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Calcoli renali. Ogni anno 100mila nuovi casi. Sotto accusa dieta scorretta e stile di vita sedentario

È di nuovo la prima patologia che gli urologi affrontano nei reparti. Colpisce il doppio gli uomini rispetto alle donne, soprattutto dopo i 30 anni. Ma con la tecnologia si può operare in modo poco invasivo. È quanto emerso al 22° Congresso nazionale dell’Associazione Urologi Italiani in corso a Bologna

25 MAG - Tornano alla ribalta i calcoli renali. Sono nuovamente la prima malattia urologica trattata dagli specialisti negli ospedali italiani. Ogni anno si registrano, infatti, oltre 100mila nuovi casi e il disturbo colpisce il doppio gli uomini rispetto alle donne, soprattutto dopo i 30 anni.
I motivi di questo boom? Dieta troppo ricca di grassi e proteine di origine animale e stili di vita scorretti come grave eccesso di peso e sedentarietà.
 
È quanto emerso al 22° Congresso Nazionale dell’Associazione urologi italiani (Auro) che si conclude domani a Bologna.
 
“La calcolosi renale è quella che più di tutte è tornata prepotentemente alla ribalta negli ultimi anni – ha affermato  Pierpaolo Graziotti, Presidente Auro –  come numero di nuovi casi da affrontare ha ormai superato i tumori del tratto urinario e l’ipertrofia prostatica benigna. Sono malattie spesso sottovalutate dalla popolazione che non si sottopone ad adeguati controlli. Chi ne soffre vede seriamente minata la propria qualità di vita. Si manifesta attraverso sensazione di bruciore durante la minzione, tracce di sangue nelle urine e fortissimo dolore, soprattutto quando, l’organismo cerca di espellere il calcolo. È perciò un disturbo invalidante che può inoltre ripresentarsi più volte anche a distanza di molto tempo”.

 
Le cause? Stili di vita errati soprattutto a tavola e sedentarietà. “Negli anni 80 era patologia che trattavamo di più noi urologi – ha sottolineato  Massimo Perachino Direttore dell’Urologia dell’Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato – la calcolosi è spesso il risultato di stili di vita errati soprattutto a tavola. Un’alimentazione scorretta favorisce, infatti, la formazione di aggregazioni di minerali e quindi dei tipici ‘sassolini’ che contraddistinguono la malattia”.
 
In ambito urologico gli ultimi anni si sono contraddistinti per l’introduzione di nuove strumentazioni tecnologiche sempre meno invasive e che garantiscono una buona qualità di vita.
 
“Grazie alla RIRS o Retrograde Intrarenal Surgery siamo in grado di operare in modo efficace la calcolosi renale e di rimuovere gli spiacevoli sassolini – aggiunge Perachino – si tratta di una tecnica endoscopica con la quale è possibile risale dall’uretere fino a dentro il rene. I tempi di convalescenza sono molto rapidi rispetto al passato e a differenza del tradizionale bisturi non provoca ferite chirurgiche. Nel giro di pochi giorni il paziente può tranquillamente tornare alle sue normali abitudini di vita”.

25 maggio 2015
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