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Aziende farmaceutiche al top per la qualità dell'ambiente di lavoro 


In tempo di crisi, di precariato, di tagli al personale e agli stipendi, le aziende farmaceutiche italiane appaiono come vere e proprie "oasi" per i lavoratori. Almeno secondo quanto afferma un'apposita classifica stilata dal Great Place to Work® Institute. Ben 9 imprese farmaceutiche, infatti, rientrano tra le prime 35 imprese italiane con il migliore ambiente di lavoro.

09 FEB - Due questionari, uno sul clima aziendale compilato in anonimato dai dipendenti e uno a cura dell’azienda sulle pratiche di gestione delle persone. Risultato: la hit delle 35 imprese che offrono il miglior ambiente lavorativo del nostro paese. A stilare la classifica è stato il Great Place to Work® Institute, che ogni anno raccoglie le informazioni sulle “Migliori Aziende per cui lavorare” in 40 Paesi di tutto il mondo.
Per l’Italia salta agli occhi che tra le imprese citate nella prestigiosa classifica, capitanata dalla Elica, azienda di arredamento per cucine con 1.513 dipendenti, rientrano ben 9 aziende di farmaci e dispositivi medici.
Si tratta di:






Nessun altro settore ha un così alto numero di aziende a vantare il gradimento dei propri dipendenti e dell’azienda stessa nei confronti del personale.
Le imprese del farmaco, d'altra parte, restano tra le realtà industriali più solide del Paese. Nonostante la crisi si sia fatta sentire pesantemente anche in questo settore e causato un consistente numero di licenziamenti. Ma lo spirito che guida le scelte imprenditoriali è quello che riconosce il valore umano che c’è dietro il successo di un’azienda: “Ho sempre dialogato con i sindacati” e “in molte delle nostre aziende all’estero ho i sindacati nei consiglio di amministrazione, anche se a titolo consultivo e non decisionale”. A parlare, in un’intervista al settimanale Panorama, è Giorgio Squinzi, presidente della Mapei (azienda nei prodotti per l'edilizia, adesivi e sigillanti) ma anche presidente di Federchimica, la Federazione Nazionale dell’Industria Chimica. E detentore di un record per conto di Federchimica: 6 contratti nazionali di settore senza neanche un giorno di sciopero. “I veri nodi della competitività del nostro sistema – afferma ancora Squinzi nell'intervista – non sono in realtà né il costo del lavoro né le cattive relazioni industriali, ma l’eccesso burocratico e normativo”. I lavoratori, invece, sono parte della forza del sistema. Ma perché funzioni, sottolinea il presidente di Federchimica, c’è bisogno di “dialogo, trasparenza e correttezza da parte di chi dirige, per dare modo ai rappresentanti dei lavoratori di capire, partecipare e corresponsabilizzarsi” e “cercare sempre soluzioni che vadano bene a tutti. Non è sempre facile, ma si può fare”.
 

09 febbraio 2011
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