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Convenzioni. Fp-Cgil Medici: “Prosegue la trattativa dell'equivoco”. E lancia nuove proposte

Per il responsabile nazionale dei medici convenzionati della Cgil, anche nell’ultimo incontro del 25 giugno alla Sisac sono state confermate le ambiguità della trattativa. E invece: centri distrettuali h24, no alla privatizzazione delle cure primarie, non solo ruolo unico e avvio della dipendenza anche per i Mmg.

27 GIU - “Anche nell'incontro esplorativo del 25 giugno con la SISAC si sono confermate le ambiguità della trattativa in corso. È un rinnovo che viaggia fuori dal tempo, fuori dal contesto e con obiettivi dubbi”. È quanto afferma Nicola Preiti, responsabile nazionale medicina convenzionata FP CGIL Medici.
 
“Quando si dice 'potenziamo il territorio', significa trasferire servizi, assistenza, funzioni. Dare nuovi ruoli ai professionisti. Ci vogliono allora investimenti, idee chiare e volontà politica. Le risorse ci sono.
Si possono trovare nei risparmi che le Regioni si sono impegnate a realizzare tagliando gli sprechi. Perché non investirle in parte nell'assistenza territoriale? Ciò renderebbe il sistema più efficiente e più sostenibile nel tempo”.
 
Queste le proposte della Fp-Cgil Medici:
Superare gli attuali squilibri dei servizi territoriali fra le regioni attraverso la definizione di livelli essenziali di assistenza del territorio omogenei per tutto il Paese.
Partire dalla strutturazione di centri distrettuali aperti h24 per sette giorni a settimana. Porre il Distretto (come dice pure la legge) al centro dell’organizzazione e del coordinamento dei servizi territoriali. È al suo interno – dice la Cgil Medici - che si devono collocare le nuove forme organizzative ed è qui che si devono allocare e gestire le risorse.

Nessuna privatizzazione delle cure primarie. Abbiamo ribadito la nostra contrarietà a ogni possibile alchimia che possa servire a privatizzare la sanità del territorio e  non condividiamo – scrive ancora il sindacato - quindi l'assegnazione di budget per gestire direttamente l'assistenza primaria o la strutturazione di forme organizzative al di fuori del distretto, in studi privati o di cooperative varie. Superare lo squilibrio interno ai professionisti con la realizzazione del ruolo unico dei medici convenzionati partendo dal superamento immediato della figura del medico di guardia medica (non del servizio, che è parte dell'h24).
Introdurre la dipendenza nell'orizzonte dei convenzionati a partire dai medici a rapporto orario. Non si può contemporaneamente essere più autonomi dal SSN – scrive la Cgil Medici - e avere maggiore ruolo nella gestione dei servizi e delle risorse del sistema sanitario nazionale. Già ora riteniamo – sottolinea il sindacato - che si possa iniziare con la dipendenza per i medici a rapporto orario. Non solo i medici di 118, ma anche quelli che servono per strutturare il servizio h 24 nei centri territoriali.
 
“Governo e Regioni devono quindi esplicitare quale sia la loro volontà politica - conclude Preiti - vogliono migliorare il lavoro dei professionisti e i servizi ai cittadini riformando il sistema o la trattativa è un semplice diversivo?“.

27 giugno 2014
© Riproduzione riservata


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