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Medicina convenzionata. Domani incontro Regioni-Sisac-Sindacati. Obiettivo scongiurare lo sciopero


La riunione vedrà anche la presenza del Ministero della Salute. Nodo da sciogliere in primis la validità dell’intesa politica del 4 marzo ai fini delle trattative. Ma i margini per una soluzione positiva sono stretti. Milillo (Fimmg): “Parteciperemo alla riunione ma ormai servono atti concreti e certi per revocare sciopero”.

06 MAG - È fissato per domani l’atteso incontro tra il Comitato di Settore Sanità delle Regioni, la Sisac e i sindacati di pediatri e medici di famiglia, con la presenza anche del Ministero della Salute. L’obiettivo è chiaro da tempo, scongiurare lo sciopero annunciato da Fimmg e Fimp per il prossimo 19 maggio e ripartire con le trattative per il rinnovo delle convenzioni, soprattutto per quanto riguarda la medicina di famiglia.

Le trattative, che dovevano riprendere dopo la pubblicazione del nuovo Atto d’Indirizzo da parte delle Regioni (che in ogni caso deve essere ancora approvato dal Governo), si sono nuovamente arenate dopo la prima riunione tra Sisac e Sindacati. In quella sede, Fimmg e Fimp in primis hanno denunciato come la Sisac non volesse tener conto dell’intesa politica del 4 marzo (firmata da tutti i sindacati tranne lo Snami) ma solo del nuovo Atto d’Indirizzo. I Sindacati però hanno lamentato anche il mancato recepimento nel nuovo Atto dei contenuti dell'accordo politico del 4 marzo. Un fatto che ha scatenato le proteste di Fimmg e Fimp che hanno deciso di proclamare lo sciopero. I nodi di tutta la questione rimangono da un lato il finanziamento dei fattori produttivi delle nuove forme organizzative Aft e Uccp (i medici, soprattutto chi ha investito negli studi non vogliono perdere le proprie indennità) e dall’altro la questione riguarda la governance che secondo le organizzazioni sindacali vedrebbe le Regioni diventare il dominus delle cure primarie, compromettendo de facto la libera professione di medici di famiglia e pediatri che come già annunciato “non vogliono diventare dipendenti di serie B”.


La questione non è di poco conto e i margini sono stretti anche perché occorre ricordare come la Legge Baduzzi che ha disegnato i pilastri della riforma delle cure primarie prevede che il rinnovo delle convenzioni sia a costo zero. E in questo contesto, c’è poi anche da considerare come lo scontro tra Regioni e Sindacati e tra quest’ultimi e la Sisac sia ormai profondo e caratterizzato da molte frizioni che si sono acuite in questi ultimi anni.

Sullo sfondo c’è poi l’aspra polemica creatasi tra la Fimmg e i sindacati minori della medicina generale sullo sciopero che di certo non aiuta.
In queste settimane, a quanto si apprende, si è cercato di ricucire gli strappi (la Sisac avrebbe affermato la sua volontà di tener conto anche dell’intesa politica del 4 marzo in sede di trattativa), ma l’esito positivo della riunione non è affatto scontato.

“Parteciperemo alla riunione di domani – ha affermato il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo – ma non ci aspettiamo grandi risultati. Il problema è che in assenza di atti concreti e certi non faremo alcun passo indietro sullo sciopero. Non basteranno le ennesime rassicurazioni”.

Sul punto in una nota congiunta Cisl Medici - Fp Cgil Medici - Intesa Sindacale - Simet - Smi - Snami - Sumai Medicina Generale - Uil Fpl  informano che “parteciperanno ad un incontro intersindacale propedeutico alla successiva convocazione presso  il Comitato di settore Regioni-Sanità presieduto dal dott. Claudio Montaldo,  allo scopo di analizzare la situazione attuale, di denunciare le mistificazioni e di stabilire azioni congiunte mirate a contrastare quanto previsto dalla legge "Balduzzi" e dai conseguenti atti di indirizzo che da tale legge ne derivano, per offrire ai medici e ai cittadini una reale difesa dei loro interessi”.

Sulla riunione di domani è intervenuta anche la Fimp per cui “l'incontro di domani con la parte pubblica per approfondire alcune questioni di merito relative al rinnovo della convenzione e' un'importante opportunità per accogliere le istanze avanzate dalla Pediatria di Famiglia e lascia uno spiraglio ad una possibile revoca dello sciopero indetto dalla categoria per il prossimo 19 maggio".  Ha affermato Giampietro Chiamenti, Presidente Nazionale Fimp.

“La categoria – prosegue il presidente Fimp - rivendica l'eccellenza del modello assistenziale pediatrico italiano che pertanto non può essere considerato accessorio, ma è determinante nell'ambito delle cure primarie. Per Fimp l'Atto di Indirizzo così come formulato rischia di compromettere la continuità del rapporto fiduciario con le famiglie e la capillarità dell'attuale assistenza pediatrica, mettendo a rischio il rapporto libero professionale regolato dalla convenzione con il Ssn. Secondo Fimp la proposta contrattuale delineata dal nuovo Atto di Indirizzo non prende in considerazione la necessità di garantire uniformità ed omogeneità di assistenza pediatrica in tutto il territorio nazionale, affidando alle singole Regioni il compito di finanziare ed attuare il nuovo modello organizzativo. Fimp inoltre denuncia la volontà delle Regioni di istituire modalità di finanziamento per le future forme aggregative (Aft e e Uccp) prevedendo il riassorbimento delle attuali indennità erogate che ad oggi hanno assicurato la qualità dell'assistenza. Nell'occasione Fimp critica duramente anche la proposta avanzata dalle Regioni di una responsabilità patrimoniale a carico del medico che prescrive esami inappropriati, ipotesi respinta anche dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin”.

06 maggio 2015
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