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Agressioni agli operatori sanitari. Come identificare, valutare e gestire le situazioni a rischio

Un percorso formativo realizzato dall'Associazione sportiva KMP, inserito e accreditato dall’Asl 2 Savonese. Obiettivo: prevenire gli atti di violenza contro medici e infermieri attraverso la conoscenza di tecniche e comportamenti atti ad allontanare da sé azioni aggressive e di ridurre o arginare le situazioni potenzialmente di rischio

25 GEN - Il National Institute of  Occupational Safety and Health (NIOSH) definisce la violenza nel posto di lavoro come: “ogni aggressione fisica, comportamento minaccioso o abuso verbale che si verifica nel posto di lavoro”.
 
Dall'analisi della letteratura emerge, in maniera preoccupante, la dimensione del fenomeno, che rimane comunque tendenzialmente sottostimato a causa della scarsa propensione a denunciare gli episodi di violenza da parte degli infermieri (Anderson, 2002; Ferns, 2006; Lewis et al., 2007).
Uno studio americano dell’Emergency Nurses Association (ENA) dimostra che più della metà degli infermieri dei dipartimenti di emergenza sono vittime di violenza, e ancora una ricerca spagnola pubblicata sull’International Journal of Occupational and Environmental Health, dimostra che gli eventi di violenza avvengono più frequentemente nelle aree di emergenza-urgenza, strutture psichiatriche ospedaliere e territoriali, nelle sale di attesa, medicina e servizi di continuità assistenziale.
 
In queste aree, dove le complessità assistenziali sono spesso critiche, le aggressioni fisiche, nell’anno 2009, hanno raggiunto rispettivamente il 48% e il 27 % degli operatori; gli insulti sono risultati invece praticamente ubiquitari, avendo coinvolto rispettivamente l’82% e il 64% degli operatori, e percentuali più o meno simili si trovano per le minacce. Queste ultime sono risultate molto elevate anche nei reparti chirurgici. Questo dato è giustificato dal fatto che in questi contesti , gli infermieri hanno una maggiore esposizione essendo più tempo a contatto con pazienti e parenti.

 
È interessante notare che circa l’85 % delle aggressioni è perpetrato dagli stessi pazienti: un quarto di essi, circa, risulta essere affetto da disturbi psichici e circa il 6% è sotto l’influsso di droghe.
 
Nel 2013 Nursind ha avviato una campagna permanente sul territorio nazionale contro le aggressioni al personale sanitario. L’incremento degli atti di violenza viene principalmente adibito ad aumento dei pazienti con disturbi psichiatrici, maggior consumo di sostanze alcoliche e stupefacenti, limitazione delle fasce orarie per visita parenti, mancanza e/o riduzione di personale, scarsa illuminazione  e assenza di apparecchiature di videosorveglianza nelle aree adibite a parcheggio.
 
A questi emerge un dato importante che evidenzia la mancanza di formazione specifica agli operatori  del comparto sanitario nel riconoscere e prevenire comportamenti aggressivi ed ostili.
Si evidenziano rischi relativi ad aspetti di natura psico-organizzativa  (ISPESL, 2007) ed il Ministero della Salute (2008) tra gli eventi sentinella rileva atti di “violenza ad operatori all’interno di strutture sanitarie, attuata da pazienti, parenti o accompagnatori con esiti talvolta anche gravi”.
Nel Novembre 2007, i dati rilevano un aumento di comportamenti violenti verso medici ed infermieri in quanto a stretto contatto con  pazienti e parenti; nello stesso anno il Ministero della Salute emana una raccomandazione  che cita: “Gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari costituiscono eventi sentinella che richiedono la messa in atto di opportune iniziative di protezione e prevenzione”.
 
Nel 2012 il danno economico allo Stato per traumi fisici agli operatori sanitari è stato calcolato in 278.118 giornate di infortunio corrispondenti a 30.593.087 euro, rappresentando il 22% degli infortuni totali denunciati all'INAIL in quell'anno.
 
In Italia, attraverso un esplicito rimando all’interno dell’art. 28 del D.Lgs 81/08, ciascuna struttura sanitaria dovrebbe elaborare ed implementare un programma di prevenzione della violenza, le cui finalità sono di diffondere una politica di tolleranza zero verso atti di violenza, fisica o verbale nei servizi sanitari e assicurarsi che operatori, pazienti, visitatori siano a conoscenza di tale politica, incoraggiando il personale a segnalare prontamente gli episodi subiti e a suggerire le misure per ridurre o eliminare i rischi.
 
Nell’ Agosto 2013 nasce l'associazione sportiva A.S.D Krav Maga Parabellum dal desiderio dei due fondatori, Il Maestro Giuseppe Calà  scomparso prematuramente il 17 Gennaio 2015 e l’attuale Presidente Davide Carosa Istruttore di Krav Maga e infermiere presso l’Ospedale S. Corona di Pietra Ligure (SV).
 
Tra gli obiettivi dell’associazione c’è quello di combattere tutti quei fenomeni che attanagliano la società con relativo disagio psico-fisico: come il bullismo, lo stalking, il mobbing e le violenze in ambito domestico e lavorativo, con la finalità di promuovere e tutelare la salute attraverso l’ insegnamento e la divulgazione delle arti marziali e della difesa personale, fondate sul rispetto e la consapevolezza del proprio corpo e delle persone che ci sono vicine.
 
