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20 OTTOBRE 2019
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Giovani medici. Il nodo della protesta è la formazione: in gioco c'è il futuro occupazionale

Tra le questione più calde c'è quella del concorso nazionale previsto, almeno in linea teorica, entro la fine di luglio ma che per ora non vede ancora pubblicato il bando, né si hanno notizie rispetto all’organizzazione. E poi la mancata attribuzione delle eventuali borse non assegnate sulla base della graduatoria.

29 LUG - L’avvenuta cancellazione del comma 14 dall’articolo 5 del Patto per la Salute sulle attività professionalizzanti dei medici in formazione per la medicina generale, il superamento del blocco del turn-over per i neo-specialisti, la richiesta di delucidazioni in merito alla proposta (bocciata) del doppio canale universitario-ospedaliero per la formazione specialistica da eventualmente rivalutare nei prossimi concorsi.

E ancora all’indice la scarsa programmazione delle borse di studio in medicina generale e dei contratti di scuola di specializzazione rispetto al numero dei laureati ogni anno, la poca trasparenza in merito al programma di studio per la preparazione al nuovo concorso nazionale per il quale si chiede, alla società erogatrice dei quiz e alla commissione nazionale validatrice, l’adozione di misure di sorveglianza per evitare brogli. E infine la mancata attribuzione delle eventuali borse non assegnate sulla base della graduatoria con il corollario della richiesta di concorrere per tutte le sedi italiane ai corsi di specializzazione, evitando però sovrapposizione di orari in relazione alle specialità per cui concorrere.


E’ un vero e proprio cahier de doleance quello scritto da un centinaio di giovani medici neoabilitati che hanno occupato la sede dell’Ordine dei Medici di Napoli per protestare contro le politiche nazionali in fatto di sanità e per accendere i riflettori sui problemi occupazionali che, da tempo ormai, stanno mettendo a rischio il loro futuro. Un’occupazione simbolica, replicata su scala nazionale a Roma e Modena e collegata in diretta streaming con altre sedi regionali che si coagula attorno ad un’iniziativa delle Fimmg Giovani di Napoli.

Tra le questioni calde c’è sicuramente quella del concorso nazionale previsto, almeno in linea teorica, entro la fine di luglio ma che per ora non vede ancora pubblicato il bando, né si hanno notizie rispetto all’organizzazione. Leggi testi utili a prepararsi e quiz. All’indice i numeri laddove si parla di 5 mila unità l’anno: pochissime se si considera che il reale fabbisogno è di almeno 8 mila specialisti. “Questo è un Governo che continua a non programmare e a non decidere – avverte il presidente dell’Ordine di Napoli Bruno Zuccarelli che si allinea con le ragioni della protesta -  tra qualche anno il servizio sanitario nazionale registrerà una emorragia di circa 25 mila medici, e noi continuiamo ad avere risposte poco risolutive. Escono 10 mila medici dai corsi di laurea, meno di 5 mila nel mondo delle scuole di specializzazione e nei corsi di medicina generale".
 
La Regione in difesa
La Regione Campania sul nodo formazione si affretta a dire la sua: “Dai motivi della protesta 2.0 dei giovani medici andrebbe espunta la mancata programmazione dei contratti di specializzazione - afferma Raffaele Calabrò, consigliere per la sanità del presidente Caldoro. Tra l'altro quest'anno la Regione Campania, che ha sempre investito sulla formazione dei giovani, ha mantenuto fede ai suoi impegni stanziano fondi propri, oltre a quelli ministeriali ed è stata la prima Regione a sbloccare i finanziamenti europei (Fesr) per gli specializzandi''. Nel piatto 10 milioni di euro per un totale di 130 contratti di specializzazione in soprannumero di cui 68 grazie all'utilizzo di fondi regionali e 62 in soprannumero con fondi Fesr. A questi vanno aggiunti 23 borse per area non medica.
 
 
Medicina generale esclusa
In realtà è sempre la Fimmg a denunciare il fatto che la medicina generale è ignorata nell’attribuzione dei fondi ai corsi in soprannumero. Dopo che la Regione ha pubblicato i bandi del pacchetto da 50 milioni di euro stanziati a marzo scorso e destinati ai giovani laureati della Campania (che prevede anche 30 milioni per i dottorati di ricerca, 8 mln per gli assegni di ricerca; 2 mln di euro, sotto forma di voucher, per i master di secondo livello con un contributo per le spese di iscrizione fino a 20mila euro e ulteriori 2 milioni di euro da mettere ancora a bando), la Federazione italiana medici di medicina generale scende sul sentiero di guerra denunciando il fatto che la medicina generale “è stata completamente ignorata dalla Regione sebbene sia il settore dell’assistenza che registra il maggior incremento di richieste occupazionali nel medio e lungo termine nell’ambito della riorganizzazione delle cure per cronici e lungodegenti”.

