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Consiglio nazionale Fofi. Mandelli: “Finita la caccia alle streghe. Finalmente riconosciuta l'importanza dei farmacisti"

Ormai non c‘è dichiarazione sul riassetto della tutela della salute in cui non si citi il farmacista e la farmacia come una risorsa", ha affermato il presidente della Fofi illustrando i risultati già ottenuti nel corso dell'anno dai farmacisti. Ma le sfide non sono finite. E il ritorno dei medicinali innovativi sul territorio “impone un’opera di aggiornamento impegnativa” per i farmacisti. LA RELAZIONE INTEGRALE.

26 GIU - Un Consiglio nazionale caratterizzato da una lunga agenda di impegni per il futuro, ma soprattutto di impegni già raggiunti con successo; per usare le parole del presidente della Fofi, Andrea Mandelli: “Siamo solo a metà dell’anno eppure anche un sommario riassunto delle nostre attività assomiglia a un vero e proprio bilancio”.

Lo scenario economico complessivo non offre certo motivi di ottimismo. Mandelli ha sottolineato come l’assenza di tagli lineari alla sanità in questa fase non modifichi il dato di fondo di un paese con una spesa sanitaria tra le più basse d’Europa e, soprattutto, destinata a una sostanziale stagnazione, visto l’andamento dell’investimento previsto nel DEF 2013: in media la spesa sanitaria crescerà dell’1,9% l’anno tra il 2014 il 2017, passando in valore assoluto da poco più di 113 miliardi di euro a poco meno di 119, ma ipotizzando una variazione nominale del PIL pari al 3,2%. Una sanità che sta riducendo la spesa, in pratica, e che secondo Mandelli ha ottenuto questo risultato soprattutto grazie alla dinamica della farmaceutica territoriale, “che ha contribuito a mantenere stabile il capito dell’esborso per i cosiddetti prodotti market acquistati dal Ssn”. E a questa contrazione della spesa farmaceutica territoriale, è stato evidenziato, “hanno contribuito fattori – a cominciare dalla riduzione del prezzo medio dei farmaci – che la Federazione aveva da tempo indicato come tendenze di lungo periodo e che oggi mettono a repentaglio la sostenibilità economica del servizio farmaceutico se resta basata sul modello che vede la farmacia confinata alla dispensazione e alla retribuzione attraverso il margine commerciale”.


“A noi era evidente già nel 2009 - e oggi è evidente a tutti - che da quel modello si deve uscire se vogliamo conservare quel servizio farmaceutico che malgrado i colpi sofferti continua a rappresentare una delle eccellenze della sanità italiana”, ha dichiarato Mandelli.

Se l’appropriatezza è la soluzione che tutti indicano oggi per mantenere il servizio sanitario universalistico in presenza di una contrazione continua delle risorse disponibili, occorre considerare che questo termine comprende molti aspetti. Per Mandelli “significa anche – e forse soprattutto – far sì che vengano scelti i percorsi diagnostico terapeutici con il miglior rapporto costo-efficacia e che le cure prescritte vengano poi effettivamente seguite dal paziente, e anche da questo punto di vista la Federazione può dire di aver saputo guardare avanti. Infatti è su questo nodo dell’appropriatezza e dell’aderenza alla terapia che vanno a impattare le nostre proposte di ampliamento del ruolo del farmacista. La figura del farmacista di reparto o di dipartimento, e l’implementazione delle cosiddette prestazioni avanzate nella farmacia di comunità, sono la risposta che  la nostra professione può fornire all’esigenza di ridurre gli sprechi e ottimizzare il ritorno in termini di salute delle prestazioni sanitarie erogate al cittadino”.  
    
Per il presidente della Fofi, dunque, “la professione si trova a presidiare un’area che è cruciale per l’evoluzione del servizio sanitario verso un modello che coniughi quanto di buono è presente nel sistema universalistico con le esigenze di razionalizzazione, che ormai non sono più rimandabili. E’ l’area in cui è possibile il contatto diretto con il cittadino senza filtri all’accesso, in cui si instaura un dialogo personale. Da sempre le caratteristiche fondamentali del servizio farmaceutico italiano sono la capillarità, la vicinanza al pubblico e l’elevata qualificazione dei professionisti che operano all’interno della farmacia di comunità. Oggi queste caratteristiche fanno del servizio farmaceutico uno dei componenti fondamentali della rete che va costruita se si vuole realmente aumentare il peso del territorio nell’assistenza, in particolare nel caso dei pazienti cronici. Del resto questo ci viene riconosciuto sempre più spesso ogni qual volta si affronta, anche a livello decentrato, il tema della riorganizzazione del SSN”.  

Accanto a questa prospettiva, la relazione ha indicato altre innovazioni positive che hanno caratterizzato questi mesi, a cominciare dall’arrivo dei medicinali innovativi in farmacia attraverso la revisione periodica del PHT, frutto di un emendamento alla Legge di stabilità presentato dallo stesso Mandelli e da Luigi D’Ambrosio Lettieri. “Questo – ha spiegato il presidente della Fofi - significa che i medicinali innovativi possono tornare sul territorio attraverso un processo graduale e senza fughe in avanti: il principio è stato affermato. Non solo il principio, peraltro, visto che già un farmaco, l’omalizumab, un anticorpo onoclonale indicato per il trattamento dell’asma, dallo scorso febbraio è dispensabile sul territorio. Ora spetta all’AIFA completare la revisione del PHT e, va detto, non sarà un lavoro particolarmente semplice o breve, anche e soprattutto perché è la prima volta che si procede a questa sorta di delisting”.

