - si percepisce il circolo virtuoso che si innesca: lo stress lavoro correlato e’ un problema gravissimo che affligge molti infermieri, il Nursing up offre un professionista che aiuta ad affrontarlo; lo psicologo del lavoro nei casi piu’ gravi fa intervenire un medico legale che stila una perizia a disposizione del professionista sanitario; si formano ambasciatori che a livello locale informano e fanno prevenzione; e mentre tutto questo avviene si raccolgono le informazioni a formare uno studio che il sindacato, ora nella sua attività più tradizionale, utilizzerà per chiedere interventi legislativi di prevenzione e cura”.

“In un sistema sterile di provvedimenti normativi e di rinnovi contrattuali favorevoli al professionista sanitario della funzione infermieristica – conclude il presidente del Nusing Up - si poteva stare a guardare ed assistere al deperimento di una categoria di lavoratori, qual e’ quella degli infermieri, fondamentale sotto il profilo del ruolo svolto e dell’umanità che li caratterizza, oppure si poteva studiare, apprendere, confrontarsi, crescere, mettersi in gioco al fine di costruire in casa strumenti di benessere, al fine di continuare la battaglia contrattuale con le armi spuntate e con qualche acciacco ma consapevoli che al proprio interno il lavoratore è comunque tutelato. Si sta cercando, in piena crisi, di restituire alle parole sindacato, associazione, difesa del lavoratore, tutela, valori mutualistici, merito, efficienza, efficacia, auto aiuto tra i cittadini, un senso pieno e concreto, facendo quello che ogni sindacato dovrà fare da qui in avanti, restituire dignità umana al lavoratore e per questo non c’e’ crisi, governo, manovra o corrente politica che tenga”.
 

29 aprile 2014
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