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Farmacisti clinici. “Ma l’Evidence based medicine è in crisi?” Al via il congresso Sifact

I professionisti fanno notare che l’Ebm “starebbe soffrendo una crisi di credibilità” anche se uno studio della Mayo Clinic ha evidenziato che la consultazione per 20 minuti al giorno per un anno di un “point-of-care tool” costruito e aggiornato in base ai principi della EBM equivale, in termine di miglioramento delle capacità professionali, ad un anno di specializzazione post-laurea.

06 OTT - La medicina basata sulle prove, per molti osservatori, starebbe soffrendo una crisi di credibilità. Per i farmacisti clinici “occorre lavorare per minimizzare o annullare l’impatto dei numerosi meccanismi distorsivi causati dall’influenza dell’industria e deve essere garantita la pubblicazione e la visibilità a tutti gli studi”. Altro problema è nel disegno della metodologia dei trial che non solo dovrebbe essere più aderente possibile alla cosiddetta “real life” ma dovrebbe favorire il confronto tra l’intervento in studio e il migliore trattamento disponibile.

“E’ necessario concentrarsi sulla comparative effectiveness research e anche in quest’ottica il confronto con il placebo – sostiene Giuseppe Traversa, relatore alla sessione sulla EBM del congresso SIFACT e ricercatore dell’Istituto Superiore di Sanità – è oggi eticamente inaccettabile, non tanto – o non solo perché espone i pazienti ad un non-trattamento – ma perché è la premessa per dei risultati inutili o comunque poco vantaggiosi per chi deve assumere decisioni cliniche”.


I farmacisti clinici segnalano un’altra sfida urgente: “si deve tornare a formare il personale sanitario alla valutazione critica delle fonti, suggerendo di consultare le pubblicazioni secondarie indipendenti che riportano sintesi critiche della letteratura, guardando con prudenza alle fonti originarie. A questo riguardo, diverse Regioni italiane sono all’avanguardia a livello internazionale, avendo deciso di mettere a disposizione di medici, farmacisti e infermieri degli strumenti di consultazione molto utili. E’ il caso di molte aziende dell’Emilia-Romagna ma non solo: tra le altre realtà, anche la Regione Lazio sta lavorando per offrire al personale sanitario l’accesso ad UpToDate, il più utilizzato database informativo medico a livello internazionale.

“Non a caso – spiega Luca De Fiore, moderatore della sessione al congresso SIFACT e presidente della Associazione Alessandro Liberati – l’accesso a questo strumento è possibile attraverso la biblioteca Regionale online intitolata al fondatore del Centro Cochrane italiano, il medico ed epidemiologo italiano che per primo si è speso per la diffusione dei principi della evidence-based medicine nel nostro Paese”.

Investire in conoscenza sarebbe una scelta virtuosa: uno studio della Mayo Clinic ha evidenziato che la consultazione per 20 minuti al giorno per un anno di un “point-of-care tool” costruito e aggiornato in base ai principi della EBM equivale – in termine di miglioramento delle capacità professionali – ad un anno di specializzazione post-laurea. La disponibilità di fonti secondarie evidence-based ha un impatto forte anche sulla durata degli esami diagnostici richiesti e sui giorni di degenza ospedaliera.

“E’ bene comunque tenere presente – fanno notare i farmacisti clinici - che la medicina basata sulle prove non è una “tecnica” né una particolare “competenza” che riguardi l’epidemiologia clinica o la biostatistica. Piuttosto, è uno stile con il quale il professionista sanitario sceglie di praticare la propria professione. La EBM si propone ancora come guida ad una medicina più sostenibile perché più appropriata, più efficace, più equa”.

06 ottobre 2015
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