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Medici precari. Smi-Fvm: "Basta rinvii. I 7.500 medici precari vanno stabilizzati. Anche perché non costerebbe un euro in più"


Il sindacato torna sul tema la sentenza della Corte di Giustizia Europea che ha condannato l'Italia a pagare una sanzione di circa 2 mld. E la soluzione è quella dell'assunzione per tutti. Anche perché, dicono: "Sono già a carico del Ssn che li paga regolarmente e il loro costo rientra nella spesa storica. L'assunzione non comporterebbero aumento di spesa".

05 DIC - La Corte di Giustizia Europea ha recentemente condannato l'Italia a pagare una sanzione di circa 2 miliardi di euro per il persistere del fenomeno del precariato nella scuola. Stessa sorte avviene in sanità. Già lo scorso 18 marzo, infatti, la Commissione Europea Occupazione, Affari Sociali e Inclusione, aveva chiesto chiarimenti al Governo italiano, proprio in previsione di una sanzione.
 
"Lo Smi-Fvm Lazio ha immediatamente denunciato tale anomalia, ma senza esito", ha affermato Francesca Perri, vice-segretario regionale. E i numeri parlano chiaro: "In Italia i medici dirigenti precari sono circa 7.500. Di cui circa 3.500 lavorano con contratti a tempo determinato. Gli altri con formule di Co.co.co. Co.co.pro o a Partita Iva. Ma, anche se a tempo determinato, percepiscono regolari emolumenti; quindi il loro costo rientra nella spesa storica. Pertanto, a nostro avviso, non ha alcun senso bloccare le assunzioni, in quanto non comporterebbero alcun aumento di spesa". Al contrario, la sanzione Europea, "rappresenta un costo in più che il nostro Paese non può assolutamente sostenere".  
 
"Tra l’altro, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) - ha aggiunto Paolo Marotta, segretario regionale Smi-Lazio - non ha ancora licenziato il Dpcm/2013, concordato fra Ministero della Salute, Sindacati medici e delle Professioni Sanitarie, il quale prevedeva l'assunzione di tutti i precari in sanità che lavoravano da oltre 36 mesi con contratto a tempo determinato. Ma, tale Dpcm, è stato rinviato al Ministero dopo circa 6 mesi, con una serie di limitazioni inaccettabili".
 
"Nonostante tutte le sollecitazioni - ha concluso Francesca Perri - l'Europa, ancora una volta, ci bacchetta. Forse il Governo dovrebbe rivedere le proprie posizioni relativamente al ruolo del Sindacato, che non protesta per il mero gusto di andare controcorrente. Ma lotta, costantemente, per difendere il diritto sacrosanto della salute». Un diritto, però, sempre più spesso violato e, nonostante tutti gli sforzi e l’impegno, assistiamo ad un lento e progressivo svilimento della sanità e delle relative professioni". 

05 dicembre 2014
© Riproduzione riservata

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