La K.M.P è costituita da un team di maestri;, istruttori e collaboratori con formazione specifica sia in campo sportivo, educativo, psicologico e giuridico, in modo da fornire gli strumenti adeguati alle varie tipologie di violenze verbali, fisiche e psicologiche  in cui potrebbe incorrere l’ operatore sanitario.
 
Ad oggi l’associazione K.M.P. ha ideato e realizzato due progetti:
 
Araba Fenice: La fenice è un uccello mitologico noto per la caratteristica di   rinascere dalle proprie ceneri. Una persona che ha subito un atto ostile spesso riporta postumi fisici e manifesta uno shock emotivo, che porta a chiudersi in sé stessi o peggio a stati di ansia. Il percorso dopo un’aggressione è paragonato alla rinascita, a una rinnovata fiducia in se stessi, combattendo paure legate al proprio lavoro nello stesso ambito dove è avvenuta la violenza. Le aggressioni in campo sanitario comportano un impiego di energie fisiche, mentali ed economiche, dovute ai giorni di malattia degli operatori e dalla temporanea sostituzione dell’organico mancante, oltre al coinvolgimento di altre figure sanitarie designate alla cura e al supporto psicologico.
Questo percorso si occupa di prevenire gli atti di violenza contro medici e infermieri attraverso la conoscenza di tecniche e comportamenti atti ad allontanare da sé azioni aggressive e di ridurre o arginare le situazioni potenzialmente di rischio, in linea con quanto dichiarato dalla raccomandazione del Ministero della Salute del 2007.
 
Da alcuni anni, questa proposta è stata accolta; inserita e accreditata dall' ASL2 Savonese.
Ha interessato per ogni sua edizione circa trenta Operatori tra infermieri e medici di vari servizi ospedalieri in particolare: Pronto soccorso;118;reparti psichiatrici e personale sanitario che svolge attività nelle carceri.
 
Vivi il tuo Futuro: sottoposto nell’Agosto 2015 al provveditorato agli studi di Savona e inserito come possibile programma formativo per gli istituti secondari di primo e secondo grado (www.istruzionesavona.it).
 
Lo scorso Novembre si è concluso il primo corso svoltosi presso l’Istituto Mazzini – Ramella  di Loano (SV).
 
Questo progetto è stato patrocinato in forma non onerosa dal Comune Loanese ed ha interessato circa 120 alunni di 5 classi pilota suddivise in seconde e terze medie.
I temi trattati sono stati molti in particolare il consumo di alcol in età giovanile
e fenomeni in crescita tra gli adolescenti come il bullismo e le violenze domestiche.
 
I progetti attuali e futuri sono proposti in stretta collaborazione con il Comitato Provinciale CSEN (Centro Sportivo Educativo Nazionale) di Savona e registrati alla SIAE di Roma.
Tutti i partecipanti al termine dei corsi  riceveranno un attestato di partecipazione firmato dal Presidente  Nazionale CSEN Cav. Francesco Proietti.
 
A partire dal 2 febbraio 2016 verranno estesi incontri in tutta la Regione Liguria con il patrocinio dei Collegi IPASVI liguri, al fine di formare gli operatori sanitari.
 
Michela Barisone
RN,BSN, MSN, PhD Student. Dipartimento di Emergenza-Urgenza. Sala di Cardiologia Interventistica. Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Università degli Studi di Genova.
 
Davide Carosa
Presidente e Istruttore A.S.D. Krav Maga Parabellum ,Addetto ai Servizi di Controllo Ministero Dell’Interno ( DM 06/10/2009) Infermiere , Dipartimento testa-collo ,Sala operatoria di Neurochirurgia, Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure
 
Lara Costa
Infermiera, Dipartimento di Emergenza-Urgenza, UTIC Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure
 
 
Bibliografia
 
Deans C.,2004. The Effectiveness of a trianing program for emergency departement nurses in managing violent situations. J. Adv. Nurs. 21(4),17-22
 
Anderson L, Fizgerald, M. Luck, 2010. An integrative literature review of interventions to reduce violence against emergency departement nurses. J. Clin. Nurs. 19 (17-18), 2520-2530.
 
Beech B, Leather P, 2006. Workplace violence in the health care sector: a review of staff training and integration of training evaluation models. Aggress. Violent Behav.11(1),27-43
 
Indagine sulle aggressioni al personale sanitario. Centro Studio NURSIND, 2013
 
Injuries and Illnesses, 2000. Washington, 2. DC: DOL, 2001.
 
The Joint Commission: Sentinel Event Statistics: December 31, 2006 - Type of Sentinel Event. http://www.jointcommission.org/SentinelEvents/Statistics/
 
Dati INAIL, Andamento degli infortuni sul lavoro. Numero 1, gennaio 2007.
 
National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH): Violence – Occupational Hazard in Hospitals. April 2002. www.cdc.gov/niosh
 
Occupational Safety and Health Administration (OSHA): Guidelines for Preventing Workplace Violence for Health Care & Social Service Workers. OSHA 3148-01R. U.S. Department of Labor, 2004. http://www.osha.gov/Publications/osha3148.pdf
 
International Labour Office, International Council of Nurses, World Health Organisation, Public Services International - Joint Programme on Workplace Violence in the Health Sector: Framework Guidelines for addressing Workplace Violence in the Health Sector. Geneva 2002.
 
http://www.istruzionesavona.it


25 gennaio 2016
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