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Cardiologia. Italiani bocciati in stile di vita, donne virtuose

Il life of style degli italiani bocciato al 45° Congresso Nazionale di Cardiologia in corso a Firenze. Presentato il "Decalogo del Cuore Sano", analizzata la situazione cardiovascolare nazionale negli ultimi 10 anni (in lieve miglioramento) e il registro Giotto, primo Registro Nazionale europeo sul trattamento percutaneo dell'insufficienza della valvola mitrale.

30 MAG - Non fumare. Praticare regolarmente esercizio fisico (almeno 180 minuti a settimana). Mangiare ogni giorno almeno 2-3 porzioni di verdura (almeno 200 grammi). Mangiare ogni giorno almeno 2-3 porzioni di frutta (circa 200-500 grammi). Portare in tavola pesce due volte a settimana (150 grammi a porzione). Consumare formaggi (75 grammi a porzione) non più di tre volte a settimana. Consumare salumi e insaccati (circa 50 grammi per porzione) per non più di due volte a settimana. Mangiare dolci non oltre due volte a settimana (circa 100 grammi per porzione). Non bere più di una lattina di bibite zuccherate a settimana. Consumare ogni giorno non oltre 20 grammi di alcol (uomini) o 10 grammi (donne), sommando quello introdotto con vino, birra e superalcolici. Sono queste le dieci regole “del Cuore Sano" presentato in questi giorni a Firenze dall'Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare, frutto della collaborazione fra l'Istituto Superiore di Sanità, l’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) e la Fondazione per il Tuo Cuore.

“I dati evidenziano che i valori medi della pressione arteriosa sono finalmente in leggero, ma costante calo, così come è diminuito significativamente il numero dei fumatori e delle fumatrici. Ciò dimostra che l’abolizione del fumo nei locali pubblici e la modificazione della quantità di sale nel pane e in altri prodotti confezionati, ha portato sicuramente benefici”, ha spiegato Simona Giampaoli, Co-Direttore  per l’ISS dell’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare . Scende anche la prevalenza della sindrome metabolica e il diabete, pur restando molto diffuso, rimane stabile e viene tenuto meglio sotto controllo. Ciò nonostante i cardiologi fotografino un'Italia sempre più obesa, dove il 25% degli abitanti risulta essere in sovrappreso ed i valori medi del colesterolo schizzano a numeri da brivido.


“L’indagine – ha spiegato Francesco Bovenzi, Presidente ANMCO - per la prima volta ha misurato le abitudini alimentari e valutato la prevalenza della combinazione di più stili di vita sani: astensione dal fumo, attività fisica e abitudini alimentari corrette, evidenziando che  pochissimi sono gli italiani “virtuosi” che seguono almeno 7 delle dieci regole d’oro per uno stile di vita salvacuore. Solo 1 italiano su 10, appena il 7% degli uomini e il 13% delle donne, non fuma, fa attività fisica regolarmente e segue almeno 5 comportamenti alimentari corretti degli 8 considerati protettivi per il cuore dagli esperti”.

Per Diego Vanuzzo, responsabile del Centro di Prevenzione Cardiovascolare di Udine e Co-Direttore per l’ANMCO dell’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare, "scarsa infatti è l'aderenza a tavola a uno stile di vita sano: solo un terzo degli italiani consuma una quantità di verdura e pesce adeguata e solo il 15% degli italiani mangia dolci secondo le raccomandazioni. Va meglio il consumo di frutta con circa la metà degli italiani che mangia le 2-3 porzioni quotidiane consigliate e quello adeguato di formaggi limitato a 3 porzioni settimanali - prosegue Vanuzzo - resta inoltre alta la sedentarietà con il 32% degli uomini e il 41% delle donne che non pratica alcuna attività fisica nel tempo libero; è invece in calo consistente la prevalenza dei fumatori fra gli uomini (23% contro il 32% del 1998-2002) e tende alla diminuzione anche il numero delle donne (20% contro il 22% di 10 anni fa)”.

Le donne sono risultate più virtuose degli uomini nel seguire le “regole salvacuore”, perfino durante la difficile età della menopausa: negli ultimi dieci anni ad esempio si è ridotto il tasso di sedentarietà così come la prevalenza di ipertensione, mentre sono migliorati il controllo della pressione arteriosa e del diabete. Alcuni dati: preoccupano alcuni indicatori come il colesterolo, molto aumentato passando dal 36 al 51%, o la prevalenza di obesità, rimasta sostanzialmente stabile ma che riguarda quasi una donna su tre.

