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Orario di lavoro. Carbone (Fials): “Disponibili al confronto, ma secco no a nuove deroghe”

Questa la posizione espressa dal segretario generale del sindacato dopo la riunione all’Aran. “Se l'Aran dovesse attivare la paventata procedura per l'adozione di un proprio decreto in deroga alle disposizioni comunitarie, la risposta della Fials sarà ferma”.

11 NOV - “Compatto è stato il ‘No’ di tutte le altre organizzazioni sindacali alla deroga della norma legislativa degli orari di lavoro. Dovendosi - purtroppo constatare - che nei tempi necessari non sarà possibile addivenire alla stipulazione del nuovo CCNL,  non e' da escludersi l'ipotesi che l'Aran attivi la paventata procedura per l'adozione - da parte del  Ministro per la Semplificazione e Pubblica Amministrazione - di un proprio decreto in deroga alle disposizioni comunitarie. Ove si concretizzasse tale ipotesi, ferma sarà la risposta della Fials”. A fare il punto sulla riunione svolta ieri all'Aran in vista dell'entrata in vigore, il 25 novembre, della normativa europea su riposo e orari di lavoro in sanità che prevede il rispetto delle 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore e di non superare le 48 ore lavorative settimanali è Giuseppe Carbone, segretario Fials, che ribadisce senza mezzi termini il “NO” del sindacato a una eventuale deroga.

“Il Presidente dell’Aran Sergio Gasparrini – riferisce Carbone - ha chiesto alle forze sindacali di convenire - nelle more del rinnovo contrattuale - con un accordo ponte attraverso il quale concordare una mini proroga del regime in deroga alla normativa comunitaria, in linea con le direttive espresse dal Comitato di Settore Salute nella relativa bozza di documento. Ferma e decisa è stata la risposta di Fials, la quale ha rimesso al Mittente la proposta, nella convinzione che una ulteriore deroga andrà - ancora una volta - a svilire ed indebolire i diritti dei lavoratori”.


La Segreteria Nazionale Fials ha comunque confermato all’Aran “la propria disponibilità a discutere gli aspetti e problematiche correlate all'orario di lavoro, ai processi di riorganizzazione e razionalizzazione dei servizi solo ed unicamente nell'ambito della contrattazione collettiva nazionale, auspicando - anche - che con l'approvazione della legge di stabilità 2016 vengano autorizzati incrementi economici al Fondo Sanitario Nazionale destinati anche a consentire l'assunzione di nuove risorse”.

11 novembre 2015
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