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Renzo (Cao): "Solidarietà allo sciopero del 16 dicembre e no allo scandalo dei corsi di laurea non regolamentati"

In occasione delle giornate di Taormina che hanno visto recentemente riunite le componenti della professione odontoiatrica, il presidente della CAO commenta i recenti avvenimenti di Enna, che hanno visto dei corsi di laurea non regolamentati e manifesta solidarietà per lo sciopero del 16 dicembre.

15 DIC - Durante le giornate di Taormina del 3-4-5 dicembre ,che hanno visto riunite tutte le componenti della professione odontoiatrica, i temi del rilancio della formazione e della qualità dei corsi di laurea in odontoiatria sono stati al centro del dibattito.

“Nessun accesso alla professione e nessuna programmazione potrà essere solo a livello nazionale: è ormai inevitabile riferirsi al livello europeo”. Così dichiara il presidente CAO -FNOMCeO Giuseppe Renzo, ritenendo ormai necessaria anche la riforma dell’esame di abilitazione che non dovrà  più essere un duplicato dell’esame di laurea. “All’esame di abilitazione - dichiara Renzo - dovranno sottoporsi tutti coloro che intendono esercitare la professione in Italia sia se laureati nel nostro Paese sia se laureati all’estero”.

“Basta allo scandalo - prosegue - dei corsi di laurea non regolamentati (vedi , ad esempio, la recente vicenda di Enna) che violano il principio della programmazione e che hanno la loro unica motivazione in interessi speculativi illudendo coloro che non sono riusciti a superare i test di accesso”.

“Non voglio esimermi – continua Renzo- dal commentare l’attuale vicenda dello sciopero dei medici e degli odontoiatri italiani del 16 dicembre. Non può negarsi la solidarietà ai nostri Colleghi che vedono in discussione  l’autonomia prescrittiva soggetta a regole burocratiche di esclusivo contenimento della spesa, con tanti saluti alla tutela della salute”.

“Va denunciata - dichiaro dalla CAO -FNOMCeO - l’attuale situazione che vede, ancora una volta, i nostri professionisti costretti a defatiganti oneri burocratici per quanto riguarda l’invio dei dati finanziari in forma elettronica per permettere al Governo di vantare l’istituzione del 730 precompilato comprensivo anche delle esenzioni per le spese sanitarie. Ancora una volta la parte pubblica utilizza i medici e gli odontoiatri italiani quali utili idioti per raggiungere risultati sulla pelle di una professione ormai ridotta a massa di manovra per interessi politici che ben poco hanno a che vedere con la missione del medico”.

15 dicembre 2015
© Riproduzione riservata


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