A parlare è Salvatore Caiazza, coordinatore regionale della Fimmg settore formazione, che ribadisce i concetti chiariti in una lettera inviata nei mesi scorsi al presidente della Regione Stefano Caldoro e al settore Formazione dell’ assessorato regionale alla Sanità. All’indice anche l’ammissione al corso di formazione in medicina generale, in sovrannumero rispetto al budget garantito al settore, di ben 60 camici bianchi che seguono – “quando e se possono i corsi senza borsa di studio e senza alcuna regolamentazione delle incompatibilità con altre attività professionali”. Il risultato? “La completa demotivazione – secondo Caiazza - di chi invece segue i corsi a tempo pieno e l’assenteismo pressoché totale dei medici entrati in soprannumero che, ovviamente sono concentrati nel lavoro in studio o nella rete del 118 dopo aver seguito il corso professionlizzante”.
 
I corsi in sovrannumero
Tutto nasce da una sentenza del Tar, (prot. N. 20130373187 del 27 maggio del 2013) che ha ammesso tre medici ricorrenti inizialmente esclusi dal corso di formazione specialistico per la medicina generale in Campania. “Da quella sentenza – aggiunge la Fimmg -  che dovrebbe avere validità nominale, si sono spalancate le porte per l’accesso al corso per altri 60 colleghi a semplice domanda protocollata agli uffici regionali, con la rinuncia alla borsa di studio ma non anche alla incompatibilità che vincola all’esclusività i vincitori di concorsi. Un fatto che trascura gli indirizzi in merito, di tenore opposto, espressi in sede di Conferenza Stato-Regioni. Come sindacato riteniamo che tale atteggiamento della Regione tolga utilità e specificità al corso di formazione per la medicina generale e svilisca la dignità dei colleghi. Chi accede al corso di formazione percepisce un rimborso di 850 euro (la metà rispetto alle altre specializzazioni mediche) ma è vincolato per tutta la durata a  non seguire altre attività lavorative fino al conseguimento del titolo”.

“Chiediamo dunque l’immediata rettifica del provvedimento che ha consentito l’accesso al corso in soprannumero proprio per ridare dignità a questo percorso professionalizzante che così come configurato ora presta il fianco ad un utilizzo politico e potenzialmente clientelare dell’accesso“. La risposta della Regione? L’inserimento nel bando del 2015 di soli 8 posti per accessi in soprannumero che però prestano il fianco a nuove impugnative al Tar e ingressi molto più sostanziosi in barba al divieto al doppio lavoro per chi vi accede.       
 
Rinnovato l’esecutivo provinciale
Intanto la Fimmg va al rinnovo degli organi direttivi provinciali: il nuovo presidente provinciale di Napoli del sindacato Pasquale Ragone e il direttivo Napoli eletto dall’assemblea elettiva confermano all’unanimità l’esecutivo uscente. Al timone della segretaria provinciale resta dunque Luigi Sparano, vicario è Silvestro Scotti, segretario  amministrativo Corrado Calamaro.  Eletti inoltre due vice segretari provinciali: si tratta di Domenico Adinolfi e Vincenzo Schiavo. Il segretario organizzativo risponde infine al nome di Castrese Catone. “Saremo impegnati – avverte Sparano – a dare compiutezza al processo di rinnovamento organizzativo della Medicina generale alla vigilia dell’imminente turn-over generazionale che caratterizzerà la professione del medico di medicina generale nei prossimi anni”.

Sviluppo dell’assistenza territoriale e delle nuove forme organizzative della Medicina generale prevista dalla riforma - in fieri - del Servizio sanitario nazionale, il potenziamento della rete informatica provinciale con il completamento delle banche dati utilizzabili in rete per la gestione integrata delle patologie croniche. E poi: l’attuazione dei percorsi diagnostico-terapeutici, il miglioramento dell’appropriatezza degli interventi, il  perseguimento di una strategia di modello di cura finalizzato al superamento dell’approccio limitato alla sola prestazione con l’adozione di un modello assistenziale sostenibile che guarda alla reale presa in carico dei pazienti cronici e fragili: sono questi i principali indirizzi programmatici della neo insediata segreteria provinciale della Fimmg Napoli che resterà in carica per il prossimo quadriennio 2014-2018.
 
Ettore Mautone
 

29 luglio 2014
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