Ad alto rischio sono gli anziani con oltre 75 anni: l'80% ha la pressione alta, il 36% degli uomini e addirittura il 55% delle donne ha il colesterolo alto, il 27% degli uomini e il 19% delle donne soffre di diabete, il 25% degli uomini e addirittura il 37% delle donne è obeso. Inoltre, i dati mostrano che la popolazione anziana ha tuttora un cuore fragile e non adotta uno stile di vita adeguato: complice la crisi, pochissimi mangiano verdura a sufficienza o portano in tavola il pesce, mentre la maggioranza cede ai dolci senza però neppure compensare con un'attività fisica adeguata.

Gli anziani sono però più virtuosi dei giovani in materia di sigarette: appena il 9% degli uomini fuma ancora, sebbene siano in gran parte ex fumatori (54%), e le fumatrici sono solo il 7% (e il 77% non ha mai fumato); soprattutto grazie a questo, considerando la compresenza di almeno 5 comportamenti alimentari sani, la pratica di attività fisica e l’assenza di fumo di sigaretta, le persone anziane sono più virtuose dei 35-74enni (il 13% degli uomini e il 14% delle donne rispetta almeno 7 delle 10 regole salvacuore).

Analizzati per la prima volta anche i dati dei migranti, queste le conclusioni: nonostante la prevalenza di ipertensione, ipercolesterolemia e diabete sia più bassa rispetto alla popolazione italiana, la maggioranza degli stranieri non è consapevole dei propri problemi di salute e non è adeguatamente trattata.

“In conclusione i programmi di sensibilizzazione e informazione sulla salute cardiovascolare hanno iniziato ad avere i primi effetti tangibili sulla salute degli italiani – ha affermato Angelo Del Favero, Direttore Generale dell’Istituto Superiore di Sanità - molto è stato fatto ma se un italiano su quattro è francamente obeso e i “pilastri” che difendono contro le malattie cardiovascolari, ovvero una alimentazione sana, l'esercizio fisico e l'abolizione del fumo, sono parte della vita di appena 1 italiano su 10, molto c’è ancora da fare nell’ambito della prevenzione.  L’obiettivo di promuovere stili di vita sani è tra i principali dell’Istituto Superiore di Sanità è in prima linea insieme a regioni, Società scientifiche e Ministero a sostenere e supportare sul piano scientifico i programmi di prevenzione primaria che nel medio e lungo termine sono quelli più efficaci a migliorare la qualità della vita e a diminuire il costo del servizio Sanitario Nazionale”.

Nel corso delle giornate di lavoro del Congresso di Cardiologia è stato presentato anche uno Studio condotto tra il 2008 e il 2014 (aggiornamento di uno studio precedente, 98-2002, che non prendeva ancora in considerazione i migranti); sono stati coinvolti 23 centri che hanno esaminato  9107 persone fra 35-79 anni, tra cui il 5% di migranti, rappresentative della popolazione generale pari a 35 milioni di persone, eseguendo tutte le misure comprese quelle di laboratorio secondo procedure standardizzate e sotto il controllo di qualità dell’Unione Europea.

Questi i risultati:
IPERTENSIONE - I valori medi di pressione arteriosa sono in calo, con una diminuzione più evidente nelle donne che sono passate da una prevalenza del 44% nel 1998-2002 al 37% attuale; soprattutto però è migliorato il controllo dell'ipertensione, con un miglioramento nell'aderenza alle terapie.
 
FUMO - In calo consistente la prevalenza dei fumatori fra gli uomini (23% contro il 32% del 1998-2002), tende alla diminuzione anche il numero delle donne (20% contro il 22% di dieci anni fa); in entrambi i sessi i fumatori calano all'aumentare del grado di istruzione (fuma il 30% degli uomini meno istruiti contro il 21% dei diplomati e laureati).

RISCHIO CARDIOVASCOLARE GLOBALE - Negli ultimi dieci anni, probabilmente soprattutto per effetto del minor tasso di fumatori e del miglior controllo dell’ipertensione il rischio globale cardiovascolare è diminuito del 6% negli uomini e del 15% nelle donne.

SINDROME METABOLICA - In calo anche la sindrome metabolica, specialmente fra le donne dove è passata dal 29% al 18% della popolazione; in riduzione anche fra gli uomini, dove la prevalenza scende dal 29% al 23%.

