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Anaao: “Irrisolti i nodi precariato e responsabilità professionale. Si preservi l'unicità dell'atto medico”

Sono alcuni punti del documento finale della Direzione nazionale dell'Anaao Assomed, riunitasi a Genova lo scorso 27 e 28 marzo. Il sindacato ha criticato anchei programmi di riordino regionali che "nascondono la volontà di procedere ad ulteriori tagli del personale".

30 MAR - Non solo l'augurio di "buon lavoro" alla nuova presidente della Fnomceo, Roberta Chersevani, ma anche tante denunce e preoccupazioni nel documento finale della Direzione nazionale dell'Anaao Assomed, riunitasi a Genova lo scorso 27 e 28 marzo. Innanzitutto viene richiamata la difesa dell'atto medico, sia attraverso "una modifica del comma 566 dell’articolo 1 della legge di stabilità 2015 che conservi intatta l’unicità dell’atto medico", sia attraverso la rivendicazione di "un ruolo giuridico speciale cui collegare una autonoma area di contrattazione all’interno della riforma della PA in discussione in Parlamento".

Ma non finiscono qui i problemi sollevati. "Restano irrisolti i nodi che interessano i giovani: un precariato non risolto dal DPCM emanato, un sistema formativo costoso ed inefficiente, un blocco del turnover che mette in discussione la garanzia dei Lea. E quelli che interessano tutti, quali la perdurante assenza di una legge sulla responsabilità professionale, surrogata dall’ennesima commissione di esperti".

Sul banco d'accusa anche le Regioni e le possibili derive dei programmi di riodino avviati. "La Direzione Nazionale esprime preoccupazione i programmi di riordino regionali centrati sulla volontà di avere catene di comando sempre più corte e sempre più docili, anche sottovalutando il rischio di concentrare in poche mani enormi risorse economiche. Tali programmi di riordino, in realtà, nascondono la volontà di procedere ad ulteriori tagli del personale dipendente che si rifletterà sulla quantità e sulla qualità dei servizi erogati ai cittadini - conclude il documento -. Un ulteriore depotenziamento del sistema sanitario pubblico che porterà ad uno spostamento delle classi più agiate verso la sanità privata".

30 marzo 2015
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