Per Mandelli sarebbe un errore, però, pensare che tutto si esaurisca nella preparazione da parte dell’AIFA di questo “delisting”: “L’arrivo di queste nuove molecole in farmacia – ha sottolineato il presidente della Fofi - impone un’opera di aggiornamento impegnativa, perché si tratta di medicinali radicalmente diversi dalle molecole di sintesi, per somministrazione, per monitoraggio e, ovviamente, per modalità di gestione. Non si tratta di un compito impossibile, come molti osservatori non disinteressati hanno cercato di insinuare, ma certo si tratta di un passaggio non banale che spero nessuno stia sottovalutando. La Fofi affiancherà e sosterrà la professione, come ha sempre fatto, anche in questo frangente” ha ribadito Mandelli.

Infine, con questa norma sulla revisione del PHT si riporta al livello centralizzato la gestione del prontuario e questo, per la Fofi, è un aspetto molto significativo sul piano generale. “ Agli inizi della mia attività parlamentare – ha spiegato Mandelli - avevo presentato un disegno di legge volto a riequilibrare, almeno per l’aspetto dell’assistenza farmaceutica, l’eccessiva discrezionalità su base regionale che ormai da troppo tempo caratterizza la tutela della salute in Italia. Inizialmente la mia posizione pareva isolata, ma con il tempo si è fatta strada la consapevolezza che non è pensabile una nazione moderna con 21 servizi sanitari differenti. Non è possibile per ragioni di equità nei confronti dei cittadini, che hanno diritto ai medesimi livelli essenziali di assistenza, ma che sempre più spesso sono costretti a migrazioni sanitarie per accedere a determinate prestazioni o vedono chi abita nella Regione confinante ricevere farmaci che nella loro non sono ancora in prontuario, come confermato dal rapporto di Cittadinanzattiva presentato il 19 giugno. Non è possibile per ragioni di stabilità dei comparti produttivi legati alla sanità - mi riferisco alla farmaceutica ma lo stesso vale per i produttori di dispositivi medici – che devono poter programmare in base a una domanda aggregata prevedibile e a tempi di pagamento certi. Non è possibile nemmeno per chi nel servizio sanitario opera come dipendente o in regime convenzionale”, ha proseguito il presidente della Fofi.

Un altro capitolo importante è, per la Fofi, il recepimento della direttiva europea sull’e-commerce farmaceutico: “Avevamo detto che ci saremmo impegnati per far sì che in Italia le norme venissero recepite escludendo la possibilità di vendere on-line farmaci soggetti a prescrizione e così è stato. E’ un risultato di cui possiamo essere soddisfatti, soprattutto perché si è impedita così una possibile pericolosissima deriva”. Mandelli si è soffermato su questo punto: “La posizione assunta dall’Europa ha più il sapore di un ossequio ai comandamenti del libero mercato e del primato della concorrenza, piuttosto che quello di un’iniziativa a vantaggio del paziente. Resta il fatto che per noi è un principio inderogabile che laddove c’è un farmaco debba esserci un farmacista e quindi è fondamentale che anche questo canale sia presidiato dalla professione. Vedremo ora quali saranno i regolamenti in base ai quali organizzare l’e-commerce” dopo il primo passo compiuto con l’approvazione del logo delle farmacie on-line deliberato dalla Commissione europea, ma disponibile solo dal secondo semestre 2015”.

Il presidente della Fofi ha poi affrontato il tema del contrasto dell’abusivismo professionale. “Chiedo a tutti voi un impegno ulteriore nella prevenzione di questo fenomeno e a reprimere gli abusi eventualmente accertati con decisione. In questa opera avrete sempre al vostro fianco la Federazione. Oggi non è pensabile che i giovani neolaureati  e chi ha perso il posto di lavoro, magari dopo decenni  di esercizio della professione, vedano il loro ruolo usurpato da chi non ne ha titolo. Devo poi segnalare che a questo fenomeno si sta aggiungendo un’altra forma di abusivismo per così dire strisciante, vale a dire l’iscrizione agli Ordini di persone che esibiscono autocertificazioni false e quindi vengono iscritte senza averne i titoli. Per legge gli Ordini sono tenuti a controllare almeno il 5% delle autocertificazioni presentate. Invito tutti a considerare questo 5% davvero una soglia minima”.

Mandelli ha chiuso la sua relazione ricordando come si sia usciti da un periodo molto complesso per la professione, additata come una delle lobby cui imputare le difficoltà del paese. “C’è stata una fase della storia recente del nostro paese in cui ‘quelli cui dare la colpa’ eravamo soprattutto noi farmacisti. E noi abbiamo risposto offrendo delle soluzioni, non limitate ai nostri problemi, ma soluzioni alle difficoltà del paese, alla necessità di procedere a un ammodernamento del servizio sanitario che coniughi solidarietà e sostenibilità, efficienza economica delle prestazioni ed efficacia del processo di cura. Tutto questo passa per lo sviluppo del nostro ruolo, ne abbiamo fatto la nostra bandiera, e ne abbiamo fatto il centro di tante iniziative di ampio respiro lanciate in questi anni e che oggi danno i loro frutti.  E quello che ci impegna oggi è il lavoro della raccolta di quanto abbiamo seminato. Lo si vede dai riconoscimenti che stiamo ottenendo, dal fatto che ormai non c‘è dichiarazione sul riassetto della tutela della salute senza che si citino il farmacista e il servizio farmaceutico come una risorsa e non come un elemento limitante o un costo. La nostra forza è che sappiamo chi siamo e abbiamo un progetto che ogni giorno conquista nuovi consensi. La nostra certezza è che uniti proseguiremo, determinati a raggiungere il nostro obiettivo”.

26 giugno 2014
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