DIABETE - Il diabete resta sostanzialmente stabile, anche se i pazienti sono moltissimi: ben l'11% degli uomini e il 7% delle donne ha la glicemia alta, ma diminuisce chi non ne è consapevole soprattutto fra gli uomini (i diabetici che non sanno di esserlo sono scesi dal 45% al 40%).

COLESTEROLO - Altrettanto preoccupante il colesterolo alto: è migliorato il controllo attraverso le terapie, ma è significativamente in crescita il numero di italiani con ipercolesterolemia oltre 240 mg/dl in entrambi i sessi, visto che riguarda il 37% degli italiani contro il 24% del 1998-2002.”.

OBESITA’ E SOVRAPPESO - Le persone in sovrappeso infatti sono il 40%, ben 14 milioni, ma soprattutto sono in crescita gli obesi, oggi al 25% (9 milioni, con prevalenza analoga fra uomini e donne) rispetto al 21 % di dieci anni fa. Aumentano di pari passo indice di massa corporea e circonferenza vita e risultano particolarmente a rischio le donne: l'accumulo di grasso addominale, un fattore di rischio cardiovascolare molto importante, è maggiormente in crescita nel sesso femminile, passando dal 36% al 40% mentre negli uomini si attesta attorno al 26%.

INATTIVITA’ FISICA - Resta alta la sedentarietà, anche se la popolazione adulta inizia a muoversi un po' di più: il 32% degli uomini e il 41%  delle donne non pratica alcuna attività fisica nel tempo libero, valori in discesa.

STILE DI VITA - Scarsa anche l’aderenza a uno stile di vita sano a tavola: l’indagine 2008-12 sugli 8 comportamenti alimentari considerati corretti ha mostrato che solo un terzo degli italiani tra i 35 e 74 anni consuma una quantità di verdura adeguata pari ad almeno 200 grammi al giorno. Lo stesso può dirsi del pesce, portato in tavola 3 volte a settimana da poco più del 30% degli italiani. Va meglio il consumo raccomandato di frutta con oltre la metà degli italiani che mangia 2-3 porzioni quotidiane consigliate e quello adeguato di formaggi limitato a 3 porzioni settimanali per circa la metà degli italiani. Invece, sono ancora troppi gli amanti dei dessert: appena il 15% consuma dolci secondo le raccomandazioni. Soltanto il 22% degli uomini mangia salumi e insaccati meno di due volte a settimana, mentre le donne si rivelano più virtuose perché li limitano nel modo corretto nel 39% dei casi; circa metà degli italiani segue le raccomandazioni in tema di bevande zuccherate mentre importanti differenze di genere si hanno nel consumo adeguato di alcool, con il 68% delle donne che sono virtuose contro appena il 41 % degli uomini.

E' stato infine presentato il registro Giotto (GIse registry of Transcatheter treatment of mitral valve regurgiTatiOn), primo ed unico Registro Nazionale europeo sul trattamento percutaneo dell'insufficienza della valvola mitrale che raccoglierà i dati dei pazienti trattati con il sistema MitraClip. Le indicazioni alla terapia sono state stilate per la prima volta al mondo in un documento di consenso italiano, pubblicato di recente dalla Federazione Italiana di Cardiologia. “Una “molletta” che unisce i lembi “sfiancati” della valvola mitrale quando questa, da sola, non riesce più a funzionare correttamente: si chiama MitraClip e consente di correggere l'insufficienza mitralica attraverso un intervento mininvasivo anziché un'operazione a cuore aperto, con una percentuale di successo operatorio nel 98% dei casi. Una terapia innovativa di Abbott che da oggi in Italia sarà monitorata, per la prima volta in Europa, attraverso un Registro Nazionale in cui saranno raccolti i dati di tutti i pazienti su cui sarà eseguito l'intervento. Il Registro Giotto sarà uno strumento fondamentale per seguire i pazienti trattati e migliorare le indicazioni alla terapia, raccolte oggi nel primo documento di consenso sul rigurgito mitralico cronico messo a punto dalla Federazione Italiana di Cardiologia, che riunisce tutte le società scientifiche italiane del settore incluse ANMCO e GISE, e pubblicato di recente sul Journal of Cardiovascular Medicine” spiega Leonardo Bolognese, Presidente della Federazione Italiana di Cardiologia.
 

30 maggio 2014
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