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Efedrina. Sifap contro il decreto ministeriale: “Va punito l'uso scorretto, non la galenica”. Si valuta il ricorso al Tar

La società dei farmacisti preparatori aveva già presentato ricorso contro i precedenti decreti che avevano vietato l’uso di altre molecole dimagranti. Le sentenze sono attese per febbraio, ma intanto è arrivato un nuovo stop, quello all'efedrina. Intervista alla presidente Paola Minghetti: “L’efedrina è importante per il trattamento dell'obesità. Vietarla non aiuta i pazienti e discrimina il prodotto galenico rispetto ai farmaci industriali”.

16 DIC - “Penalizza la galenica e non aiuta i pazienti”. E’ questa la posizione della società italiana dei farmacisti preparatori (Sifap) sul decreto ministeriale del 2 dicembre scorso che vieta ai medici di prescrivere preparazioni magistrali contenenti il principio attivo della efedrina, a scopo dimagrante e ai farmacisti di eseguire preparazioni magistrali contenenti il predetto principio attivo, a scopo dimagrante. Un decreto contro il quale la Sifap sta valutando il ricorso al Tar, come già fatto nei mesi scorsi contro gli altri decreti ministeriali che vietavano l’uso galenico di altre molecole anoressizzanti.

A chiarire al nostro giornale la posizione della Sifap rispetto al decreto è la presidente Paola Minghetti: “I principi attivi – spiega - possono essere pericolosi o non esserlo, o esserlo a seconda dell’uso che se ne fa. Questo è il caso dell’efedrina: un principio attivo non pericoloso di per sé ma al centro di comportamenti scorretti da parte dei medici. Una distinzione importante, perché se è vero che i comportamenti scorretti sono inaccettabili e vanno perseguiti, è altrettanto vero che l’uso corretto di una preparazione galenica a base di efedrina rappresenta una soluzione terapeutica più appropriata per alcuni casi di obesità, come dimostrato da alcuni studi scientifici. Il divieto assoluto imposto dal ministero, dunque, discrimina i pazienti, oltre a penalizzare il prodotto galenico rispetto al farmaco industriale a base di efedrina, che resta invece in commercio, anche sotto forma di Otc, cioè farmaci da banco dispensabili senza ricetta medica, a conferma che si tratta di un principio attivo non pericoloso di per sé. Lo stesso vale per altre molecole dimagranti vietati da precedenti decreti ministeriali e contro i quali abbiamo già presentato ricorso al Tar ”.


Secondo lei, dunque, il ministero avrebbe fatto meglio a non intervenire lasciando alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria il compito di perseguire i singoli autori dei singoli casi di uso scorretto di efedrina?
Sicuramente, come ho già detto, i casi di uso scorretto sono inaccettabili e vanno perseguiti. Quanto al ministero, non contesto il fatto che sia intervenuto sulla materia dal momento che erano emersi casi di uso scorretto, ma non condivido il modo in cui lo ha fatto. Più opportuno sarebbe stato, a mio parere, stabilire delle regole più stringenti e che queste fossero individuate sulla base delle necessità terapeutiche per il trattamento dell’obesità, che è una patologia ed è anche complessa. Ad esempio, si sarebbe potuto decidere di limitare la prescrizione ai medici specialisti. Oppure stabilire il limite delle prescrizioni ai soli pazienti con indice di massa corporea superiore a 30. Insomma, si sarebbe dovuto trovare il modo di rendere indisponibile la molecola per i casi inappropriati, garantendo la sua disponibilità ai pazienti che ne hanno bisogno.
Peraltro, il rischio di questi divieti è anche quello di alimentare il mercato online illegale, aspetto da non sottovalutare se si vuole parlare di sicurezza dei pazienti.

Non c’è mai stato un confronto con il ministero sull’uso delle molecole dimagranti, tenuto conto che non è la prima volta che il ministero interviene?
Prima della scorsa estate è stato istituito presso il ministero della Salute un tavolo in materia, ma non è mai stato convocato. Peraltro nessun delegato della Sifap è stato chiamato a farne parte, nonostante ne avessimo fatto richiesta. È vero che tra i componenti c’è il nostro vicepresidente, ma in quanto rappresentante della Fofi che, considerata la materia, ha ritenuto opportuno indicare il nome di un rappresentante della Società italiana dei farmacisti preparatori. In ogni caso, poco conta di fa parte del tavolo se questo non viene mai convocato.

C’è una sottovalutazione del ruolo della galenica da parte del ministero, secondo lei?
Temo di sì. La sensazione, come in questo caso, è che a volte ci sia un atteggiamento un po’ punitivo nei confronti della galenica. Credo che molti fatti di cronaca diano anche una immagine sbagliata della galenica, spesso associata a prodotti dimagranti legati più a questioni estetiche che non al trattamento di patologie. La galenica è invece una specialità molto importante e se si vuole andare verso una medicina sempre più personalizzata, andrebbe utilizzata più spesso e valorizzata. Ma già oggi, senza galenica, mancherebbero anche tanti trattamenti per molte patologie pediatriche o per molti pazienti oncologici.

La Sifap ha presentato ricorso al Tar contro i due precedenti decreti che vietavano l’uso di altre molecole dimagranti. Presenterete ricorso anche contro questo decreto?
Lo stiamo valutando. Purtroppo dobbiamo tenere conto anche del fatto che avviare questi procedimenti è molto costoso e impegnativo per una piccola associazione come la nostra.

A che punto è l’iter degli altri ricorsi?
L’udienza è attesa per febbraio. Il magistrato aveva infatti deciso di prendere tempo in attesa di avere a disposizione i risultati del tavolo ministeriale in materia. Dati che, come dicevo, ancora non però sono disponibili. L'auspicio è che lo diventino presto, come una immediata convocazione del tavolo a inizio anno.
 

16 dicembre 2015
© Riproduzione riservata


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