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Ssn. Troise (Anaao): “I medici al centro del Ssn? Allora vengano difesi”

Il segretario risponde alle affermazioni del ministero della Salute Lorenzin, e la invita a difendere i medici dalla rottamazione e dai blocchi retributivi e ad assumerlo come interlocutori. Soprattutto si rinvii l’obbligo assicurativo.

07 AGO - La dichiarazione "I medici sono al centro del Servizio sanitario nazionale" resa ai media assume il clamore della novità positiva se a pronunciarla è il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.  Non si limiti, però, il Ministro a ringraziare i medici, ma li difenda dalla rottamazione e dai blocchi retributivi, come ha fatto il titolare del MIUR con gli universitari e con il personale della scuola, o il Ministro degli interni con il comparto sicurezza.
 
È quanto ha dichiarato il Segretario Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise.
 
“Anche se non è chiaro se la citazione vale per tutte le tipologie di medici esistenti – ha affermato Troise – apprezziamo lo spirito e la lettera del riconoscimento di chi ha la responsabilità istituzionale di valorizzare, e, perché no, difendere, quell’enorme patrimonio professionale che ha in affidamento, senza il quale non sarebbe possibile garantire la esigibilità del diritto alla salute dei cittadini.
 
Non si limiti, però, il Ministro a ringraziare i medici, ma li difenda dalla rottamazione e dai blocchi retributivi, come ha fatto il titolare del MIUR con gli universitari e con il personale della scuola, o il Ministro degli interni con il comparto sicurezza. Ed assuma come interlocutori anche i medici ospedalieri, che nel Servizio Sanitario Nazionale costituiscono la maggioranza dei professionisti e, piaccia o no, interpretano e rappresentano quei medici che danno sostanza ai LEA, oggi esposti in prima linea a fare da capro espiatorio alla forbice tra attese crescenti dei cittadini e risorse ridotte dalla politica.

 
La sostenibilità del servizio sanitario passa anche per la valorizzazione dei suoi professionisti che non possono essere marginalizzati a macchina banale nelle organizzazioni sanitarie e la “questione medica” non è riducibile alle problematiche, pur importanti, degli “specializzandi”, della “medicina del territorio” o “della farmacia dei servizi”. 
 
E ancora, ha aggiunto Troise, giudichiamo "ancora più grave la situazione che vivono i medici e gli operatori che lavorano nelle Regioni alle prese con i Piani di rientro", per cui chiediamo al Ministro di intervenire subito per abolire il blocco del turnover ed assicurare la stabilizzazione di un precariato di lungo corso, che Governo e Regioni hanno alimentato, sottraendo un decreto desaparecido ai veti del Mef”.
 
E se “il Patto per la salute è strumento di rilancio anche del ruolo dei medici…” ancora più incomprensibile ed ingiustificabile rimane l’ostinazione con la quale proprio i medici dipendenti del Ssn, ed i cittadini, sono stati esclusi da ogni forma di partecipazione per essere relegati a pubblico in dibattiti sul tema”.
 
“Intanto ricordiamo al Ministro – ha concluso – che a partire dal 15 agosto duecentomila medici si troveranno esposti ad un obbligo assicurativo, in assenza di definizione di criteri e requisiti, che incide non solo sui loro redditi, ma sulla sicurezza delle cure e sui costi del Ssn, per cui l’Anaao Assomed chiede un impegno formale ad ottenere per loro una proroga con il primo strumento legislativo disponibile”.

07 agosto 2014
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