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Pubblicità sanitaria. Avviato al Consiglio di Stato l'esame del ricorso Fnomceo contro multa comminata da Agcom

La Federazione è affiancata dagli Ordini dei medici di Bologna e di Milano, che ha presentato un parere sull'incostituzionalità delle norme vigenti in materia di pubblicità da parte dei medici. Il ricorso è stato presentato contro l'ammenda da 800.000 euro inflitta alla fine del 2014 dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, successivamente dimezzata dal Tar di Roma.

13 NOV - Davanti alla VI sezione del Consiglio di Stato, mercoledì 11 è iniziato l’esame del ricorso presentato da Fnomceo, affiancata dagli Ordine del Medici di Milano e Bologna, contro l’ammenda di 800.000 euro inflitta alla fine del 2014 dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, successivamente più che dimezzata dal TAR di Roma, per un articolo contenuto nel codice deontologico dei medici riguardante il divieto all’utilizzo della pubblicità commerciale da parte degli iscritti e, in particolare, dei Medici Odontoiatri.
 
Nel corso dell'udienza, legali della Federazione hanno illustrato le peculiarità e la delicatezza dell’informazione pubblicitaria in un settore quale quello delle prestazioni mediche e odontoiatriche, inflazionate da messaggi suggestivi che generano bisogni svianti e di grave nocumento per la salute. Un acceso confronto tra chi vede la deontologia come una riviviscenza corporativistica e vuole una completa deregolazione della professione in favore del mercato e chi invece invoca la peculiarità del ruolo della deontologia medica anche nell’ambito della pubblicità a tutela del diritto alla salute.


Omceo Milano, a sostegno del ricorso, ha fatto valere le sue posizioni tese a verificare l’incostituzionalità delle norme vigenti in materia. La posizione Omceo Milano, confermata da un parere pro-veritate diffuso dall’Ordine Meneghino nei giorni scorsi, verrà opposta alla sentenza del Tar e, come si legge in un comunicato emanato da Fnomceo, dovrà ora servire ai Giudici di palazzo Spada per stabilire: “se il diritto alla salute costituzionalmente garantito, che le norme della deontologia mirano a tutelare in un ambito connotato dall’asimmetria delle parti, receda alla libera iniziativa economica tutelata dall’art. 41 della Costituzione, ovvero come possano essere declinati deontologia medica e mercato”.

In altre parole, se prima viene il diritto alla tutela della salute dei cittadini oppure la tutela comunque della libera concorrenza. “Sono sempre stato convinto che l’unione faccia la forza, afferma Roberto Carlo Rossi, Presidente di Omceo Milano –. Da qui anche un impegnativo sforzo economico che abbiamo autonomamente fatto predisponendo un autorevole parere, in aggiunta alle motivazioni del ricorso presentato da Fnomceo”.

“L’ammenda tocca in particolare i Medici Odontoiatri – spiega Andrea Senna, Presidente del Commissione Albo Odontoiatri dell’Omceo Milano -. In questi anni, abbiamo assistito a promozioni in campo odontoiatrico inverosimili in termini di prezzi e di prestazioni che sicuramente disorientano il cittadino, mettendone a rischio la salute. Il diritto alla salute sancito dall'artico 32 della Costituzione, va tutelato in ogni modo e deve prevalere su logiche di libero mercato e di profitto. La scelta del cittadino non deve in alcun modo essere condizionata da offerte commerciali o messaggi pubblicitari che possono influenzarne la libera e ragionata scelta”.

13 novembre 2015
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